The Captive: Scomparsa, la recensione del thriller con Ryan Reynolds

Una bambina di nove anni viene rapita e per otto anni i genitori non ne hanno più notizie in The Captive - Scomparsa, drama thriller di Atom Egoyan.

recensione The Captive: Scomparsa, la recensione del thriller con Ryan Reynolds
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La tematica del rapimento di bambini e dell'annessa pedofilia è stato spesso trattato dal cinema di genere e non, basti pensare tra i titoli più altisonanti al recente Prisoners (2013). Un anno dopo il solido thriller di Denis Villeneuve anche l'altrettanto stimato collega Atom Egoyan decide, prendendo spunto da un fatto di cronaca, di realizzare un titolo sull'argomento. In The Captive - Scomparsa la piccola Cassandra, di appena nove anni, viene rapita mentre si trovava nella macchina del padre intento in quel momento a fare compere per la cena. L'evento ha distrutto il rapporto tra i genitori e le indagini della polizia sembrano ad un punto morto, tanto che in ben otto anni della bambina non si è più trovato traccia. Cassie in realtà è segregata dal giorno del sequestro nella stanza di Mika, un uomo all'apparenza rispettabile che è collegato ad un losco giro di pornografia online.

Never give up

Un solido thriller drammatico che gioca le sue carte narrative su un ordine cronologico alternato, in cui si susseguono nei cento e rotti minuti di visione sequenze ambientate in diversi periodi senza una reale necessità di sorta. The Captive - Scomparsa cerca così di offrire colpi di scena grazie a questa tecnica, ma paradossalmente l'operazione si rivela poco coesa e non priva di momenti di confusione: fortunatamente la mano di Egoyan, grande esteta delle inquadrature, riesce a restituire comunque un forte impatto emozionale e a mantenere alto l'interesse fino ai titoli di coda. Il regista, anche autore della sceneggiatura, è abile nel creare uno schema empatico progressivamente più sfumato e ricco e anche le diverse forzature / casualità atte a condurre al fine della vicenda diventano così perdonabili in quanto si è già appassionati alla strenua ricerca del protagonista, pronto a tutto pur di trovare la figlia scomparsa dovendosi anche scontrare con la parziale ostilità della polizia, che arriva addirittura a sospettarlo di essere complice dei rapitori. Ne esce così un ritratto amaro e dolente, ben metaforicamente espresso dalla perenne ambientazione invernale (tutti gli spezzoni del racconto, pur distanti negli anni, hanno infatti luogo sotto una massiccia coltre di neve) e dall'algida colonna sonora. A donare ulteriore spessore alla visione sono poi le intense performance del ricco cast, con Rosario Dawson e Scott Speedman nei panni dei due investigatori addetti ai casi di pedofilia e Ryan Reynolds e Mirelle Einos in quelli dei genitori distrutti dal dolore: sono proprio quest'ultimi due a regalare struggenti dosi di umanità a personaggi dall'alto rischio di stereotipo.

The Captive: Scomparsa Una bambina rapita, due genitori affranti (ma non rassegnati) e le indagini della polizia che brancolano nel buio: The Captive - Scomparsa si distingue parzialmente dagli altri titoli a tema per la particolare scelta cronologica di narrare gli eventi in un'alternanza di archi narrativi che spaziano su ben otto anni filmici reali. Al netto di qualche forzatura in fase di sceneggiatura, l'operazione funziona bene dal punto di vista emozionale e di suspense, merito della solida regia di Atom Egoyan e delle ottime prove di Mirelle Einos e Ryan Reynolds, quest'ultimo vero ariete empatico e catalizzante della vicenda.

6.5

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