Recensione The Bourne Ultimatum

Il terzo, godibilissimo, capitolo della trilogia di Jason Bourne

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Sfuggito alla polizia di Mosca, Jason Bourne si reca a Parigi e continua a indagare sul suo passato, mentre la CIA insiste nel dargli la caccia. Intanto a Torino il giornalista del Guardian Simon Ross incontra Neal Daniels, ex ufficiale supervisore a capo dell'operazione Blackbriar, che gli rivela informazioni top secret che potrebbero scatenare un vero e proprio putiferio. Bourne riesce a mettersi in contatto con Ross (che aveva appena scritto un articolo lui riguardante) ma il giornalista viene ucciso da un killer inviato dalla CIA; ciò nonostante Bourne riesce ad ottenere le informazioni che riguardano la talpa e si reca a Madrid per indagare. Le uniche due persone che cercheranno in qualche modo di aiutarlo saranno due vecchie conoscenze: l'agente operativo Nicky Parsons e l'ufficiale della CIA Pamela Landy.In attesa di rivedere ancora una volta Matt Damon nei panni di Jason Bourne nel prossimo, quinto film recentemente annunciato, rispolveriamo il terzo episodio (ed ultimo ad oggi con Damon protagonista) della saga ispirata ai romanzi di Robert Ludlum. The Bourne Ultimatum è tratto dall'ultimo libro della serie scritto da Ludlum (i romanzi successivi saranno ad opera di Eric Van Lustbader) e vede alla regia nuovamente Paul Greengrass, subentrato a Doug Liman dietro la macchina da presa già per il precedente capitolo. Oltre ai graditi ritorni di Joan Allen e Julia Stiles fanno la loro new-entry attori di razza e blasone come Albert Finney (Big Fish), David Strathairn (Good night and good luck) e Scott Glenn (Fuoco assassino).

Bourne to be alive

Perfetta chiusura, come visto solo "momentanea", del cerchio, The Bourne Ultimatum mantiene costante la qualità della saga e finisce per rivelarsi addirittura il migliore della trilogia, con un perfetto dosaggio del ritmo e scene di spionaggio che guardano in alto addirittura evocando in certi passaggi un mostro sacro come Melville. Con una costruzione chirurgica delle scene (pur non prive di qualche sbavatura dovuta a forzature narrative di copione) e un ragionato uso degli spazi a disposizione, Greengrass crea un'apoteosi di adrenalina che lascia senza fiato: dal caotico e irrefrenabile inseguimento tra i tetti di Tangeri agli escamotage di Bourne messi in atto a Londra, il film è ricco di rivelazioni e mantiene una tensione costante per tutte le due ore di visione, con un epilogo "aperto" dal quale si riprenderanno probabilmente i giochi. Con un montaggio frenetico ma equilibrato e una regia "sempre sul pezzo", con riprese che riescono a immergere sempre nel vivo dell'azione, questo terzo capitolo osa oltre i limiti di genere, ponendosi come opera importante per il filone; e la solita "invulnerabilità" di Bourne, capace di sopravvivere anche in situazioni estreme, non fa storcere il naso come in molti produzioni contemporanee od epigone: merito anche della sofferta umanità che Damon, attorniato da un cast sempre all'altezza, riesce a infondere ancora maggiormente rispetto al passato.

The Bourne Ultimatum Tra i migliori personaggi di genere del nuovo millennio, Jason Bourne termina qui la sua "prima trilogia" cinematografica con un film magnetico e accattivante che si rivela anche migliore dei suoi pur ottimi predecessori. In giro per il mondo alla ricerca di risposte l'ex-sicario redento ci trascina in un'avventura di spionaggio carica di adrenalina e sorretta da una regia che cura il millimetro e sfodera una contagiosa carica action. The Bourne Ultimatum, pur prendendosi molte libertà rispetto alle pagine del romanzo, coinvolge senza sosta sino ai titoli di coda grazie anche alla bravura dei suoi interpreti, sia principali che secondari.

8

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