Recensione The Bay

Barry Levinson firma un mockumentary originale che fonde epidemic movie e P.O.V.

recensione The Bay
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A Claridge, piccola cittadina del Maryland, tutto è pronto per la festa del 4 luglio. Improvvisamente però diverse persone cominciano a manifestare fastidiose irritazioni e vesciche che si diffondono in tutto il corpo. Una vera e propria epidemia che porta nel giro di poche ore ben 60 persone in ospedale. Una malattia sconosciuta avente a che fare con la contaminazione dell'acqua e tenuta nascosta dagli organi politici locali per paura di ritorsioni sul turismo e che ora rischia di essere la causa di una vera e propria carneficina. Tre anni dopo quel tragico giorno, una giovane giornalista presente sul posto e sopravvissuta racconta quanto accaduto attraverso dei filmati recuperati in rete...Il film che non ti aspetti da un nome come Barry Levinson. Autore di opere entrate nell'immaginario comune come Rain Man - L'uomo della pioggia, Piramide di paura e Good Morning, Vietman, Levinson torna al cinema a quattro anni dal suo ultimo film per il grande schermo, Disastro a Hollywood, e a due dal premiatissimo tv movie You don't know Jack con un grande Al Pacino. Un ritorno con una pellicola del tutto atipica se contestualizzata nella carriera del regista, un horror che fonde due dei sottogeneri più graditi dal pubblico, l'epidemic movie e il P.O.V. , che rendono questo The Bay un mockumentary senza dubbio originale e in grado di instillare anche temi di discussione oltre alla solita, paurosamente ludica, tensione di queste produzioni.

La baia della morte

Suggestivo vedere quindi un regista Premio Oscar alle prese con uno dei generi più in voga e che, a parte rarissime eccezioni, vive già di un precoce periodo di stanca. Anche in questo caso, attenendosi alle "regole del gioco", l'inizio di visione è preceduto da un avviso che spaccia la storia per realmente accaduta, e la stessa è accompagnata fino alla fine dalla voce narrante della giornalista scampata alla moria collettiva. Fin qui, niente di nuovo, e ormai l'effetto sorpresa, già poco credibile ai tempi del primo The Blair Witch Project, è praticamente nullo. Ciò nonostante The Bay è pregno di una verosomiglianza inquietante, inserendo nel filone narrativo anche il non così scontato allarme ambientalista, dato che la causa dell'epidemia (consistente in mostruosi parassiti mutati che divorano le malcapitate vittime dall'interno) è dovuta alla noncuranza dei politici e delle autorità sul grave inquinamento ambientale delle acque, riportato già alla loro attenzione da diversi attivisti ma totalmente ignorato per fini economici. Lo stesso finale, che mostra per vere le diverse teorie dell'insabbiamento, farà la gioia di molti complottisti, mostrando una nazione più devota ai propri interessi che alle vite dei propri abitanti. Ma il film funziona anche dal punto di vista prettamente horror, mantenendo per ottanta minuti una tensione che si innalza costantemente fino ai minuti finali, mostrando sequenze parecchio disturbanti (anche se non si eccede mai più del dovuto con la dose splatter) e creando una notevole empatia con le vittime del contagio, aumentata ancor più dalla scelta di attori provenienti dal mondo televisivo e ancora poco conosciuti al grande pubblico. L'alternanza di vari filmati, girati alcuni con la camera a mano, altrove da telecamere fissi o telefonini, riesce a rendere anche meno monotono lo sviluppo registico, e a creare un'inquietudine permanente che non abbandona lo spettatore neanche dopo i titoli di coda. Perché se è certamente vero che ci troviamo di fronte ad un'opera di finzione, è pur vero che tale finzione non si distacca molto da una possibile futura realtà.

The Bay Barry Levinson dirige un mockumentary inquietante, ricco di suspence e sequenze disturbanti, alternando riprese di videocamere, telecamere fisse e telefonini. Un racconto macabro e credibile, e perciò ancor più spaventoso, che oltre ad un sottotesto ambientalista di sicuro impatto non lesina sequenze orrorifiche in grado di regalare emozioni agli amanti del genere.

7

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