Recensione Terminus

In Terminus un uomo vedovo dal contrastato rapporto con la figlia si imbatte in un misterioso artefatto alieno mentre il mondo si trova alle prese con il pericolo di una nuova guerra nucleare.

recensione Terminus
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David Chamberlain, vedovo da alcuni mesi, lavora come meccanico in una piccola cittadina americana, colpita come il resto della nazione da una forte crisi economica. Inoltre vi è il forte rischio di una nuova guerra mondiale - nucleare, dovuto ai forti contrasti tra gli Stati Uniti e l'asse Russia-Cina riguardo al disarmo forzato operato dagli yankee dello stato iraniano. Un giorno l'uomo riceve la visita della figlia adolescente Annabelle, la quale (in seguito alla morte della madre per una grave malattia) ha instaurato un rapporto controverso col genitore. La notte successiva, mentre si trova in stato di ubriachezza al volante, David è testimone della caduta di un meteorite e per la sorpresa e le sue condizioni di scarsa sobrietà ha un incidente. Risvegliatosi ferito dopo l'urto l'uomo ha un'allucinazione in cui la moglie scomparsa lo conduce ad uno strano artefatto contenuto nel bolide stellare: questi sembra essere in grado di guarire anche le più gravi ferite, rigenerando anche il rene che lui aveva donato in passato alla compagna in fin di vita per cercare, inutilmente, di salvarla. Con l'aiuto di un reduce di guerra privo di una gamba e di Annabelle, David cercherà di impedire l'avvento di una profezia che lo tormenta tramite visioni da quella notte e che vede un'esplosione atomica distruggere ogni cosa. Ma segrete forze governative, intenzionate a metter mano sulla rivoluzionaria scoperta, sono già sulle loro tracce.

These final hours

Sci-fi low budget australiano (nonostante l'ambientazione americana, le riprese hanno avuto luogo a Sydney) che segna l'esordio nel lungometraggio del regista sudafricano Marc Furnie, Terminus si inserisce nell'ormai popoloso sottofilone umanistico, contaminando istinti di genere che si rifanno per buona parte al periodo ottantiano con quella vena indie-drammatica che ha spesso regalato piccole perle al filone negli ultimi anni. Non è perciò un caso che l'ossessione del protagonista David ricordi quella vissuta dal personaggio di Michael Shannon in Take shelter (2011) di Jeff Nichols, con tanto di difficile rapporto familiare a incanalare una maggior enfasi emotiva alla vicenda. Una messa in scena minimale e anti-commerciale che trova istinti di spettacolo intimo e personale nello straniante epilogo e in effetti speciali semplici ma comunque efficaci al contesto, in una narrazione che, pur non priva di alcuni passaggi stagnanti, procede con coerenza per i novanta minuti di visione. Le allucinazioni, i flashback e la visione-profezia mantengono la giusta dose di mistero suscitando interesse fino ai titoli di coda, mentre i telegiornali in sottofondo fanno progressivamente presagire l'avvento della catastrofe globale con lo spauracchio, sempre più tangibile, di un nuovo conflitto nucleare. Le discrete prove del trio di protagonisti, nomi e volti perlopiù sconosciuti da noi, e le avvolgenti note di una colonna sonora intensa e sottilmente epica (nella migliore tradizione di titoli a tema recenti) rendono la fruizione più empatica e tensiva, racconto di una riconciliazione padre - figlia alla possibile fine del mondo.

Terminus Un artefatto alieno in grado di rigenerare le più gravi ferite diventa una vera e propria ossessione per un uomo vedovo e dal tormentato rapporto con la figlia, che non esiterà ad opporsi a forze più grandi di lui per cercare di evitare la più devastante delle tragedie. Terminus rientra nel copioso filone della sci-fi umanistica da tempo sulla cresta dell'onda, sfruttando al meglio l'esiguo budget di partenza per raccontare una storia di risvolti e incomprensioni familiari che si pone anche come monito contro tutte le guerre a venire. Con personaggi caratterizzati con un curioso mix tra rimandi agli anni '80 e sfumature indie-drama, l'operazione funziona nella sua semplicità e, pur non facendo gridare al miracolo, si pone come oggetto più che interessante per gli amanti del genere.

6.5

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