Recensione Terminator

Il primo, storico, capitolo della saga di Terminator

recensione Terminator
Articolo a cura di

"Le macchine emersero dalle ceneri dell'incendio nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano aveva infuriato per anni e anni. Ma la battaglia finale non si sarebbe combattuta nel futuro: sarebbe stata combattuta qui, nel nostro presente... Oggi."

È questa la leggendaria frase di apertura che da il via alle danze in Terminator, uno dei cult fantascientifici più significativi degli anni '80 e non solo. E pensare che il suo regista, un allora trentenne James Cameron, veniva da un b-movie poco conosciuto al grande pubblico quale Piraña paura (per altro prodotto proprio in Italia), sequel del classico di Joe Dante. Ed invece l'ormai acclamato regista, che partorì l'idea del film proprio durante la sua permanenza a Roma, è riuscito a creare un cult indissolubile in grado di generare ben due sequel e due reboot (il prossimo in dirittura d'arrivo) e una serie tv, oltre che a dare vita ad una delle figure più iconiche del cinema di genere. Figura che ha lanciato definitivamente il suo erculeo interprete, l'ex mister universo Arnold Schwarzenegger, già volto conosciuto grazie ad un altro classico seminale come Conan il barbaro e destinato a rivestire per altre tre volte i panni del massiccio cyborg proveniente dal futuro.

Uomini e macchine

Siamo nel 1984. Due viaggiatori del tempo giungono dal futuro per affrontarsi in una lotta all'ultimo sangue. Uno è un Terminator, un avanzato modello di cyborg che ha il compito di uccidere una donna di nome Sarah Connor, l'altro è Kyle Reese, un membro della resistenza umana che ha il compito di proteggere la vittima designata ed annientare il Terminator. La donna infatti sarà la futura madre di John Connor, prossimo leader della resistenza nella lotta contro le macchine nonché colui ad aver inviato Reese nel passato. Il cyborg, dotato di sembianze umane, non conoscendo la reale identità del suo obiettivo, inizia la sua missione ammazzando brutalmente due omonime di Sarah, dando così il tempo a Reese di rintracciarla e di metterla al corrente del pericolo che corre. Dopo l'iniziale e comprensibile sbigottimento Sarah comprende come l'unico che possa realmente proteggerla sia proprio Reese...

I'll be back

Ambientato quasi completamente di notte, Terminator è un perfetto esercizio di stile che eleva il genere di appartenenza grazie ad una messa in scena di prim'ordine e ad una perfetta gestione dell'azione. Su una solida base narrativa, figlia di una sceneggiatura tanto ambiziosa quanto riuscita e affascinante, Cameron intavola un inseguimento furioso e brutale muovendo al meglio le sue tre pedine principali in un gioco del gatto e del topo senza tregua che non lascia un attimo di fiato, epilogo escluso. Seppur limitati da un budget sì buono ma non esorbitante (6 milioni di dollari, ampiamente ripagati dagli stratosferici incassi), gli sporadici flashback di Reese che ci trasportano nel futuro spianano bene la strada ai successivi capitoli, creando una nuova "mitologia" bellica/sci-fi dalle mille potenzialità (purtroppo non sempre espresse nel migliore dei modi nel susseguirsi della saga).
Come nella maggior parte dei film su simili argomenti il tema dei viaggi nel tempo rimane controverso, e la scelta di John Connor di inviare proprio Reese nel passato ne rimane l'emblema più palese: ma la narrazione rimane efficace e convincente e il fotogramma finale colpisce nella sua nitidezza. L'atmosfera che permea costantemente i 107 minuti di visione è tipicamente ottantiana, dal look e dai comportamenti dei personaggi secondari sino alla colonna sonora che, oltre alla perfetta main theme di Brad Fiedel, è piena zeppa di canzoni tipiche del periodo. Gli effetti speciali invece, curati dal "mago" del settore Stan Winston, segnano invece un netto passo in avanti rispetto a produzioni coeve e il trucco che caratterizza il Terminator e la sua versione puramente robotica dell'ultima parte, non sfigurano neanche oggi a trent'anni di distanza. Schwarzy ci mette comunque del suo, con una perfetta performance monoespressiva che si adatta alla perfezione al ruolo, coadiuvato da una star degli action movie anni '80 come Michael Biehn e dal fascino tenace di Linda Hamilton, futura moglie dello stesso Cameron. Non tutti sanno però che in un primo tempo Arnold Schwarzenegger avrebbe dovuto interpretare il ruolo di Reese ma l'attore, dopo aver letto il copione, convinse saggiamente il regista ad affidargli il ruolo del cyborg. A vestire invece i panni della macchina era destinato inizialmente Lance Henriksen che ottenne comunque una parte secondaria nella funzione di un ufficiale di polizia. Calatosi talmente tanto nel ruolo, l'ex-governatore della California si è recato in un ristorante di Los Angeles con ancora il make-up da cyborg, con un occhio mancante e le sopracciglia bruciate, scatenando reazioni non proprio accomodanti tra gli astanti. Il resto è storia, e l'iconica battura "I'll be back" pronunciato dal suo personaggio in uno dei momenti cruciali della storia è stato ben più che un semplice "augurio".

Terminator Classico fondamentale del cinema di genere, Terminator è un film che vive di vita propria ad ogni visione, base fondamentale che ha dato il via ad una delle saghe più famose e amate dal pubblico, nonostante la qualità delle ultime produzioni sia ben molto al di sotto delle opere partorite da James Cameron, qui al primo vero successo della sua fortunatissima carriera. Con un plot principale semplice, ma impreziosito da un contorno sci-fi ambizioso e affascinante, la sceneggiatura punta su un'azione sfrenata e senza un attimo di tregua, elevata dalla strepitosa resa degli effetti speciali e dal villain protagonista, personaggio cult destinato ad entrare nella leggenda.

8

Che voto dai a: Terminator

Media Voto Utenti
Voti totali: 9
7.1
nd