Recensione Terminator 2 - Il Giorno del Giudizio

Riscopriamo insieme il secondo capitolo della saga di Terminator firmato da James Cameron: un'opera che ancora oggi viene presa ad esempio per come realizzare il blockbuster perfetto.

recensione Terminator 2 - Il Giorno del Giudizio
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E' luogo comune, ma spesso supportato dai fatti, che i sequel siano sempre inferiori all'originale. Una teoria che ormai James Cameron ha preso gusto a smontare, avendo realizzato nella sua fortunata carriera ben due seguiti equiparabili, se non addirittura superiori, qualitativamente ai primi film delle saghe d'appartenenza. E così, dopo aver lavorato con gli xenomorphi di Scott in Aliens, la gallina dalle uova d'oro di Hollywood nel 1991 torna alla storyline dell'opera che gli aveva spalancato, sette anni prima, le porte del successo: Terminator 2 - Il giorno del giudizio è ancor oggi considerato il film migliore della pentalogia, l'esempio lampante del blockbuster perfetto.

Come with me if you want to live

Dieci anni dopo esser scampata alla caccia del primo Terminator, Sarah Connor è reclusa in un istituto per malattie mentali perché aveva tentato di far esplodere una fabbrica collegata al progetto Skynet ed è ossessionata da visioni di un'imminente apocalisse. John, il figlio della donna, è un ragazzino sbandato che vive affidato ad una famiglia di Los Angeles. Quando un nuovo, evoluto modello di androide viene inviato dal futuro per uccidere il futuro capo della resistenza, l'unica speranza di sopravvivere per John e sua madre risiederà in un altro cyborg, con le stesse sembianze del terminator che anni prima aveva cercato di uccidere Sarah, inviato per proteggerlo.

Hasta la vista, baby

Ritmo, azione, ironia: Terminator 2 - Il giorno del giudizio è un puro concentrato di spettacolo intelligente, lucida visione di genere che guarda con rispetto all'originale evolvendone ancora di più i tratti distintivi, abbandonando in parte le atmosfere cupe e dark per una via più sanamente commerciale che strizza entrambi gli occhi al grande pubblico. Con un budget di quasi 100 milioni di dollari (all'epoca d'uscita il film più costoso della storia) James Cameron può sbizzarrirsi senza remore alcuna, ibridando la ricchezza narrativa (come in precedenza, suoi la sceneggiatura e il soggetto) con una cura visiva maniacale che sfrutta alla perfezione i rivoluzionari effetti speciali del mago Stan Winston e della Industrial Light & Magic, capaci di settare con chirurgica precisione nuove vette nel campo del morphing. In un sense of wonder continuo, che all'epoca faceva strabuzzare gli occhi e ancor oggi si difende alla grande con le produzioni odierne, il regista di Avatar opta per un gioco delle parti mischiando abilmente le carte in tavola: ed è così un colpo di scena già l'entrata in scena di Arnold Schwarzenegger (la cui sottratta monoespressività adempie magnificamente all'obiettivo) che da cattivo del passato diventa il buono del presente, affidando il ruolo dell'indistruttibile villain ad un altrettanto efficace Robert Patrick. In una storia, poi rivisitata più o meno drasticamente nei successivi film della saga, che guarda con dolente ispirazione all'importanza del destino e alla possibilità di cambiarlo, la tematica fantastica vive di furente energia, trascinandoci dopo il futuristico prologo bellico in una situazione familiare tormentata tra due personalità forti come quelle di Sarah, evolutasi da donna "qualunque" a rocciosa guerrigliera, e dell'adolescente ribelle John, nella quale la figura del T-800 finisce per assumere paradossalmente una parvenza paterna. E se Linda Hamilton si è assicurata il podio delle eroine più bad-ass di sempre, notevole è la prova dell'esordiente Edward Furlong, la cui successiva carriera (rovinata anche dalla dipendenza della droga) non riserverà altri ruoli così iconici. Con il classico main theme ad opera del "ritornante" Brad Fiedel, e una serie di battute memorabili messe in bocca al T-800, le due ore e mezza di visione scorrono in un lampo, puntando sì molto sulla pura componente di esaltante azione, ma senza dimenticarsi del fattore umano.

Terminator 2 - Il Giorno del Giudizio "I'll be back": lui l'aveva detto, e un T-800 non manca mai di parola. A sei anni dal capostipite, nel 1991 James Cameron rimette mano alla sua creatura realizzando con Terminator 2 - Il giorno del giudizio un'opera magistralmente larger than life, capace di settare nuovi standard nel mondo dei blockbuster. Con effetti speciali incredibili per l'epoca e una componente d'azione sempre spettacolare, che vede impegnate impegnate in spericolate sequenze un gran numero di controfigure, il regista dalle uova d'oro di Hollywood consacra definitivamente al Mito il cyborg di Arnold Schwarzenegger, leggenda che non potrà mai essere svilita da sequel o reboot più o meno riusciti.

9

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