Tenderness, la recensione del thriller drammatico con Russell Crowe Recensione

Un coriaceo detective pedina un giovane appena uscito di galera e dalla psiche instabile in Tenderness, thriller drammatico di John Polson.

recensione Tenderness, la recensione del thriller drammatico con Russell Crowe
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Russell Crowe ha deciso di partecipare all'operazione solo dopo che il proprio ruolo è stato ampiamente espanso in fase di sceneggiatura, modificandone parzialmente l'importanza che questi ricopriva nell'omonimo romanzo di Robert Cormier. In Tenderness, trasposizione diretta dal regista australiano John Polson, Eric è un adolescente che, dopo un periodo trascorso dietro le sbarre per il barbaro omicidio dei propri genitori, si appresta ad uscire dal carcere; il detective Cristofuoro, prossimo alla pensione ma che ai tempi aveva indagato sul caso (collegato anche alla scomparsa di due giovani ragazze), ritiene però che il giovane sia ancora un pericolo per la comunità e decide di stargli alle calcagna in attesa del primo passo falso. Passo falso che rischia di concretizzarsi prima del previsto quando la sedicenne Lori, vittima di un'infelice situazione familiare, decide di incontrare Eric e fuggire con lui, ignara dell'instabilità psicologica del ragazzo.

"Il dolore costringe alla speranza"

E non è un caso che sia proprio il voice-over dello stesso Crowe ad aprire e chiudere i cento minuti di visione, acuendo l'impressione di una forzatura atta a rendere co-protagonista la figura del detective Cristofuoro anche quando non realmente necessario ai fini della vicenda. Tenderness ha degli spunti interessanti soprattutto nella prima mezz'ora, con l'introduzione ai due giovani personaggi principali e in particolare alla figura di Lori (che ha il volto innocente e ribelle al contempo della brava Sophie Traub) che si ammanta di sfumature introspettive per nulla banali, dipingendo una sorta di disagio adolescenziale con piccoli ma ispirati tocchi di scrittura. Peccato che le buone premesse di partenza non trovino riscontro in una progressione degli eventi sin troppo lineare, che non aggiunge nulla di realmente nuovo al genere e finisce ben presto per latitare anche nella carica tensiva, procedendo stancamente verso un epilogo ad ogni modo meno scontato del previsto. Il problema principale del fim è quello di porsi a metà tra un'improbabile e platonica love-story in potenziale divenire e un viaggio on-the-road che flirta, male, con le regole del poliziesco, rivelando una creatura ibrida che a conti fatti non è né carne né pesce e che sfrutta con poco nerbo anche i risvolti drammatici di sottofondo, in primis il fatto che la moglie del detective sia da anni in coma vegetativo, privando di pathos anche lo stesso colpo di scena finale.

Tenderness Non rispecchia le aspettative questo adattamento dell'omonimo romanzo di Robert Cormier, un poliziesco on-the-road incentrato sul disagio esistenziale dei due giovani protagonisti, lei vittima di violenze familiari, lui omicida fresco di galera e dalla psiche instabile. Tenderness cerca di far suoi istinti di genere ampliando la figura del detective interpretato da Russell Crowe ma non coglie mai il giusto equilibrio tra le diverse anime del racconto, trovando sì buoni momenti nei cento minuti di visione, ma coesi alla rinfusa in un insieme poco omogeneo.

5.5

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