Recensione Stories We Tell

Arriva in Italia l'originale e toccante documentario "autobiografico" di Sarah Polley

recensione Stories We Tell
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Dopo una lunga carriera d'attrice (a dispetto dei suoi soli trentacinque anni), iniziata da giovanissima con autori del calibro di Terry Gilliam (Le avventure del barone di Münchausen) e Atom Egoyan (Exotica), Sarah Polley ha esordito dietro la macchina da presa nel 2006 con l'apprezzato Away From Her, seguito nel 2011 dalla sua opera seconda, Take this waltz (ancora inedito in Italia). Per il suo terzo lavoro da regista la Polley ha scelto la via del documentario, realizzando un'opera a suo modo unica che la vede mettersi completamente a nudo. Stories we tell, girato nel 2012 ma in uscita solo ora nelle nostre sale grazie a I Wonder Pictures, è infatti un racconto autobiografico che ripercorre un passaggio cruciale della vita di Sarah e della sua famiglia, messo insieme alternando interviste recenti a riprese d'epoca, finendo per comporre un insolito affresco di strabordante realtà.

Una storia vera

Una pellicola coraggiosa e paradossalmente indiscreta che indaga nella profondità di un segreto familiare che ha scosso le fondamenta della famiglia Polley. La vera protagonista della storia è infatti la madre di Sarah, Diane, famosa attrice in Canada scomparsa quando la figlia aveva solo undici anni. La genitrice aveva in realtà tradito il compagno, Michael Polley, con un altro uomo che si scoprì in seguito era il padre naturale della regista. Stories we tell è un festival di interpretazioni, di versioni più o meno diverse della stessa storia osservate da diversi punti di vista, i quali però non possono cancellare la verità dei fatti. La Polley intervista amici e parenti, fratelli e presunti amanti della madre, lasciando ovviamente il ruolo del co-protagonista d'eccezione al padre (quello non biologico!) Michael, voce narrante di un testo "raccoglitore" della vicenda che, tra rabbia e accettazione, rimase la persona più colpita dalla scoperta. Un film sull'amore in ogni possibile declinazione, da quella filiale a quella passionale, che si rivela lentamente tra interviste frontali e vecchi filmati in super 8, accompagnato dal tocco delicato della sua autrice in una sorta di elaborazione dolorosa ma catartica del suo passato che cerca di omaggiare al contempo la memoria della madre fedifraga. Se si può obiettare sull'eccessiva necessità della messa in pubblico di una faccenda così privata, è però innegabile la presa emotiva di alcuni passaggi, con i dieci minuti finali in grado di commuovere con una semplicità derivante proprio dalla naturale atmosfera familiare che permea i cento minuti di visione.

Stories We Tell Opera autobiografica controversa e sottilmente emozionante, Stories we tell è un viaggio dell'attrice / regista Sarah Polley nel segreto che ha sconvolto la sua vita e quella dei suoi familiari. L'autrice rischia sul labile confine dell'indiscretezza privata riuscendo a colmare i dubbi morali grazie ad un tono delicato e un uso gratuito di temi così importanti che la riguardano in prima persona, e i cento minuti di visione sono in grado di offrire diversi spunti di riflessione.

7

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