Recensione Stargate

Il cult sci-fi di Roland Emmerich con Kurt Russell e James Spader

recensione Stargate
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Si può definirlo come il vero e proprio film della consacrazione commerciale di Roland Emmerich. Se infatti il regista tedesco aveva esordito sul palcoscenico hollywoodiano (dopo l'interessante e da riscoprire periodo europeo) già due anni prima con I nuovi eroi - Universal Soldier, buon successo di pubblico con protagonisti due action star come Jean-Claude Van Damme e Dolph Lundgren, è nel 1994 con Stargate che si fa conoscere e prepara la strada per le sue produzioni future (il titolo successivo sarà l'hit planetaria Independence Day). Una pellicola che, grazie anche agli ottimi incassi al botteghino (200 milioni di dollari contro i 55 di budget) e al caloroso responso del pubblico, ha dato il via alla realizzazione di tre serie televisive ad essa ispirate. Nelle origini le intenzioni di Emmerich e dell'amico/sceneggiatore Dead Devlin erano quelle di realizzare una trilogia che però non si è mai potuta concretizzare a causa di dispute sui diritti del franchise. Un moderno cult sci-fi con protagonisti il duro per eccellenza Kurt Russell e il bravo James Spader.

La porta delle stelle

Nell'8000 a.C. un'astronave aliena giunge sulla Terra, ed un giovane sciamano di una tribù nomade viene rapito dalla navicella. Nel 1928 una spedizione archeologica rinviene i resti di una strana costruzione circolare, composta da un materiale sconosciuto sul nostro pianeta. Sessantasei anni dopo un'equipe scientifica, capeggiata dalla ormai anziana figlia dell'archeologo che scoprì la struttura, ingaggia il dottor Daniel Jackson (James Spader), esperto di geroglifici, affinché decifri i simboli incisi sul misterioso reperto, ora custodito gelosamente dalle forze militari. Jackson riesce a comprendere il significato delle incisioni e permette all'equipe di attivare lo Stargate, una vera e propria porta tra i mondi che sembra condurre su un pianeta situato al lato opposto della nostra galassia. A capo della spedizione che sarà mandata ad indagare in prima persona dall'"altro lato", di cui farà parte lo stesso Jackson, è stato assegnato il colonnello Jack O'Neill (Kurt Russell), prepensionato in seguito alla depressione causata dall'accidentale morte del figlio e uomo senza più niente da perdere.

Uomini e dei

E' con un po' di nostalgia che ci si ritrova a parlare dei blockbuster anni '90, magari ingenui e non sempre perfetti, ma pregni di un'atmosfera difficile da riscontrare in molte produzioni odierne. Stargate è infatti una pellicola che, ancor oggi a vent'anni di distanza, riesce ad infondere il giusto senso di avventura in salsa sci-fi, non prendendosi troppo sul serio e offrendo due ore ricche di piacevoli cliché in una storia comunque mai banale e affascinante, che pur non essendo esente da sporadiche incongruenze e forzatura svolge il suo compito nel migliore dei modi. Emmerich, che nel periodo hollywoodiano ha alternato fasi riuscite a cadute rovinose, dirige pur senza troppa inventiva con una buona perizia tecnica, mostrandosi abile nel dosare gli effetti speciali e dando grande risalto all'ambientazione desertica, altro punto di forza dell'impatto visivo. I già citati stereotipi sono spesso saggiamente virati su un esito (auto)ironico, che rende la visione leggera anche nelle scene d'azione più concitate, relegando il dramma e l'introspezione a brevi sussulti nella caratterizzazione di O'Neill. E se il politically correct la fa comunque da padrone, con tanto di pregnante retorica e rassicurante lietofine, l'atmosfera che si respira dopo i titoli di coda è confortante quanto basta per soddisfare il pubblico di ogni età. La mitologia, costruita e plasmata sulle varie divinità egizie, è discretamente curata e riesce ad immergere bene in questo mondo alieno eppur così simile al nostro di solo qualche secolo fa. E se il cast fa il suo, con divertite performance di Russell e di Spader a sovrastare su un cast non propriamente eccelso, la colonna sonora firmata da David Arnold si può annoverare tra i classici del periodo, con un motivetto entrato nell'"immaginario auditivo" comune.

Stargate Uno spettacolone divertente e piacevole che è entrato di diritto tra i blockbuster cult degli anni '90. Stargate mantiene ciò che promette grazie ad una storia affascinante (ma non priva di sbavature) e ad una regia essenziale che bada al sodo, mantenendo il giusto equilibrio tra pura azione e atmosfere adventure / sci-fi. Piacevoli déjà vu e uno sviluppo narrativo "classico", in linea con produzioni coeve dell'epoca, rendono la visione piacevole e moderna ancora oggi in un periodo dominato da supereroi e affini.

7.5

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