Recensione Star Wars: Il Risveglio della Forza

La recensione (assolutamente priva di spoiler) del nuovo, attesissimo episodio della Space Opera più amata di sempre. Star Wars: Il Risveglio della Forza è arrivato... che la Forza sia con voi!

recensione Star Wars: Il Risveglio della Forza
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

A dieci anni dal precedente exploit cinematografico torna sul grande schermo una saga che, ad ogni modo, non ci aveva mai lasciati, tra videogiochi, serie animate e gli ultimi scampoli di un Universo Espanso che, oramai, non è più canonico. Star Wars è di nuovo tra noi e non certo con un "contentino" ma con il proseguo filmico della saga principale, dal titolo Il Risveglio della Forza. È vero, non è più frutto degli sforzi del suo creatore George Lucas, e se sia un bene o un male lo andremo a scoprire insieme nel corso della 'nuova vita' della serie. Per ora, possiamo solo analizzare quanto J.J. Abrams, insieme alla Disney, è riuscito a realizzare. Vi avvisiamo fin da subito che la recensione è assolutamente spoiler free, e gli unici elementi di trama (comunque esenti da rivelazioni particolari) non precedentemente rilasciati tramite sinossi e trailer ufficiali li trovate nel prossimo paragrafo: se non volete sapere assolutamente nulla della trama prima di recarvi al cinema saltatelo, ma leggete pure il resto della recensione senza timore alcuno. E che la Forza sia con voi!


Tanto tempo fa, in una galassia lontana, lontana...

...c'era l'Impero, e c'erano i Ribelli che lo combattevano. Quelle battaglie ora sono parte del passato, la Storia ha assunto i contorni della Leggenda e i suoi protagonisti sono ora in gran parte dispersi. I nostalgici dell'Impero hanno ricompattato le loro fila e sono ora fedeli al Nuovo Ordine, deciso a portare a termine quanto cominciato dai Sith tanti anni prima, cercando di estendere il loro dominio sulla Galassia e rovesciando la pacifica Repubblica; a contrastarli, tuttavia, vecchi e nuovi Ribelli si riuniscono sotto la guida del Generale Leia Organa, veterana del conflitto e una delle ultime depositarie del potere della Forza. Luke Skywalker, il grande eroe della Galassia, è scomparso tempo prima e sarà l'ago della bilancia della nuova, imminente guerra... chi lo troverà per primo? L'oscuro Kylo Ren o gli eroi per caso Rey e Finn?

Do. Or do not. There is no try.

Si possono dire tante cose, e non tutte lusinghiere, su J.J. Abrams. Ma, di certo, non lo si può accusare di codardia. Nel corso degli anni ha sempre innalzato l'asticella dell'arditezza e, dopo aver riportato in auge il franchise di Mission: Impossible, giocato (bene) a fare lo Spielberg dei tempi andati con Super 8 e aver rebootato una saga storica come quella di Star Trek (con risultati opinabili ma di certo non deprecabili) ecco che ci riprova sobbarcandosi la responsabilità di accogliere il "lascito" di George Lucas riguardo alla saga fantasy di maggior successo di sempre. Riprendere le redini in mano di un progetto così vasto, importante e significativo dopo che per anni si è sguazzati nell'incertezza e in un generale stato di irrequietezza da parte di fan e addetti ai lavori non è davvero cosa da poco, ma il nostro si è rimboccato le maniche e -esattamente come fece con Super 8 e il maestro putativo Steven Spielberg- ha sgombrato la mente e, con lucidità da vero Cavaliere Jedi, si è calato nei panni del giovane George Lucas e ha prodotto un film più "lucasiano" di quanto possano mai esserlo stati quelli della trilogia prequel, per certi versi. Non c'è stata incertezza sui suoi passi ("Fare. O non fare. Non c'è provare"), quanto una visione chiara di quello che voleva rappresentare e, soprattutto, di quello che volevano i fan. È palese, difatti, l'intenzione di tornare alle atmosfere della trilogia classica, sia negli elementi visuali e iconografici che per il tono della narrazione. Perfino certe ingenuità e facilonerie di trama sembrano volute in onore alla tradizione di certo cinema di intrattenimento di trenta e passa anni fa, quasi col rischio di non farsi comprendere da chi, Star Wars, non l'ha mai vissuto con l'eccitazione e gli occhi dei veri appassionati. In certi punti, per quanto genuinamente traspaiono l'amore e il rispetto per la trilogia classica, sembra quasi di assistere a un fan movie realizzato con centinaia di milioni di dollari. Eppure "è vero, è tutto vero" anche se, in un certo qual modo, pare di ritrovarsi davanti ad una sorta di remake di Episodio IV, per ambientazioni, situazioni, e in parte anche personaggi. Ma non è mai una sensazione di déjà vu fastidiosa, quanto un "ritorno a casa" dopo essersi (parzialmente) persi in una trilogia prequel impantanata appresso ai pensieri del suo Creatore, forse confusi o forse semplicemente troppo personali e oramai distanti dalla Creatura oramai benvoluta da tutti che fu la trilogia classica. Lucas novello Dottor Frankenstein, insomma, crea ma perde il controllo, controllo che Abrams, non senza una certa maestria, recupera e incanala esattamente nella direzione voluta. E la cosa curiosa è che mentre riesce a rabbonire e far sognare nuovamente i fan amanti dell'opera ma oramai preda di un rapporto di amore-odio con l'artefice originale della loro passione, l'abile cineasta riuscirà, con ogni probabilità, a creare folte schiere di nuove leve di appassionati. È andato bene un film/sequel/reboot contenutisticamente "vuoto" come Jurassic World, non c'è motivo di credere che questo nuovo Star Wars non possa far sfaceli, anche perché effettivamente si può benissimo cominciare a conoscere la saga a partire solo da questo episodio, anche se consigliamo di visionare, prima, la trilogia classica per godere maggiormente della presenza e dell'arco narrativo riservato ai personaggi "di ritorno", che non possono fare a meno di scatenare l'applauso alla loro prima nuova apparizione su schermo.

Star Wars: Il Risveglio della Forza Visivamente spettacolare, con fotografia ed effetti speciali d'eccellenza (nonché una stereoscopia più efficace della media), musiche coinvolgenti, tantissima azione adrenalinica, suspense e momenti epici, Star Wars: Il Risveglio della Forza pone sulla scena tanti graditi ritorni ma al contempo anche un carnet di personaggi nuovi e molto interessanti da un punto di vista introspettivo. Guardando tantissimo alla tradizione, con una marea di rimandi agli Episodi IV, V e VI, e molto pochi alla trilogia prequel, J.J. Abrams riesce a convincere ed emozionare sia i fan di vecchia (vecchissima) data che i tanti neofiti. Nonostante il vivace e avvincente susseguirsi degli eventi, tuttavia, lo fa di quando in quando a discapito di una narrazione spesso vittima di un eccesso di didascalismo, McGuffin e Deux Ex Machina vari, che portano ad una trama a volte risolta in maniera situazionistica e “alla buona” che potrebbe far storcere il naso ad alcuni, per quanto sia una soluzione voluta e in linea con lo spirito originario della serie. E ad ogni modo, c'è da riconoscerlo, J.J. sa il fatto suo, e The Force Awakens è esattamente quello che doveva essere: un vero sequel della trilogia classica, impreziosito da una splendida confezione, personaggi ben congegnati e un cast al quale è davvero difficile non affezionarsi. Una Nuova Speranza, insomma.

8

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