Roma 2014

Recensione Spandau Ballet - Il film: Soul Boys of the Western World

George Hencken racconta la parabola del grande gruppo pop britannico calandola nel suo contesto originario d'appartenenza

recensione Spandau Ballet - Il film: Soul Boys of the Western World
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

“Non mi interessava fare un documentario 'enciclopedico', pieno di elenchi, date e numeri. Volevo raccontare la storia di cinque musicisti, amici fin dagli anni della scuola, che hanno realizzato il loro sogno ma che hanno visto la loro amicizia rovinata dal corso degli eventi, sullo sfondo del decennio thatcheriano in Gran Bretagna. Sentivo di poter realizzare un film che richiamasse il cinema narrativo, un film sull’amicizia, che parla del successo, di disastri emotivi, e infine di una liberatoria quanto fragile redenzione.” Parole della cineasta britannica George Hencken, che dopo un passato da produttrice di successo debutta alla regia con Spandau Ballet - Il film: Soul Boys of the Western World, presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma e nei cinema solo oggi e domani 21-22 ottobre, distribuito da Nexo Digital. Il film celebra la “resurrezione” della band, che ha già avuto una reunion nel 2009 ma che vede una vera e propria rinascita in questo 2014 nel quale hanno, tra l'altro, appena rilasciato un nuovo album con Warner Music, The very best of Spandau Ballet: The story, un Best of che vanta tre inediti, This is The Love, Steal e Soul Boy.

Gold

Il docufilm, della durata di un'ora e quaranta circa, offre un'estesa panoramica non solo sull'interessante storia della band che ha regalato al mondo della musica pop grandissime hit quali Gold o True (giusto per citarne un paio note, senza dubbio, anche ai nati negli anni '90 che non ne hanno vissuto la popolarità) ma anche sullo spaccato socio-culturale dell'epoca, con riferimento particolare alla vita nel decennio thatcheriano, dentro e fuori il contesto musicale britannico.
Il progetto, fortemente voluto dagli stessi Spandau Ballet, reca il loro più totale appoggio, dato che non solo Tony Hadley, Steve Norman, John Keeble e i fratelli Martin e Gary Kemp si sono offerti per interviste e commenti, ma hanno contribuito in prima persona con filmati d'archivio privato mai visti prima, che ci mostrano anche lati inediti delle loro personalità e delle loro vite. Perché, come ogni star della musica che si rispetti, oltre al sound capace di smuovere gli stadi ci sono in gioco vite estremamente significative, calate oltretutto in un contesto unico e stimolante come quello del pop britannico degli anni '80.

Spandau Ballet - Il film: Soul Boys of the Western World Nascita, ascesa e (relativo) declino, fino alla rinascita, di uno dei gruppi musicali simbolo degli anni '80, fortemente calati in un contesto sociale complesso come quello dell'inghilterra di Margaret Thatcher. Spandau Ballet - Il film: Soul Boys of the Western World, il bel documentario di George Hencken non è rivolto solo ai fan storici della band ma a tutti coloro che vogliono (ri)scoprire un periodo cultural-musicale di assoluto rilievo, effimero quanto portante... tanto che stiamo ancora a parlarne e a rimpiangerlo.

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