Recensione Son of a Gun

L'esordiente Julius Avery dirige un thriller convenzionale che dopo una prima parte da prison movie segue gli stereotipi dell'heist, sfruttando pienamente l'intensa prova di un ottimo McGregor

recensione Son of a Gun
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Il diciannovenne JR è stato condannato a sei mesi di galera per un reato minore. Dietro le sbarre il ragazzo viene preso di mira da un gruppo di galeotti, ma per sua fortuna trova la protezione di Brendan Lynch, il nemico pubblico numero uno del Paese. Terminato il suo periodo di detenzione JR organizza con l'aiuto del boss Sam l'evasione di Brendan, diventando un membro attivo della sua banda. In attesa del prossimo colpo del redivivo evaso, JR si innamora però della bella Tasha, una ragazza di "proprietà" proprio di Sam, rischiando di mandare all'aria la sua nuova "carriera" criminale. E quando un insospettabile tradimento avrà luogo dopo il successo della rapina, JR e Brendan dovranno unire le forze per salvare le proprie vite.Attivo dal 2002 nel mondo dei cortometraggi, il regista australiano Julius Avery ha esordito nel lungo lo scorso anno con Son of a Gun, action thriller che vede dividersi la scena attoriale tra il giovane e promettente Brenton Thwaites (The Signal, The Giver - Il mondo di Jonas) e un sempre più convincente Ewan McGregor, avvezzo da un certo periodo a ruoli "insospettabili". Un film che dopo la mezzora introduttiva, ambientata tra le quattro mura della prigione, che segue i classici cliché del dramma carcerario, vira verso atmosfere da heist movie che offrono un discreto numero di colpi di scena nella parte finale, segnata da un epilogo dolce-amaro di buon impatto.

Son of sorrow

Son of a Gun non fa nulla per distinguersi dalla massa di produzioni del genere, ma riesce comunque a districarsi con un buon mestiere in situazioni che non sempre brillano per originalità. Avery gestisce infatti con un certo equilibrio le situazioni narrative, nonostante in più passaggi il Lynch di McGregor rubi la scena agli altri personaggi (e Thwaites non sfigura), facendo scivolare in secondo piano una certa predevibilità degli eventi grazie ad una regia calibrata e secca, priva di vezzi e saggiamente disancorata da istinti mainstream. Con scelte stilistiche sobrie che guardano alla concretezza piuttosto che al mero spettacolo, il film mantiene perciò alta la tensione sino ai titoli di coda, con una manciata di sequenze action di ottima fattura e una caratterizzazione drammatica intensa, capace di rendere anche la classica love story meno banale del previsto. In un'intervista promozionale il regista, anche autore della sceneggiatura, ha dichiarato "Mio padre morì quando ero molto giovane, così ho sempre cercato figure paterne, non solo nella realtà ma anche al cinema": è perciò da inquadrare in quest'ottica la messa in scena del rapporto tra Brendan e JR, plot centrale sul quale si basano le fondamenta dell'intera operazione.

Son of a Gun Thriller convenzionale ma girato con un'apprezzabile asciuttezza registica, Son of a Gun si adagia sui binari narrativi classici del filone, trovando una giusta coerenza nell'evoluzione dei fatti. Dopo il convincente inizio da dramma carcerario il film diventa un heist movie "rassicurante" per i patiti del genere, conducendo senza guizzi nè cadute di tono all'affascinante epilogo. L'intensa prova di McGregor rischia di "divorare" in più occasioni il resto, ma il giovane Thwaites gli tiene testa con onore.

6.5

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