Recensione Soldato Jane

Demi Moore è la prima donna soldato ad entrare nel selezionato corpo dei Navy Seal nel film di Ridley Scott, coraggiosa ed improbabile opera dai due volti che merita una riscoperta.

recensione Soldato Jane
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Nel bene o nel male la sequenza nella quale Demi Moore si rasa i capelli a zero è entrata nel colletivo immaginario cinefilo dell'ultimo ventennio. E' il 1997 quando Ridley Scott, reduce da due film "minori" (1492 - La conquista dell'America e L'Albatross - Oltre la Tempesta) della sua fortunata carriera, punta per un ritorno all'attenzione mediatica con Soldato Jane, film di pura finzione incentrato sulla prima soldatessa ad entrare nel corpo dei Navy Seal. Obiettivo raggiunto al botteghino, con un incasso worldwide di 100 milioni di dollari (il doppio del budget), ma meno dal versante critico, con recensioni discordanti e alcune sin troppo acide sia nei confronti del regista che dell'assoluta protagonista, di nuovo in panni militari cinque anni dopo quelli, ben più tranquilli, indossati in Codice d'onore.

Gioco di squadra

La senatrice del Texas Lillian DeHaven propone, per interessi politici, di far entrare anche le donne nel corpo dei Navy Seal. La migliore tra le candidate è la bella e brava Jordan O'Neill, tenente della Marina, che accetta con entusiasmo l'offerta. Il suo arrivo in un ambiente tipicamente maschilista per i tre duri mesi di addestramento non sembrano scoraggiare la donna che, incurante di battutine e sgambetti, ottiene tra i risultati più alti del corso. La presenza di quest'elemento "estraneo" però preoccupa il comandante John James Urgayle, che cerca con metodi anche brutali di far desistere Jordan. Ma la ragazza è tenace e il suo superiore dovrà ben presto ricredersi, mentre nelle alte sfere del governo qualcuno cerca di ostacolarla...

Sangue e sudore

Sgangherato ma non pessimo, Soldato Jane vive su alti e bassi in una narrazione ripetitiva ma non stancante che in alcuni momenti mette in mostra tutta la razza registica di Scott. Ed anche quando si rischia di scadere nel ridicolo involontario, come quando la protagonista in seguito ad una violenta esercitazione urla al suo istruttore (un convincente Viggo Mortensen pre-Aragorn) "succhiami il c...o" tra le ovazioni dei compagni, l'imprinting adrenalinico permette che non si sfoci nel trash più becero. E poco importa che la trama segua linee guida alquanto prevedibili e ad un certo punto sin troppo esasperate sulla parità dei sessi anche in ambito militare: il coinvolgimento non viene mai meno e la performance della Moore mantiene una certa intensità, più fisica che espressiva, da non sottostimare. Con un ritmo serrato che accompagna le due ore di visione, il film pecca semmai in una sorta di incertezza finale, quasi che il regista abbia avuto timore di fare il passo troppo lungo della gamba. L'assenza di violenze e turpiloqui sessuali e l'epilogo pseudo-buonista / liberatorio smorzano infatti la tensione creatasi in precedenza in un tentativo, va detto riuscito, di strizzare l'occhio al grande pubblico.

Soldato Jane Una tonica e rasata Demi Moore è l'assoluta protagonista del sottostimato Soldato Jane di Scott che, pur narrativamente imperfetto, crea la giusta atmosfera in una storia che vede il duro addestramento della prima donna ad entrare nei Navy Seal. Con alcune scene madri in bilico tra il sublime e il ridicolo, il cineasta britannico opta per una monotona ma rabbiosa gestione del ritmo offrendoci una manciata di momenti ad alto impatto adrenalinico / spettacolare, giustificando in questo modo le due ore spese per la visione.

6.5

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