Sniper - Forze speciali, la recensione del film con Steven Seagal

Steven Seagal è un cecchino abbandonato dai propri compagni in zona nemica nel war-movie a basso costo in onda in prima tv su TV8.

recensione Sniper - Forze speciali, la recensione del film con Steven Seagal
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Ennesimo straight to video nella carriera di Steven Seagal che, a sessant'anni suonati, non è ancora stufo di menare le mani. In Sniper - Forze Speciali (in onda stasera, giovedì 9 febbraio, alle 21.20 su TV8 in prima visione) il maestro di aikido si concede però una parziale "pausa", riservandosi un ruolo secondario, seppur fondamentale ai fini degli eventi. Interpreta infatti il sergente Jake Chandler, un esperto cecchino in missione insieme alla sua squadra a Kabul per mettere in salvo un membro del congresso americano finito nelle mani dei talebani. La missione non va però come dovuto e il soldato viene abbandonato sul posto, insieme ad un suo sottoposto gravemente ferito, per via di ordini superiori. Il parigrado Vic Mosby, compagno di mille battaglie di Chandler, vorrebbe tornare indietro per recuperare i due commilitoni, ricevendo però l'ordine di rintracciare un camion in panni carico di esplosivi in zona nemica.

We were soldiers

Fa un effetto quasi straniante vedere l'onnipresente Seagal in una parte minore, con un minutaggio riservatogli ridotto a meno di un terzo della durata complessiva: se è vero che il Nostro aveva già partecipato in ruoli più piccoli in titoli come Machete (2010) e Decisione critica (1996), qui la particolarità del ruolo è cercata dallo stesso attore, che risulta anche produttore esecutivo dell'operazione. Operazione che a livello di sceneggiatura non è da bocciare in toto, ma i cui discreti spunti narrativi sono purtroppo penalizzati da una sfiancante monotonia di eventi e situazioni e da una messa in scena che mette in mostra tutti i limiti di budget, rendendo anche le più concitate sequenze d'azione uno spettacolo di scarso coinvolgimento (vedere la manciata di "esplosioni" nel concitato finale). La pecca maggiore di Sniper - Forze speciali risiede proprio nel fatto che lo script và da un punto A ad un punto B senza cambi di rotta, con la classica missione di salvataggio compiuta dai personaggi principali interpretati da Tim Abell e dal wrestler Rob Van Dam, cui si aggiunge la fastidiosa presenza di una fotografa esperta nell'uso delle armi e al centro di un paio di scene scult. La povertà di mezzi si fa notare anche nelle limitate ambientazioni, con una zona semi desertica e un circondario di edifici dove, per gli 80 minuti di visione, avvengono sparatorie in serie ed improbabili discussioni di sorta sul senso di appartenenza e di fratellanza di un gruppo di uomini abituato a lottare fianco a fianco contro forze ben più numerose, nel segno della più classica e prevedibile retorica di genere.

Sniper - Forze speciali Un collega australiano lo ha definito un film della Cannon fuori tempo massimo, ed in effetti Sniper - Forze Speciali riporta alla mente per tematiche e stile il "periodo d'oro" dei titoli prodotti da Menahem Golan e Yoram Globus. Un war-movie povero nei mezzi e stereotipato nei contenuti che vede Steven Seagal in un ruolo secondario e per una volta tanto non impegnato a darle di santa ragione ai cattivi, qui affrontati attraverso il mirino di un fucile da cecchino; i combattimenti più spinosi sono perciò affidati al resto del cast, in una monotonia dilagante che sciupa anche i potenzialmente discreti spunti narrativi e rende assai difficoltoso, nonostante l'esigua durata, arrivare svegli ai titoli di coda. Il film andrà in onda stasera, giovedì 9 febbraio, alle 21.20 su TV8.

4.5

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