Smetto quando voglio - Masterclass, la recensione del film con Edoardo Leo

Torna la banda dei laureati nel sequel del film diretto da Sydney Sibilia, una commedia action che per linguaggio e plot travalica i confini nazionali

recensione Smetto quando voglio - Masterclass, la recensione del film con Edoardo Leo
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Il sequel di Smetto Quando Voglio si intitola Masterclass ma potrebbe tranquillamente essere denominato Erasmus, dal momento che la pellicola diretta da Sydney Sibilia attinge dal melting pot dei linguaggi cinematografici: l'intelaiatura, certo, è debitrice alla commedia all'italiana dei maestri, ma i diversi twist narrativi e la sbruffoneria nel voler calare i personaggi in un contesto "larger than life" tradiscono un'impronta da action movie d'oltreoceano. In Smetto Quando Voglio - Masterclass ritroviamo i nerd criminali del primo film, finiti dietro le sbarre dopo aver sintetizzato (e spacciato) una sostanza psicotropa in quel di Roma. Riecco, quindi, il neurobiologo Pietro Zinni (Edoardo Leo) e la sua banda di laureati - dall'antropologo Pietro Sermonti al massimo esperto di macroeconomia dinamica Libero De Rienzo - nelle vesti di "detenuti in attesa di giudizio" (che puntualmente arriva). Sibilia, attraverso un escamotage narrativo - in sostanza un'analessi - riconduce lo spettatore all'esatto momento in cui il manipolo di accademici lestofanti viene arrestato, tant'è che la compagna di Pietro (impersonata da Valeria Solarino) è ancora in dolce attesa per tutto il film.


Quella laureata dozzina

I primi minuti di Smetto Quando Voglio - Masterclass svolgono la funzione di cordone ombelicale con il primo capitolo della saga (il cui epilogo si intitolerà Ad Honorem), dal momento che fanno nuovamente capolino personaggi e situazioni familiari per lo spettatore, a cominciare dalla sequenza iniziale che offre nuovamente l'accostamento ripresa con drone + hit rock dell'originale. Il tutto dura, però, un battito di ciglia, perchè l'entrata in scena della new entry Greta Scarano - nei panni dell'ispettore di polizia Paola Coletti - serve come pretesto a regista e sceneggiatori per esasperare i toni del primo film, proprio come la fotografia "acida" di Vladan Radovic esaspera i colori, rendendoli "stupefacenti". Il primo plot twist allontana il sequel dai toni farseschi di Smetto Quando Voglio, abbattendo il muro che separa il cinema nostrano da quello americano: la banda dei ricercatori stringe infatti un patto segreto con un rappresentate delle forze dell'ordine che soddisfa un mutuo interesse, ovvero permessi premio (una sorta di "esco quando voglio") e fedina penale ripulita per Zinni & Co. in cambio di un cospicuo aiuto nello sgominare il traffico di smart drugs nella capitale. Per innervare il film di brio e vivacità, Sibilia aumenta il numero di componenti della banda Zinni, pescandoli dai cervelli in fuga, chi ridottosi ad applicare i fondamenti di anatomia negli incontri clandestini a Bangkok (Marco Bonini), chi impegnato nella vendita di strumentazione finalizzata ad atti terroristici e golpe militari (Giampaolo Morelli). Completano il cast un avvocato specializzato in diritto canonico - Rosario Lisma - e un villain d'eccezione, prof. pure lui (Luigi Lo Cascio).

Ciak, a (le)zione!

Smetto Quando Voglio - Masterclass rinnova il rifiuto di qualsivoglia moralismo o paternale, alternando l'irriverenza monicelliana nel raccontare una generazione di brillanti falliti con un repertorio che pesca invece dal cinema americano (e non): dalle zuffe su un treno in corsa in pieno stile 007 ad un tunnell metropolitano che sembra essere uscito fuori da un film di Indiana Jones passando per le scorribande dal sapore A-Team a bordo di un furgone truccato da quelli di Fast & Furious. Il film con Edoardo Leo "si droga" dell'estetica e dei contenuti di un cinema osservato dalle nostre parti sempre con ammirazione o superficialità (a seconda dei casi), ma comunque mai in modo così ravvicinato. Sibilia recupera la vocazione d'intrattenimento del cinema di genere anni '70, sbattendo in prima pagina titoli di giornale e inseguimenti degni dei polizieschi con Maurizio Merli e Tomas Milian, ibridando il tutto con avveniristici bazooka a là Ghostbusters e vetture e motociclette del Terzo Reich (come in Rat Race). Il risultato è un ibrido scevro dalle logiche del primo film, decisamente più frenetico e ambizioso, che consente un cambio di rotta in grado di puntare dritto verso un terzo capitolo (Sibilia ha girato back-to-back Masterclass e Ad Honorem), annunciato nel finale da un cliffhanger che suscita più di una curiosità. Se, con Smetto Quando Voglio, Sydney Sibilia aveva formulato una commedia strepitosa "fatta in casa, con Masterclass il regista salernitano si fa largo nel traffico internazionale di action comedy.

Smetto quando voglio - Masterclass Smetto Quando Voglio - Masterclass ibrida i toni da commedia all'italiana con temi e forme del cinema d'azione americano (e non). Si ride delle disgrazie di una banda costituita dalle menti eccezionali di un Paese che le ha dimenticate, ma è la componente action a dominare: inseguimenti, sparatorie e risse sono gli ingredienti di un sequel che travalica i confini nazionali.

7.5

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