Recensione Silent Night

Torna il Santa Claus assassino di Natale di sangue!

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Nelle sale cinematografiche italiane non arrivò mai, ma il nostro pubblico, in ogni caso, ha avuto modo di vederlo - seppur in versione censurata - grazie all'home video, essendo stato distribuito prima in vhs, con i titoli Silent night, deadly night-Un Natale rosso sangue e Natale di sangue, poi in dvd.
Riguardante un giovane orfano che, testimone da bambino dello stupro della madre e dell'uccisione di entrambi i suoi genitori per mano di un rapinatore travestito da Santa Claus, si trasforma a sua volta in un feroce omicida dal momento in cui, posto a lavorare in un negozio di articoli da regalo, gli viene fatto indossare un costume da Babbo Natale, Silent night, deadly night rientra in quella schiera di prodotti horror divenuti cult (ingiustamente) più per la loro idea di base che per la riuscita di quanto messo in scena.
Idea di base, comunque, neanche troppo innovativa, se consideriamo che, già quattro anni prima del lungometraggio diretto nel 1984 dal compianto Charles E. Sellier Jr. in maniera tutt'altro che memorabile, Lewis Jackson aveva provveduto a raccontare di un Santa Claus killer nello sconosciuto Christmas evil.
Eppure, probabilmente complice una vera e propria azione di boicottaggio messa in atto dalle associazioni di genitori furibondi ai tempi dell'uscita del film in America, indignati per la scelta di camuffare da macellaio uno dei più popolari personaggi della mitologia infantile, non poco è stato l'interesse nato nei suoi confronti; tanto da fargli seguìre quattro continuazioni, tutte rimaste inedite in Italia.

Silent night, deadly night... 28 anni dopo

Infatti, già nel 1987, con abbondanza di flashback provenienti dal capostipite, Lee Harry curò il mediocre Silent night, deadly night part 2, incentrato sulle sanguinarie gesta del fratello del defunto ammazza-gente originale, come pure il più riuscito Silent night, deadly night 3-Better watch out!, firmato due anni dopo da Monte Hellman.
Capitoli cui, rispettivamente datati 1990 e 1991, sono succeduti Silent night, deadly night 4-The iniziation di Brian Yuzna e Silent night, deadly night 5: The toy maker di Martin Kitrosser, non più riguardanti il serial killer natalizio ma incentrati il primo su una setta di streghe ed il secondo su un fabbricante di giocattoli assassini.
Ultimi due esempi cinematografici di una saga che, a ben ventotto anni dal suo esordio, sembra essere destinata ad un rispolvero tramite questo rifacimento per mano di Steven C. Miller, cineasta americano classe 1981 cui dobbiamo, tra l'altro, lo zombie-movie Automaton transfusion, del 2006.
Rifacimento che, però, si costruisce su una sceneggiatura - a firma del Jayson Rothwell che curò lo script di Blessed di Simon Fellows - che sembra prendere notevolmente le distanze da quella che fu alla base della pellicola di partenza; in quanto, in questo caso, a mietere vittime nella ridente cittadina di turno è un Santa Claus dal volto nascosto sotto una maschera e del quale, quindi, lo spettatore è invitato a scoprire l'identità insieme alla poliziotta Audrey Bradimore, con le fattezze della Jaime King di San Valentino di sangue 3D.

Un altro Natale rosso sangue

D'altra parte, con una vittima dagli occhi che esplodono mostrata già nel prologo e la Lisa Marie ex compagna di Tim Burton inclusa nel cast, risulta facilmente accostabile proprio allo slasher di Patrick Lussier l'oltre ora e mezza di visione; che dal film di Sellier Jr. sembra recuperare soltanto la mitica uccisione che, nel 1984, vide protagonista la sempre nuda scream queen Linnea Quigley infilzata alle corna di una testa di cervo appesa al muro.
Per il resto, man mano che emerge una tragica vicenda legata al passato della località e Malcolm"Arancia meccanica"McDowell (ormai presenza fissa del genere) veste i panni dello sceriffo, si procede tra disprezzabili sacerdoti e fanciulle svestite, al fine di riempire il tutto con il consueto campionario di carne umana da affettare caro al filone dei vari Jason Voorhees e Michael Myers.
Filone al cui interno l'operato di Miller si colloca sicuramente meglio dei cinque Silent night, deadly night, grazie al buon ritmo che si mostra capace di gestire nel porre in successione le non poche sequenze di morte.
E, tra lanciafiamme e tritatori meccanici di legna pronti a entrare in azione, l'insieme, pur senza eccellere, funziona senza annoiare... complice l'indispensabile dose di splatter che annovera, inoltre, una testa divisa in due parti per mezzo di un'ascia.

Silent Night Steven C. Miller, autore dello zombie-movie Automaton transfusion (2006), rimette mano al dimenticato Silent night, deadly night-Un Natale rosso sangue (1984), mediocre horror con Babbo Natale killer che ebbe addirittura quattro sequel. Era decisamente impossibile fare peggio del sopravvalutatissimo cult che ha dato origine a una delle saghe più inutili dell’horror... e, infatti, Miller, guardando probabilmente a San Valentino di sangue 3D (2009), dal quale recupera anche la protagonista Jaime King, ci regala uno slasher coi fiocchi costruito su una trama diversa da quella di partenza e abilmente orchestrato per quanto riguarda il sanguinolento body count (si oltrepassano le dieci vittime). Quindi, i fan del filone rimangono tutt’altro che annoiati e hanno la loro liberatoria dose di veloci uccisioni sotto l’albero.

6.5

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