FEFF 14

Recensione Silenced

Il vincitore del Far East Film Festival è un dramma non del tutto riuscito sulla pedofilia

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Vincitore alla 14° edizione del Far East Film Festival, il coreano Silenced è, purtroppo, tratto da un romanzo a sua volta ispirato a un fatto realmente accaduto nella provincia di Gwangju. Purtroppo, perché siamo infatti di fronte a un'agghiacciante caso di violenza sui minori, perpetuata all'interno di una scuola per bambini sordomuti. Diretto da Hwang Dong-hyuk -già autore nel 2007 di un altro film basato su una storia vera, My Father- il film è stato un vero e proprio successo di pubblico in patria, ottenendo un certo risalto anche sul mercato estero.
Nonostante una tematica -forte e coraggiosa- che il regista non ha paura di mostrarci nel suo lato più crudo, abbondando di sequenze sgradevolmente disturbanti, come lo può essere d'altronde qualsiasi tentativo di violenza sui minori, Silenced finisce però per perdersi in una sceneggiatura esasperata, che spinge con insistenza sulla retorica più compiaciuta (soprattutto nell'ultima parte) perdendo buona parte di quella dolorosa spontaneità che la vicenda avrebbe meritato.

La scuola del silenzio

La pellicola si divide nettamente in due parti quasi distinte: la prima, in cui conosciamo la coppia di protagonisti che si prodigherà per aiutare le giovanissime vittime degli abusi, si concentra sull'orribile scoperta dei misfatti compiuti all'interno dell'istituto;

La seconda invece ci mostra le successive fasi processuali, trasformandosi in una sorta di legal thriller in cui però la tensione lascia spazio all'estremizzazione del dramma, con tanto di "sponde" contrapposte che si incrociano al di fuori dell'aula di tribunale. Se il tentativo, nobile, di raccontare una pagina così buia della recente storia della Corea del Sud, è comunque e sempre da lodare, è la realizzazione che lascia interdetti, proponendo tutte le carte "facili" per conquistare il pubblico medio, quello più attento alla profondità della storia rispetto al modo in cui questa viene raccontata.  Hwang Dong-hyuk non ha eccessive colpe, proponendo una regia per quanto eccessivamente sobria, comunque corretta, ma la narrazione non è sempre convincente, con alcuni personaggi eccessivamente sopra le righe e alcuni plot hole di sceneggiatura non del tutto chiariti. Ottimo invece il cast, sia nella sordida e silente rabbia di un bravo Gong Yoo (Finding Mr. Destiny), sia che nelle ottime prove dei bambini in ruoli non certo semplici. Silenced è un'opera senza infamia e senza lode, certamente troppo osannata rispetto ai suoi reali meriti.

Silenced Silenced racconta una pagina oscura e brutale della recente storia processuale coreana. Nonostante il lodevole intento però il film non riesce mai a coinvolgere appieno, abbondando di quella retorica e di quelle scene "forti" che, in un contesto purtroppo ispirtato a una vicenda reale come questo, fanno facilmente presa sul grande pubblico. A salvare l'eccessiva, e artificiosa, realizzazione, contribuisce in parte l'ottima prova da parte di tutto il cast. Ma un fatto così tragico avrebbe forse meritato qualcosa di più.

6

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