Recensione Si Può Fare l'Amore Vestiti?

Commedia romantica leggera e purtroppo anche anonima

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Nonostante siano state molteplici le pellicole che, nel corso degli anni, hanno analizzato il 'fenomeno' attraverso originali e sempre differenti prospettive, è innegabile che il sesso rimanga, ancora oggi, un tabù parecchio difficile da sfatare.
Ancor più in un paese come il nostro, malizioso (e maligno) per antonomasia e mai troppo restio ad abbandonarsi, non appena si presenta l'occasione, al più becero e infantile torpiloquio su un argomento che necessiterebbe, invece, di ben più consona attenzione.
Ne rappresenta una limpida e ulteriore conferma l'opera prima di Donato Ursitti, Si può fare l'amore vestiti?, con la bellissima Bianca Guaccero a vestire i panni di Aurora, sessuologa trentenne che, dalla caotica Roma nella quale si è stabilita ormai da anni, fa ritorno al paesino pugliese d'origine per assistere la madre, creduta in fin di vita ma, agli atti, solo ipocondriaca.
La visita riserva ad Aurora un inevitabile scontro con una realtà a cui non era più abituata, fatta di impicci, capricci e fastidiose voci di corridoio, ma anche di persone umili e sensibili come il vecchio amico d'infanzia Andrea (Corrado Fortuna), costretto a mantenere nascosto il proprio amore omosessuale onde evitare l'infausto giudizio della comunità.
Grazie al suo aiuto, Aurora riesce ad aprire un suo studio in cui accogliere i sempre numerosi pazienti, desiderosi di affrontare in tranquillità le rispettive problematiche legate alla sfera sessuale.

LEZIONI DI SESSUOLOGIA

Gli echi sono senza dubbio quelli dell'ormai celeberrimo dittico sbancabotteghino Benvenuti al Sud-Benvenuti al Nord, con una spiccata predilezione verso il primo, ovviamente.
E come poteva essere altrimenti quando la protagonista di turno si trova a che fare con persone che credono che la sua professione - la sessuologa - non sia altro che un modo più educato per definire il mestiere più antico del mondo?
Ancora una volta ci troviamo dunque a che fare con un viaggio, non troppo desiderato, verso una meta che non vorremmo mai raggiungere ma dalla quale, alla fine, non vogliamo più separarci; Alessandro Siani nel film di Luca Miniero diceva, non a caso: "Quando vieni al Sud piangi due volte: all'arrivo e alla partenza."
La storia si ripete in modo tutto sommato simile, con la Guaccero alle prese con un personaggio che, per la situazione in cui si trova, ha tanto in comune con il Claudio Bisio di Benvenuti al Nord quanto con la Juliette Binoche di Chocolat, altro titolo a cui il regista Donato Ursitti e gli sceneggiatori Giorgia Colli e Luca Biglione, con la consulenza dell'esperto Fabrizio Quattrini, si sono palesemente ispirati.
Pur nella volontà di raccontare, in modo leggero e senza ambizioni 'documentaristiche' di alcun tipo, lo stile di vita della gente del sud - preso come riferimento per l'occasione un paesino sull'estremo tacco dello stivale tricolore - la pellicola di Ursitti risulta alla fine niente più che una commedia romantica vagamente sui generis - non lo è nell'accezione comune del genere - in cui, a risaltare, sono solo alcune sequenze di discreto intrattenimento e la naturale bellezza nostrana della protagonista.
Nella sua complessiva fattura, il prodotto è garbato e moderatamente coinvolgente, scevro di qualsiasi tipo di volgarità - nonostante l'argomento in questione sembrasse la scusa perfetta per concedersi un espediente di questo tipo - ma purtroppo anche incapace di proporre qualcosa davvero al di fuori del già visto.
In sostanza, un film del tutto innocuo, pacato all'inverosimile, che non annoia ma nemmeno stupisce; la classica commediola del venerdì sera che ha la forza d'urto della musichetta di un carillon, rapida e indolore come un sorso d'acqua fresca.

Si Può Fare l'Amore Vestiti? Opera prima di Donato Ursitti, Si può fare l'amore vestiti? si propone come una sorta di ibrido tra il dittico sbancabotteghini Benvenuti al Sud-Benvenuti al Nord e il celebre Chocolat con Juliette Binoche. Protagonista una Bianca Guaccero nei panni di una sessuologa trentenne alle prese con l'incontro/scontro con la realtà scanzonata e "impicciona" di una paesino pugliese. Commedia romantica fintamente sui generis che non dispiace ma nemmeno sorprende; troppo pacata e contenuta per lasciare anche solo un minimo ricordo di sé al termine della visione.

6

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