Recensione Sex List (2011)

Commedia monotona con la solita protagonista sentimentalmente "incasinata"

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"Nulla di nuovo sotto il sole..."
Questa l'impressione che accomuna la maggioranza degli spettatori di fronte alla gran parte di commedie, sia italiane che d'oltreoceano, prodotte nell'arco degli ultimi dieci anni. Non fa eccezione questo Sex List, adattamento nostrano di What's your number?, ennesima rom-com di quest'autunno che porta la firma del navigato Mark Mylod, già regista del demenziale Ali G. e dell'apprezzabile - più che apprezzato - The Big White, nonché di alcune puntate dei serial tv United States of Tara e Shameless.
A prestare corpo e volto alla donzella di turno è l'energica Anna Faris, bellezza - mai del tutto compresa - divenuta celebre per le sue numerose disavventure nei quattro capitoli della saga di Scary Movie e qui interprete di Ally Darling, 29enne single ancora alla ricerca del principe azzurro dopo 19 relazioni - più sessuali che sentimentali - andate a vuoto. Nel bel mezzo dei preparativi del matrimonio della sorella minore e dopo essere stata licenziata dal capo - che, nel frattempo, è anche diventato la ventesima (inutile) relazione sessuale - Ally decide di mettersi sulle tracce di tutti i suoi ex, nel tentativo di scoprire se, tra di loro, si nasconda l'uomo giusto per lei ed evitare di rendere ulteriormente imbarazzante la sua situazione, soprattutto davanti alle amiche.

NO WOMAN, NO SEX

Come detto, andare a vedere un film come Sex List significa spendere dei soldi per qualcosa che è l'esatta omologazione della recente - e meno - ondata di commedie romantiche che rappresentano ormai un saldo punto di riferimento per nuove e vecchie generazioni di spettatori.
Luoghi comuni e stereotipi in quantità elevatissima messi a disposizione di una storia tutto sommato gradevole ma che ha purtroppo in serbo davvero poche cartucce da sparare, e anche i pochi spunti originali rischiano di rimanere offuscati da quella che è, in tutto e per tutto, un'ammorbante routine.
Non bastano infatti le pur brillanti prestazioni degli interpreti - la già menzionata Anna Faris e il simpatico Chris Evans dei Fantastici 4 - a risollevare un ritmo davvero poco incoraggiante, di sicuro non aiutato da una sceneggiatura anonima e che fa della prevedibilità il fattore dominante, in particolar modo nella parte finale.
Il punto cardine della vicenda rimane sempre e comunque lo stesso: il sesso, non più visto come una sorta di tabù ma addirittura sgombero da tutte le questioni e contraddizioni che vi albergavano sino a poco tempo fa e reso oggetto di intrattenimento non solo per le fasce di pubblico anagraficamente più avanzate ma anche per quelle meno esperte, ergo bambini e adolescenti, che troveranno all'interno di questo film - e di tutti gli altri prodotti simili che l'hanno preceduto e che gli succederanno - il giusto numero di elementi con cui divertirsi senza sforzare la mente.
Una cosa che, però, dovrebbe quantomeno stimolare la riflessione è l'utilizzo della figura femminile in questo genere di pellicole, anch'essa protagonista di un'evoluzione molto simile a quella del sesso, soprattutto per quanto riguarda lo spessore psicologico che, sempre più spesso, occupa uno spazio di gran lunga più ampio rispetto a quello estetico.
La protagonista interpretata da Anna Faris è infatti l'ennesima figlia di una tradizione la cui nascita è probabilmente associabile a un fenomeno chiamato Sex and the City. La donna e la sua emancipazione come essere umano, la sua presa di consapevolezza di fronte a un universo che l'ha sempre messa in secondo piano perché diffidente nei confronti della sua forza, sia morale che fisica. Non è certo una priorità, per questi film, insegnare agli spettatori qualcosa al di fuori dell'aspetto meramente romantico della storia, ma se il cinema è anche, e soprattutto, riflessione, ben vengano discussioni di questo tipo, anche se gran parte del pubblico - giovane e non - potrebbe non esserne oltremodo entusiasta.

Sex List Da Mark Mylod (Ali G, The Big White), una commedia con due buoni protagonisti (Anna Faris e Chris Evans) ma alquanto scontata e prevedibile nel contenuto, analogamente a molti altri prodotti dello stesso genere che abbiamo visto di recente e che, senza dubbio, saremo costretti a rivedere. Inutile cercare spunti di riflessione su storie così poco ambiziose, anche perché gli spettatori non ne sentirebbero chiaramente la necessità.

5

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