Recensione Sei Mai Stata Sulla Luna?

Raoul Bova, novello contadino rubacuori per Paolo Genovese!

recensione Sei Mai Stata Sulla Luna?
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Ricordate Liz Solari, ovvero colei che faceva perdere la testa ad un Enrico Brignano fresco di nozze in Ex: Amici come prima! (2011) di Carlo Vanzina?
Sotto la regia del romano classe 1966 Paolo Genovese, in Sei mai stata sulla Luna? (2015) la troviamo nei panni della trentenne Guia, lavorante in una prestigiosa rivista internazionale di moda e che, sempre affiancata dall'assistente Carola alias Giulia Michelini e fidanzata con Marco, ovvero un Pietro Sermonti esperto di evasione, elusione e frode fiscale, nel momento in cui apprende di dover ereditare da sua zia un casale in Puglia finisce dalla sua lussuosa, caotica vita tra Milano e Parigi allo sperduto paese dove si trova l'abitazione.
Sperduto paese in cui non solo si imbatte nell'affascinante fattore Renzo, abituato ad abbordare le donne sfoderando la frase "O sei la donna più bella del mondo, o io ho viaggiato poco" e al quale concede anima e corpo Raoul Bova, ma fa anche conoscenza con un colorato carosello di personaggi nel corso di quasi due ore di visione così definite dal regista: "Una commedia sentimentale ed ironica sospesa tra città e campagna. I due cuori che battono all'unisono all'interno di questo film sono il forte desiderio di emozionare e la volontà di mettere a nudo una parte delicata che appartiene a chiunque: l'essere prigionieri di noi stessi, dei nostri desideri e delle nostre aspettative, fino a non riconoscerne più la ragione e il senso".

Tra bova e bovini

Una commedia che, a partire dai continui confronti tra il barista avanguardista Felice e quello tradizionalista Delfo, rispettivamente con le fattezze di Emilio Solfrizzi e Sergio Rubini, non cela affatto il suo principale intento di basarsi sui contrasti.
Perché, mentre da un lato troviamo spider di lusso e jet privati e dall'altro scorpioni sul letto e puzzolenti mucche da portare al pascolo, sarebbe sufficiente citare la sola sequenza in cui la messa (il sacro) viene alternata ad una sfilata di moda (il profano) per lasciar intendere la maniera in cui viene enfatizzato l'incontro di due mondi diversi e, di conseguenza, di tutt'altro che vicine classi sociali.
Man mano che la protagonista, complice la presenza di un cugino autistico incarnato da Neri Marcoré, appare quasi come la Cameron Diaz di Tutti pazzi per Mary (1998), rivelandosi presto, però, totalmente inadeguata a sostenere un'intera pellicola sulle proprie spalle.
Tanto che, ancor prima della sua vicenda, risulta decisamente più interessante quella secondaria riguardante la bancaria sognatrice Mara incarnata da Sabrina Impacciatore, che, abituata ad uscire di casa dalla finestra per emulare la Audrey Hepburn di Colazione da Tiffany (1961), sguazza tra conversazioni in chat e appuntamenti al buio alla ricerca del principe azzurro.
Una Impacciatore ottima come al solito e contornata da un ricco cast che, tra un Nino Frassica contadino, un Dino Abbrescia notaio latinista, un Rolando Ravello sacerdote ed e un Paolo Sassanelli macellaio e agente immobiliare, appare decisamente sprecato e destinato a permettere ulteriormente di avvertire l'inconsistenza di uno script - a cura dello stesso Genovese insieme a Pietro Calderoni e Gualtiero Rosella - che non pare sapere quale direzione prendere.
E stavolta non è sufficiente neppure ricorrere a qualche giochetto di montaggio e ad una colonna sonora infarcita di orecchiabili canzoncine modaiole (Black horse and the cherry tree di KT Tunstall e Take on me di Anni B Sweet nel mucchio) per camuffare la pochezza di un tanto banale quanto noioso elaborato classificabile, senza alcun dubbio, come il meno riuscito tra quelli sfornati dal solitamente apprezzabile autore del di Immaturi (2011) e Tutta colpa di Freud (2014).

Sei Mai Stata Sulla Luna? Con colonna sonora arricchita da un inedito di Francesco De Gregori che porta lo stesso titolo del film, Sei mai stata sulla Luna? di Paolo Genovese sfrutta la Liz Solari di Ex: Amici come prima! (2011) per porla all’interno di una vicenda volta a generare un incontro-scontro sociale tra il lussuoso mondo dell’alta moda del Nord Italia e quello povero e rurale della parte meridionale del paese. A cominciare da un protagonista che, però, non sembra affatto funzionare, il tutto si risolve in quasi due soporifere ore di banale visione, raramente divertenti e popolate da un tanto ricco quanto sprecato lodevole cast (compresa una breve apparizione per Maurizio Mattioli).

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