Recensione Scusate Se Esisto!

Paola Cortellesi e Raoul Bova nuovamente insieme... in una commedia tutta da ridere!

recensione Scusate Se Esisto!
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"È un'architetta, e sottolineo la vocale ‘a' finale! Costretta a lottare con ogni mezzo pur di ricoprire il ruolo che merita. È nata in un piccolo paesino tra i monti abruzzesi, è molto preparata, ha studiato tanto all'estero, ha fatto master in Russia, in Cina, ha lavorato in America e ottenuto grandi soddisfazioni. La incontriamo a Londra quando, stanca di vivere lontano, vuole tornare nel suo Paese che le manca e vorrebbe mettere a frutto tutto quello che ha imparato, ma si scontra con una situazione di crisi generale che riserva alle donne una diffusa diffidenza e una decisa ostilità quando si tratta di accedere ai pochi posti di lavoro dirigenziali disponibili. Si ritrova così a ricominciare tutto da capo, è costretta a cercare impieghi salutari e a ricorrere a stratagemmi bizzarri per farsi spazio nella giungla del lavoro. Determinata a lavorare come architetto e a dirigere un cantiere importante, quando presenta un progetto on line decide allora, improvvisamente, di approfittare dell'ennesimo equivoco sul suo cognome che sembra un nome maschile e si fa passare per quello che tutti si aspettano che lei sia: un uomo. Una volta diventata operativa, fingerà di essere l'assistente... di se stesso, perché è più facile che, in quanto donna, venga reputata il braccio piuttosto che la mente".
Attraverso questa lunga dichiarazione, Paola Cortellesi descrive il personaggio di Serena Bruno che incarna in Scusate se esisto! di Riccardo"Benvenuto presidente!"Milani, pellicola che segna il suo ritorno sul set al fianco di Raoul Bova, dopo l'ottimo Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno.

Risate architettate...

L'Ultimo dei lungometraggi polizieschi televisivi, infatti, nel corso della oltre ora e quaranta di visione veste i panni dell'elegante, bello e affascinante ristoratore Francesco, con il quale la protagonista finisce anche a convivere sotto lo stesso tetto, sebbene, a quanto pare, a lui non piacciano le donne.
Ed è, infatti, un esilarante Marco Bocci perfettamente calato nella parte del gay ad unirsi presto alla coppia, sempre più complice nei segreti e negli inganni; man mano che il ricco cast coinvolge, tra gli altri, il Luca Miniero regista di Benvenuti al Sud, la Lunetta Savino della fiction banfiana Un medico in famiglia, Corrado"My name is Tanino"Fortuna nel ruolo di un collega di lavoro di Serena ed Ennio Fantastichini in quello dell'odiosissimo capo.
Senza contare una breve apparizione per Stefania Rocca, al servizio di un'operazione che decolla immediatamente superato l'incerto avvio, provvedendo a regalare comicità già tramite la sequenza in cui si tenta la vendita di una cameretta ad una famiglia con bambino capriccioso e quella in cui abbiamo l'incontro con un Armando De Razza interessato ad avere una tomba familiare.
Mentre è l'azzeccato utilizzo di una nutrita colonna sonora spaziante da At last di Etta James a Tubthumping (I get knocked down) dei Chumbawamba, passando per Call me dei Blondie e la Unchained melody dei Righteous brothers posta a commento della divertente situazione del massaggio ai piedi a rappresentare uno dei maggiori pregi dell'insieme; volto, inoltre, a tirare in ballo grotteschi caratteri come una anziana zia abruzzese dalla parlata incomprensibile ed una romanissima signora residente nel tutt'altro che lussuoso complesso di periferia del Corviale.
Perché è proprio da un vero, prestigioso progetto per la qualificazione di quest'ultimo approvato dal Comune di Roma e realizzato da un architetto donna (anche consulente per il film) che prende spunto l'idea di base del tutto; caratterizzato, quindi, da una spruzzata di impegno sociale, ma finalizzato in particolar modo a ribadire che, sebbene la locandina reciti "Se vuoi diventare qualcuno... fingi di essere un altro", nella vita è molto importante riuscire ad essere sempre se stessi.
Con un'infinità di occasioni per sprofondare in sane risate.

Scusate Se Esisto! Responsabile anche della sceneggiatura insieme a Giulia Calenda, Furio Andreotti ed al regista Riccardo Milani, Paola Cortellesi torna ad affiancare Raoul Bova in una commedia, a tre anni da Nessuno mi può giudicare (2011). Un Raoul Bova bello e affascinante come sempre ma stavolta attratto soprattutto dal sesso maschile; nel corso di un godibilissimo spettacolo che, messo in piedi a dovere per quanto riguarda la costruzione dei diversi personaggi, regala non poche battute e situazioni divertenti allo spettatore. Lasciando il giusto spazio anche per spingerlo alla riflessione.

7

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