Recensione Scoop

Scoop, seconda collaborazione tra Woody Allen e Scarlett Johansson, è una riuscita e divertente commistione di giallo e commedia che ripercorre molti topoi della carriera "leggera" del suo autore.

recensione Scoop
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Seconda collaborazione tra Woody Allen e Scarlett Johansson, quest'ultima diventata nello scorso decennio, seppur per sole tre occasioni, la nuova "Diane Keaton - Mia Farrow" del regista, Scoop vede la luce nel 2006 a solo un anno di distanza dall'acclamato Match Point. Ma se nel film precedente ci trovavamo di fronte ad una storia oscura con omicidio annesso, nella sua 37esima pellicola l'autore newyorkese opta per un ritorno alle atmosfere leggere che hanno condizionato buona parte della sua filmografia, in quella che può essere considerata ad oggi come la sua ultima smagliante apparizione in un film da lui stesso diretto: il personaggio del mago Splendini infatti regala risate a scena aperta con battute al fulmicotone memori dei miglior alter-ego alleniani, accompagnato da un cast che, oltre alla sexy Scarlett, vantava comprimari di lusso come Hugh Jackman, Charles Dance e Ian McShane.

La strana coppia

Il giornalista inglese Joe Strombel è morto da poco ma, durante il suo viaggio verso l'aldilà, entra in possesso di uno scoop sensazionale: il miliardario Peter Lyman sarebbe infatti, per ammissione della sua ex-segretaria (deceduta anch'essa), il serial killer dei Tarocchi, un prolifico assassino di prostitute. Joe sceglie allora di rivelarsi come fantasma alla giovane studentessa americana di giornalismo Sandra Prensky, in vacanza per un periodo proprio a Londra. Quest'ultima comincerà indagare sulla pista svelatale dallo spettro con l'indispensabile aiuto del Grande Splendini, un anziano mago d'avanspettacolo. Sandra riesce con l'inganno ad entrare nelle grazie di Lyman, finendo però per cedere al suo fascino da playboy...

Giallo londinese

Ingiustamente considerato come un film minore del regista, Scoop è in realtà un perfetto esempio di commedia virata al giallo realizzata con grazia e un pizzico di furbizia, strizzando l'occhio al grande pubblico ma mantenendosi comunque fedele a tutti i classici stilemi dell'Allen più frivolo (nel senso più positivo del termine). A mancare semmai è un po' di inventiva tanto che diverse situazioni sembrano riciclare scene già viste in altri suoi titoli passati come Misterioso omicidio a Manhattan (1993), Criminali da strapazzo (2000) e La maledizione dello scorpione di giada (2001). Che sia una mancanza di idee o una sorta di autocitazione dell'autore poco importa giacché il divertimento è comunque garantito nei novanta minuti di visione, non privo di momenti pseudo fantastici già dall'intro che, in chiave più leggera, riporta alla memoria il "sovrannaturale" coro greco de La dea dell'amore (1995): questa volta però sono i fantasmi dei defunti e una Nera Signora che ricorre alla classica iconografia "falce e mantello" a partorire l'incipit narrativo della vicenda, con un epilogo che chiude il cerchio nel migliore dei modi. Come sempre nella sua carriera dietro la macchina da presa il buon Woody è in grado di tirare fuori il meglio dai suoi attori, rivelando per la prima volta il frizzante istinto comico della Johansson e trovando in Hugh Jackman una figura tanto affascinante quanto misteriosa; al resto ci pensa lo stesso cineasta nei panni dell'ennesimo personaggio cult della sua filmografia, foriero di dialoghi e mimiche corporee e facciali a tratti irresistibili.

Scoop Scarlett Johansson e Woody Allen si trasformano in due detective improvvisati in Scoop, gustoso mix tra giallo e commedia diretto dall'attore-regista dopo il successo di Match Point. Proprio sul set del precedente film l'autore comprese al volo il naturale piglio comico della bionda attrice, offrendole in questa seconda loro collaborazione un ruolo leggero e istrionico che ben si accompagna alla figura del nevrotico mago Splendini, classico personaggio alleniano. L'operazione, a dispetto di critiche sin troppo dure ai tempi dell'uscita, funziona con la giusta dose di brio e mistero e rimedia a risvolti in parte scontati per gli amanti dell'autore newyorkese con battute e dialoghi dal grande impatto colto-comico.

7

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