Recensione Sammy 2

Il ritorno della tenera tartarughina

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Articolo a cura di
Alessandra De Tommasi Alessandra De Tommasi ha avuto il colpo di fulmine per la scrittura quando ha ricevuto in regalo una macchina da scrivere gialla giocattolo, ma funzionante, alla tenera età di 4 anni. L'argomento preferito? I telefilm, a cui ha dedicato (oltre a svariate notti insonni) la tesi di laurea e il saggio per diventare giornalista professionista. In due parole: serial addicted! Se volete, potete seguirla su Twitter!

Un’avventura immensa quanto l’oceano stesso dà appuntamento ai più piccoli. Sammy 2 - La grande fuga, anticipato al Giffoni Film Festival 2012 e dal 13 dicembre nelle sale italiane per Eagle Pictures, porta avventura e buoni sentimenti nel menù cinematografico delle feste anche in versione 3D. La tartaruga marina protagonista del primo episodio, Sammy, si caccia inavvertitamente nei guai quando viene catturata, assieme all’amico Ray, da un gruppo di bracconieri. Succede proprio nel giorno in cui si schiudono le uova dei loro nipotini, Ricky ed Ella, che quindi vengono coinvolti fin dai primi istanti di vita in questo viaggio burrascoso. La destinazione? Il più grande acquario sottomarino del mondo, nei pressi di Dubai, che vanta 5 ecosistemi diversi. Il carattere combattivo e testardo di Sammy lo porta fin da subito a cercare un modo per evadere, con la complicità di una strampalata aragosta affetta da doppia personalità e attacco di panico alle chele.

Buffi incontri

Prima, però, dovrà vedersela con Big D, l’ippocampo/boss che gestisce il posto in un clima di terrore e inganno. “Ci sono pesci - dice - che non reggono la pressione e si lasciamo saltare le squame”.
Nel corso degli anni questa creaturina insolente ha organizzato numerosi piani di fuga, tutti ugualmente inconcludenti, e ha sempre ostacolato chi volesse proporne di nuovi. Non vuole, parole sue, che “nessuno scappi da freelance”. Sammy, ovviamente, non ci sta e s’ingegna per trovare il punto debole dell’acquario mentre Ray è insofferente fin dal primo istante all’idea di essere osservato come un fenomeno da baraccone da ricchi e annoiati esseri umani: “Questo non è il paradiso, è una prigione”. Quando Sammy gli spiega che “agli uomini piacere collezionare le cose”, risponde: “Io non voglio essere collezionato”. Con la complicità di una variegata gamma di pesci e grazie all’ingegno dei due nuovi arrivati in famiglia, i protagonisti escogitano un modo per tornare ad essere liberi. Ce la faranno?

Piccoli, grandi sogni

I registi Ben Stassen e Vincent Kesteloot sono soddisfatti del risultato, nonostante il budget ridotto di 25 milioni di euro, pari a circa un quarto di quello solitamente utilizzato nei lungometraggi d’animazione a stelle e strisce. Il pubblico può aspettarsi la classica storia natalizia che mette alla prova i coraggiosi protagonisti in un’impresa eroica, rispolverando i valori della famiglia e dell’amicizia. Semplice, lineare, cristallino: perfetto, insomma, per i bambini d’età prescolare, ma decisamente meno adatto per i grandi che li accompagnano. I genitori sempre più spesso negli ultimi tempi si sono divertiti con cartoni trasversali e capaci di offrire riferimenti più adulti: non è questo, però, il caso.

Sammy 2 La storia a tratti langue, ha poco ritmo e dialoghi deboli ma riesce a compensare con immagini evocative e personaggi accattivanti. L’idea che gli uomini “imprigionino” i pesci sott’acqua può diventare poi un messaggio positivo per le nuove generazioni. Un SOS lanciato dalla natura nei confronti dell’avidità dei nostri simili risulta più che mai attuale, soprattutto se tramandato ai nuovi arrivati come fa nonno Sammy.

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