Sadako vs. Kayako, il crossover tra The Ring e The Grudge: la recensione

Mentra The Ring 3 è al cinema, The Ring e The Grudge collidono in Sadako vs. Kayako, crossover j-horror diretto da Kôji Shiraishi.

recensione Sadako vs. Kayako, il crossover tra The Ring e The Grudge: la recensione
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Per tutti coloro rimasti giustamente delusi dalla visione di The Ring 3, stanco e superfluo terzo capitolo americano della saga, è consigliabile invece dare un'occhiata a Sadako vs. Kayako, produzione nipponica uscita in patria la scorsa estate e consistente in un vero e proprio crossover tra le mitologie filmiche di Ringu (The Ring) e Ju-on (alias The Grudge) in cui i personaggi devono vedersela con le maledizioni dei rispettivi ed iconici spiriti che hanno fatto la storia del j-horror. La trama vede le studentesse universitarie Yuri Kurahashi e Natsumi Ueno comprare un vecchio videoregistratore in un negozio dell'usato per trasferire da vhs a dvd un video di matrimonio. Le giovani sono però ignare che all'interno dell'apparecchio vi sia una cassetta impolverata che, dopo vista, si rivela contenere la maledizione di Sadako che annuncia la morte di una di loro due giorni (a differenza dei sette originali) a venire. Le ragazze si rivolgono così ad un loro professore appassionato di leggende urbane per cercare di trovare un modo per sfuggire alla condanna. Nel frattempo l'adolescente Suzuka Takagi si è trasferita con i genitori in una casa che confina con un'abitazione nel quale hanno avuto luogo eventi nefasti ed è ora abitata dallo spirito senza pace di Kayako e del piccolo Toshio.

Battaglia tra spiriti

Due franchise che hanno fatto scuola, dando loro malgrado origine all'esasperante moda degli spesso infelici remake a stelle e strisce, nel mondo del cinema giapponese vengono qui ibridati dall'abile mano di Kôji Shiraishi, regista di genere autore di un terrorizzante cult quale Noroi (2005). Film che già metteva i filmati video al centro dell'intero costrutto, trattandosi di un'intelligente rivisitazione finto-documentaristica dei found footage, e di cui in forma più soft e meno incisiva si respirano influenze anche in quest'operazione, nata inizialmente come pesce d'aprile e poi concretizzatasi realmente visto l'interesse dei fan. Sadako vs. Kayako corre il rischio di scadere nel ridicolo e nell'improbabile ma riesce sempre a trovare nuovi spunti in grado di catalizzare l'attenzione dello spettatore, con un senso della paura forse prevedibile ma azzeccato nel suo marcato citazionismo alle due saghe, con tanto di scontro finale tra le due entità che si eleva a sublime epica kitsch. La narrazione come ovvio che sia si appoggia a casualità ben più che forzate, spaziando da toni ironici (soprattutto nella caratterizzazione dell'esorcista e della sua piccola assistente) a venature più drammatiche che rimandano a tematiche quali il suicidio e al bullismo, preparando il campo per la battaglia spettrale degli ultimi minuti realizzata, come tutte le sequenze vedenti protagonisti i personaggi del titolo, con un'efficace uso di effetti speciali rimandanti con gusto all'iconografia classica, tra televisori usati come mezzo di comunicazione tra le realtà e le disturbanti movenze delle due anime dannate.

Sadako vs. Kayako Con la regia di Kôji Shiraishi, regista che aveva terrorizzato il pubblico asianofilo nello scorso decennio con un titolo seminale quale Noroi (2005), questo crossover tra le saghe di Ringu e Ju-on (The Ring e The Grudge all'occidentale) si dimostra un'innocua ma piacevole operazione di genere in cui spaventi, dramma e ironia si mescolano per dar vita ad una messa in scena piacevolmente citazionista. Sadako vs. Kayako non sarà il titolo capace di dare un nuovo slancio all'oggi stanco filone del j-horror ma è un divertissement che svolge il suo compito senza infamia e senza lode, rivelandosi sicuramente superiore al pessimo "reboot" a stelle e strisce.

6

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