Robot Overlords, umani vs. robot nello sci-fi britannico Recensione

Un ragazzo diventa elemento cardine nella guerra tra umani e robot in Robot Overlords, piacevole e divertente sci-fi britannico.

recensione Robot Overlords, umani vs. robot nello sci-fi britannico
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Da ormai tre anni la Terra è stata invasa da una razza aliena di robot che, dopo una guerra durata soltanto undici giorni, hanno soggiogato l'umanità ai loro voleri. Tutti i cittadini, a cui è stato innestato un impianto sotto l'orecchio destro, hanno l'obbligo di rimanere costantemente chiusi all'interno della propria abitazione affinché i nuovi padroni del mondo possano studiare a fondo il pianeta, per poi abbandonarlo dopo aver ottenuto tutte le informazioni loro necessarie; chi dovesse sgarrare sarà terminato sul posto. Unica eccezione sono i collaborazionisti, individui che hanno scelto di accordarsi con i robot e controllano le situazioni più critiche dei vari centri abitati. L'adolescente Sean, il cui padre è stato dato per scomparso durante il succitato conflitto, scopre però un modo per disattivare l'apparecchio di controllo e insieme ai coetanei Nathan e Alexandra e al piccolo Connor, decide di indagare sul destino del genitore, finendo per innescare una successione di eventi che potrebbero cambiare per sempre il destino dell'umanità. Nel frattempo la madre del ragazzo, Kate, riceve la corte non gradita del crudele collaborazionista Smythe...

Lotta per la libertà

Arriva dall'Inghilterra questo sci-fi a basso budget che ripropone per l'ennesima volta il conflitto tra gli umani e i robot, scarso successo di pubblico in patria ma molto apprezzato dalla critica che ha notato le similitudini con la serie televisiva di Doctor Who. Similitudini a dire il vero più centrate sull'atmosfera e sulla messa in scena che sulla mera narrazione che, pur non evitando alcune sbavature, si rivela adatta ad un pubblico di tutte le età. La storia di un ragazzo che si trova in grado di cambiare il destino del mondo intero con l'aiuto dei suoi inseparabili amici non può che riportare alle piacevoli atmosfere anni '80, così come lo slancio ingenuo ma accattivante degli effetti speciali che non brillano per impatto visivo ma si rivelano sorprendentemente più che adatti al contesto. Un contesto in cui non mancano buone dosi di ironia ma che pecca nel lasciare troppo in sottofondo il background narrativo, con poche reali motivazioni dietro all'arrivo dei robot invasori e una caratterizzazione non troppo approfondita, complice il breve minutaggio (un'ora e mezza scarsa), dei personaggi principali. Robot Overlords nasconde in parte queste negligenze proprio grazie alla sua impostazione volutamente ingenua e classicista, in cui troppe spiegazioni di sorta avrebbero probabilmente appesantito eccessivamente il mood di partenza, premunendosi di puntare su un divertimento old style che risalta in mezzo alle complessità di molti blockbuster odierni a tema. Quello a cui ci troviamo di fronte è un film simpatico e discretamente coinvolgente, con un buon cast in cui al fianco del giovane protagonista Callan McAuliffe spiccano le partecipazioni di Ben Kingsley e Gillian Anderson.

Robot Overlords Robot Overlords è un film che conquista per la sua giocosa semplicità, un'avventura sci-fi quasi d'altri tempi e non priva di un'ironia tipicamente british. Il regista e co-sceneggiatore Jon Wright dà vita ad una storia lineare in cui il destino dell'umanità è nelle mani di un giovane e coraggioso adolescente, elemento cardine in una brutale (solo sulla carta) guerra con un esercito di robot invasori, realizzati con effetti speciali appena discreti che però si rivelano particolarmente adatti alle atmosfere della vicenda. Nonostante un parziale flop al botteghino britannico l'operazione ha ricevuto diversi apprezzamenti, tanto che una serie tv è stata già messa in cantiere.

6.5

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