Recensione Quell'Estate

Il delicato ritratto di una famiglia in vacanza

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La casa di produzione e distribuzione è la stessa Whiterose pictures che sfornò i discussi thriller in salsa horror In the market (2009) di Lorenzo Lombardi e Native (2011) di John Real.
Nel caso di questo primo lungometraggio diretto dalla fiorentina classe 1969 Guendalina Zampagni, aiuto regista di Aurelio Grimaldi e proveniente dall'universo dei documentari, degli short e dei videoclip, abbiamo, però, una vicenda che fa tranquillamente a meno di atmosfere di tensione, sequenze di violenza e cadaveri sparsi.
Infatti, con i veterani Alessandro Haber e Pamela Villoresi a concedere anima e corpo ai genitori in crisi, come il titolo lascia intuire seguiamo l'evolversi di un'estate, quella del 1981, trascorsa dalla famiglia Rienzi nella propria vecchia casa sita nella campagna della Toscana; dove le loro vite si incrociano e scontrano, tra speranze e sogni.
Speranze e sogni che vanno da quelli del quindicenne Matteo alias Jacopo Troiani, rimandato in ben tre materie e che finisce per scoprire i palpiti del primo amore, a quelli di sua sorella Eleonora, ragazza madre incarnata dalla Diane Fleri di Mio fratello è figlio unico (2007), la quale è impegnata a trovare l'uomo giusto.

Ottanta malinconia...

Quindi, una commedia relativa alla famiglia atta ad individuare in un solo caldo mese estivo il suo momento di rivoluzione, legato all'amore e destinato a cambiare gli equilibri di tutti i personaggi che la compongono; alle prese con esperienze ed emozioni che li portano a vedere la vita in maniera diversa.
"Una commedia dolce e amara, tenera e dura", come osserva la stessa Zampagni, che sfrutta il ben assortito cast a disposizione per immergerlo nelle splendide, soleggiate scenografie naturali della Maremma; mentre infarcisce la colonna sonora con vecchi hit del calibro di Balla di Umberto Balsamo, una rilettura della bellissima Ti stringerò di Nada per mano di Samantha Discolpa e una di Era lei di Michele Pecora, eseguita da Stefano Cenci.
Elementi sonori che contribuiscono in maniera fondamentale a trasportare nostalgicamente la circa ora e venti di visione a quella ottimista e spensierata atmosfera d'inizio anni Ottanta, caratterizzata dalla presenza dei grigi telefoni a disco, dalle scorribande giovanili in bicicletta e dall'assenza di computer e telefoni cellulari.
Un periodo storico sicuramente diverso da (e migliore di) quello cinico e volgare dell'Italia d'inizio XXI secolo e del quale Quell'estate, pur senza eccellere, rievoca a dovere il modo in cui il cinema ne raccontava sullo schermo sentimenti, rapporti tra persone e forme di divertimento.
Quel modo delicato e, in un certo senso, leggero, che fa sempre piacere ritrovare quando ci si siede comodamente in poltrona, dinanzi allo schermo illuminato dalla luce del proiettore.

Quell'Estate “Quando mi è arrivata la sceneggiatura di Tommaso Avati l’ho letta tutta di un fiato e l’ho trovata vera, sincera, malinconica e divertente. Inoltre, la Maremma, e i paesini di Pari, Casal di Pari e Paganico sono luoghi immutati nel tempo, ben curati, e immersi in una natura selvaggia, cose rare da trovare. Ed è stato bello poterle far vedere in un film”. Con queste parole, la fiorentina Guendalina Zampagni sintetizza la genesi del suo primo lungometraggio di finzione, riguardante un’estate d’inizio anni Ottanta quale momento di rivoluzione sentimentale per una famiglia in vacanza nella propria vecchia casa in mezzo alla campagna Toscana. Un racconto per immagini nostalgico, delicato e gradevole che, confezionato con professionalità e impreziosito dalla lodevole prova del cast, pur non regalando nulla di particolarmente esaltante, non risulta affatto inferiore a tante produzioni concepite con budget molto più alti e maggiore numero di mezzi tecnici a disposizione.

6

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