Berlinale 65

Recensione Queen of the Desert

Werner Herzog si immerge nelle sabbie del deserto raccontando la storia di Gertrude Bell attraverso gli sguardi di Nicole Kidman

recensione Queen of the Desert
Articolo a cura di
Serena Catalano Serena Catalano Figura mitologica metà umana e metà pellicola, ha sfidato e battuto record mondiali di film visti, anche se il successo non l'ha minimamente rallentata. Divora cortometraggi, mediometraggi, lungometraggi, film sperimentali, documentari, cartoni animati: è arrivata addirittura fino alla fine della proiezione di E La Chiamano Estate. Sogni nel cassetto? Una chiacchierata con Marion Cotillard ed un posto nei Tenenbaum.

Al-Khatum, ovvero ‘signora del deserto’. È così che i beduini definivano Gertrude Bell, straordinaria donna che intorno agli anni '20 ha contribuito a cambiare la scena politica del Medio Oriente prima come semplice esploratrice e poi come spia dell’intelligence britannica assieme al ben più famoso Lawrence d’Arabia: da donna ben educata dai gusti difficili quando si tratta di trovare marito, Gertrude Bell si trasferisce a Teheran e dopo la tragica fine della sua storia d’amore con Henry Cadogan consacra se stessa alle dune del deserto, trovando conforto dalla solitudine dei paesaggi che incontra, gli unici in grado di riempire quello stesso vuoto che lei porta nel cuore. A raccontare la storia della donna che ha contribuito a creare il moderno stato dell’Iraq la macchina da presa di uno dei cineasti più controversi e rispettati del nostro secolo, il tedesco Wernan Herzog che affida la sua Queen of the desert a Nicole Kidman, trascinandola all’interno di 125 minuti altalenanti ma visivamente potentissimi.

Ricerca ossessiva della realtà, tra le sabbie del deserto

Chiunque conosca minimamente Werner Herzog non si stupirà nell’apprendere l’enorme dispendio di energie ed i sacrifici che il regista tedesco ha scelto di fare pur di girare all’interno di una vera tempesta di sabbia: la ricerca del realismo estremo, quel costante scavare a fondo per andare oltre il semplice fatto e raccontare la propria verità non mancano nemmeno in Queen of the desert, soprattutto all’interno delle scene in esterna. La regia si mantiene eccelsa per tutta la durata del film ed avvolge Nicole Kidman sia in interni che in esterni, danzandole attorno nella prima parte e lasciandola invece respirare all’interno della seconda, dove entra in gioco l’ambiente che la circonda ed una progressiva consapevolezza che il personaggio arriva a raggiungere sul finale. Intensa anche la fotografia, che riesce perfettamente a stare al passo con la regia seguendone le intenzioni con acume ed attenzione. Degne di nota soprattutto le scene in esterna, dove Herzog prende di nuovo in mano l’elemento pulsante: quella natura che ‘Dio ha creato con rabbia’ e che sottoforma di foresta aveva accolto Fitzcarraldo torna di nuovo con un volto fatto di vento e sabbia, perfetto riflesso di quell’anima solitaria ed in continuo movimento che lo attraversa.

Nicole Kidman e James Franco, un passo a due convincente

All’interno degli ambienti si muovono molto bene anche gli attori, a cui va riconosciuto merito soprattutto nella prima parte - grazie anche ad una sceneggiatura acuta e mai banale. Nicole Kidman e James Franco rappresentano come ensemble una vera sorpresa, in particolare grazie al secondo che si dimostra insospettabilmente intenso e misurato in tutte le scene che lo coinvolgono. Un’interessante prova per Franco, che si conferma poliedrico e decisamente pieno di sorprese anche al di là delle recenti polemiche e dell’ormai consolidato sodalizio di tutt’altro genere con Seth Rogen. La seconda parte risulta un po’ più sofferente sotto quasi tutti i punti di vista - soprattutto a causa della sceneggiatura si ritrova a calare parecchio, rendendo la seconda coppia formata da Nicole Kidman e Damian Lewis (che sveste la divisa del sergente Brody in Homeland solo per indossare quella di console inglese) molto meno sentita e convincente. A farne le spese l’intero film, che si risolve nella seconda parte in dialoghi poco convincenti ed in una sceneggiatura che appare meno curata, facendo perdere all’intera pellicola il perfetto spirito iniziale.

Queen of the Desert Di nuovo alla ricerca di un estremo realismo e della propria verità, il regista Werner Herzog confeziona un film intenso, in una sfida contro la natura che di nuovo vince indiscutibilmente. Non viene tuttavia aiutato nella seconda parte dalla sceneggiatura, eccessivamente allungata e dalle trovate meno brillanti, che abbassa il tono generale del film altrimenti decisamente sopra la media. Buone le interpretazioni, in particolare del sorprendente James Franco, ed estremamente convincente Nicole Kidman che porta a casa una prova sicuramente non facile ma di grande impatto.

7

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