Recensione Puppet master collection

Minerva pictures e Dynit racchiudono in un cofanetto dvd da collezione i primi tre capitoli della lunga saga incentrata sui burattini assassini creati dal fabbricante di bambole André Toulon.

recensione Puppet master collection
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Con ogni probabilità, la prima volta che se ne sentì parlare in terra italiana fu nel Gennaio del 1990, all'interno della mitica rivista a fumetti Splatter che ne annunciò l'uscita negli Stati Uniti nella rubrica di news cinematografiche horror Phantasmagorie.
A venticinque anni di distanza, Minerva pictures e Dynit non solo riscoprono su supporto digitale Puppet master - Il burattinaio, diretto nel 1989 da David Schmoeller e prima produzione sfornata dalla Full Moon Entertainment del re dei b-movie Charles Band (allora reduce dalla defunta Empire pictures tramite cui finanziò, tra gli altri, Re-Animator e Dolls - Bambole, entrambi a firma di Stuart Gordon), ma lo racchiudono nell'imperdibile cofanetto cartonato da collezione Puppet master collection, comprendente - ognuno in propria custodia amaray e con apposita fascetta - anche Puppet master II e Puppet Master III - La vendetta di Toulon, rispettivamente datati 1990 e 1991 e realizzati il primo dal compianto effettista David Allen (Piramide di paura e Willow nel lungo curriculum), il secondo dal David DeCoteau poi occupatosi, tra l'altro, sia di altri capitoli della serie, sia della soporifera saga The brotherhood, ribattezzata dalle nostre parti Stirpe di sangue.

Il cofanetto dvd

Perché stiamo parlando di un franchise a basso costo arrivato a toccare nel 2012 quota dieci tasselli (se escludiamo il cross over Puppet master vs Demonic toys) e di cui è ora possibile gustare su disco i primi tre, nonché i più riusciti dell'intera epopea.
Quindi, si comincia nel 1939 con il fabbricante di bambole André Toulon che, incarnato dal candidato all'Oscar William Hickey, all'arrivo di due sicari nazisti si toglie la vita all'interno del Bodega Bay Inn dopo aver nascosto cinque burattini armati cui ha donato la vita: Pinhead, dalla testa minuscola e le mani grandi e forzute, Blade, dotato di una lama e di un uncino al posto delle mani, Tunneler, con trivella sul capo, il jolly Jester e Leech Woman, capace di vomitare sanguisughe.
Gli stessi cinque burattini che, cinquant'anni dopo, nell'albergo cominciano a seminare terrore e morte ai danni di quattro individui dotati di poteri paranormali e amici del malvagio Neil Gallagher alias Jimmie F. Skaggs, suicidatosi e risorto per ottenere l'immortalità, in quanto venuto a conoscenza dei segreti di Toulon.
Nel corso di un elaborato costruito su lenti ritmi di narrazione ed impreziosito da una regia decisamente elegante (a cominciare dalla bella soggettiva iniziale di uno dei pupazzi killer) cui giovano anche la bella fotografia di Sergio Salvati e le ottime scenografie a cura del John Myhre poi conquistatosi l'ambita statuetta grazie a Chicago di Rob Marshall.
Regia decisamente elegante che, in maniera evidente, manca al secondo film, maggiormente propenso a rientrare nei binari dello slasher e dei b-movie d'intrattenimento attraverso un semplicissimo plot: esperti inviati dal governo americano tentano di capire cosa sia accaduto ai sensitivi riunitisi presso il Bodega Bay Inn, dove, nel frattempo resuscitato dalle sue-mini-creature, Toulon - sfoggiante un look a metà strada tra Darkman e l'uomo invisibile - necessita di materia cerebrale per il suo fluido della vita, la cui durata è di circa cinque decenni.
Un Toulon che regala alla schiera di piccoli ammazza-uomini il nuovo arrivato Torch, munito di lanciafiamme al posto del braccio destro e pronto ad abbrustolire poveri malcapitati (tra cui, addirittura, un bambino), e sulla cui tomba, curiosamente, leggiamo come anno di decesso il 1941.
Anno in cui si svolge il terzo lungometraggio, con il burattinaio vivo, vegeto e stavolta in possesso dei connotati di Guy Rolfe, oltre che impegnato a difendersi dai servitori del Führer, interessati a scoprire cosa renda vivi i suoi burattini per creare dei soldati immortali.
Con il Richard Lynch di Invasion U.S.A. nei consueti panni del cattivo, la Sarah Douglas di Superman II in quelli della moglie del protagonista e il cowboy in grado di sparare con sei braccia Six shooter aggiuntosi alla combriccola, un prequel che - conosciuto anche come Giochi infernali - si rivela il momento più felice dell'intero franchise (oltre che della filmografia di DeCoteau), grazie al veloce ritmo narrativo e, soprattutto, alla buona sceneggiatura stesa dal C. Courtney Joyner che ha scritto il riuscito Classe 1999 di Mark L. Lester.

Puppet master collection Crani trapanati, viscide sanguisughe vomitate sui corpi di poveri malcapitati e cadaveri abbrustoliti rientrano nel campionario di nefandezze che vi attendono nei primi tre capitoli della saga a basso costo Puppet master, incentrati su un manipolo di burattini assassini e racchiusi nel cofanetto dvd Puppet master collection edito da Minerva pictures e Dynit. L’ottima occasione per riscoprire una delle serie di maggiore successo sfornate dal re dei b-movie Charles Band, soprattutto se siete fan del filone cinematografico horror riguardante le bambole killer.

6.5

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