Pirati dei Caraibi La Vendetta di Salazar Recensione: Jack Sparrow è tornato

Il franchise di Pirati dei Caraibi cerca di tornare alle sue origini, con il quinto capitolo La Vendetta di Salazar, in uscita il 24 maggio in Italia.

recensione Pirati dei Caraibi La Vendetta di Salazar Recensione: Jack Sparrow è tornato
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Sin dall'uscita, nell'ormai lontanissimo 2003, di Pirati dei Caraibi - La Maledizione della Prima Luna, è stato subito chiaro a tutti che, nato per ridare attenzione a una ormai quasi dimenticata attrazione dei parchi Disney, questo progetto aveva delle potenzialità enormi e un appeal tale da poter trasformare la storia di Jack Sparrow in una longeva ed epica saga. E così è stato, visto che nel 2017 siamo ancora tutti curiosi e un po' in ansia di vedere al cinema che cosa ci riserva il quinto capitolo di Pirati dei Caraibi. Certo, arrivare a questo punto non è stato facile: annunciato ancor prima dell'uscita in sala di Oltre i Confini del Mare, questo film ha avuto una lavorazione a dir poco tortuosa, tra cambiamenti di sceneggiatura, abbandoni di regia, tagli al budget e ritardi nella lavorazione. Ma Joachim Rønning e Espen Sandberg non si sono arresi e alla fine Pirati dei Caraibi - La Vendetta di Salazar è riuscito ad arrivare nelle sale cinematografiche, con il debutto per l'Italia previsto per il 24 maggio.

Ritrovare se stessi

Il franchise di Pirati dei Caraibi deve parte del suo successo alla capacità di unire elementi fantasy, umorismo e azione, concentrati tutti nella figura dell'antieroe Jack Sparrow, talmente iconico da essere diventato intrinseco in molte delle successive performance attoriali di Johnny Depp. L'egoista, strampalato, decisamente instabile e irriverente pirata è divenuto il cuore e il simbolo dell'intera saga e, per molto tempo, si è creduto fosse anche l'unico elemento necessario a mantenere in piedi il progetto. Certo, nessuno immaginerebbe mai un episodio di Pirati dei Caraibi senza Jack Sparrow, ma il quarto capitolo Ai Confini del Mondo ha dimostrato qualcosa in più: privato del suo scheletro di protagonisti principali, il progetto sembrava aver perso parte della sua identità e del suo ritmo, divenendo più serioso e ambizioso e perdendo di vista la sua natura, quella leggerezza fatta di scambi di battute assurde e accennata fedeltà che avevano catturato gli spettatori di tutto il mondo. Pirati dei Caraibi - La Vendetta di Salazar aveva quindi l'arduo compito di riportare la narrazione alle sue origini, ritrovare la sua naturale conformazione e riportare sul grande schermo quegli elementi che avevano reso La Maledizione della Prima Luna un successo senza tempo. Lavoro non facile, lasciato però nelle mani di due registi dalle idee chiare: "È un franchise fantastico e per noi è una grande responsabilità. Volevamo realizzare il miglior film della saga, volevamo creare un film epico, pieno di scene d'azione divertenti e spettacolari, con un nucleo emotivo molto forte e personaggi fantastici". L'unico modo per riuscirci davvero era riunire la vecchia gang, se non proprio fisicamente, almeno negli intenti e nelle relazioni: bisognava riportare Jack Sparrow a interagire con vecchi amici dalla dubbia morale, pericolosi nemici che vogliono vederlo morto a tutti i costi e, soprattutto, ragazze dalla lingua tagliente e la mente ingegnosa e ragazzi dall'irriducibile spirito romantico, disposti a tutto pur di inseguire il proprio sogno. Vi ricorda qualcosa?

Insieme per salvare un vecchio amico

Nel corso degli anni i protagonisti di Pirati dei Caraibi hanno dovuto affrontare diverse maledizioni: dalla prima e più famosa che aveva trasformato l'equipaggio della Perla Nera in un gruppo di non morti, alla più recente e classica legata al comandante dell'Olandese Volante, che aveva separato per sempre Will Turner dalla sua famiglia e il pubblico da Orlando Bloom e Keira Knightley. In questo quinto episodio la vita di Jack Sparrow incrocia ancora una volta la strada di una maledizione, questa volta legata al terrificante macellaio dei mari, il Capitano Salazar (Javier Bardem), costretto a una vita di dannazione e reclusione proprio a causa del noto pirata: non è un caso quindi che, nella sua rinnovata missione di pulizia delle acque dalla feccia pirata, il Capitano spagnolo abbia un solo grande obiettivo, uccidere "il passero". L'unico modo per sopravvivere a questa minaccia risiede nel leggendario Tridente di Poseidone, oggetto mistico al centro delle ricerche anche della brillante astronoma (e quindi da tutti giudicata una strega!!!) Carina Smyth (Kaya Scodelario), che da sempre cerca di onorare la memoria di un padre che non ha mai conosciuto e del quale le rimane solo un diario, contenente i segni per decifrare l'illeggibile mappa che porta al Tridente. Anche il giovane Henry Turner (Brenton Thwaites) ha bisogno dei Tridente, e dell'aiuto del celebre Capitano Jack Sparrow, per salvare suo padre dalla maledizione che lo vede imprigionato nelle profondità del mare.
Jack, Carina ed Henry riportano subito alla mente vecchi ricordi, in cui il capitano doveva destreggiarsi con Elizabeth e Will: i due ragazzi, pur non ricalcandone esattamente i passi, hanno molte cose in comune con i protagonisti originali della saga e tra i tre si instaura subito una chimica familiare, un continuo battibecco ironico e irriverente che scandisce il ritmo narrativo del film. Carina è una sorta di eroina moderna, dalla mente scientifica e il carattere forte, per niente limitata dal suo corsetto troppo stretto o dalla poca apertura mentale degli uomini del suo tempo; al contrario Henry è il prototipo dell'eroe romantico che vuole portare a tutti i costi a termine la sua quest personale, disposto a ogni sacrificio e cieco a tutto quello che gli succede attorno nel frattempo.

È compito di Jack Sparrow creare un equilibrio tra questi due personaggi e divenire il collante della narrazione... e dobbiamo ammettere che ci riesce benissimo, merito anche di una operazione di limatura del personaggio. Niente di estremamente visibile e fastidioso, ma il Capitano dai mille fasti e dalle supreme esagerazioni, in questo film rientra nella sua dimensione naturale, rimanendo ironico e piacevolmente dissacrante, senza mai però apparire marcatamente fuori luogo e sopra le righe. Lascia spazio d'azione e interazione anche agli altri personaggi, ritagliandosi qualche spazio privilegiato qua e là nella narrazione che delizia e diverte davvero lo spettatore. Anche perché, in questo Pirati dei Caraibi - La Vendetta di Salazar, di personaggi, vecchi e nuovi, ce ne sono davvero tanti: seguendo questa costante ricerca delle proprie origini, registi e sceneggiatore hanno creato un tessuto narrativo che si connette quasi a tutte le precedenti timeline della saga, spaziando tra passato e futuro, tra storie non ancora raccontate, legami intuiti e possibili svolgimenti futuri, annullando ogni prospettiva di distacco della storia dalla sua ambientazione e creando qualcosa che sembri costantemente interconnesso con tutto.

Andare in profondità

Le critiche ai passati capitoli di Pirati dei Caraibi sono decisamente servite allo scopo di un film dalla storia semplice e dagli intenti ben dichiarati: il bello di La vendetta di Salazar sta nell'interazione tra tutti i suoi personaggi e nel continuo richiamo al passato degli stessi e della saga stessa. Un gioco di scrittura che potrà essere definito furbo, visto che pone le sue basi nell'amore del pubblico per il franchise, ma sicuramente funzionale. Non si tratta di una sceneggiatura ricca di sorprese o colpi di scena, certo, ma la scrittura di Jeff Nathanson è lineare e di puro intrattenimento per tutta la famiglia: e non è forse questo lo scopo dei film di questo tipo? A fare da controparte alla struttura organica della narrazione ci sono le maestose scenografie, che si avvalgono di accattivanti effetti speciali e maestosi giochi visivi che sono sempre stati un po' la firma distintiva di Pirati dei Caraibi. Navi che emergono dalle profondità marine, acque che si separano, inseguimenti rocamboleschi, costellazioni, artefatti magici, non morti dai capelli fluttuanti: La Vendetta di Salazar non si priva veramente di niente dal punto di vista visivo e, anche quando i giochi si fanno più difficili e si entra nel campo del ringiovanimento digitale, dimostra la strepitosa dimestichezza che gli Studios hanno con i più complessi effetti speciali. Il film è uno spettacolo per gli occhi sotto tutti i punti di vista e approfitta allegramente anche degli escamotage di intrattenimento offerti dalla visione in 3D, di cui parleremo più approfonditamente in un articolo dedicato.

Pirati dei Caraibi: La Vendetta di Salazar Si sentiva il bisogno di un nuovo film della saga di Pirati dei Caraibi? Forse sì, almeno per mandare via quel sapore un po' amarognolo che ci aveva lasciato in bocca l'ultimo capitolo arrivato in sala, cosa che Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar riesce a fare benissimo. Certo, non è un film che emerge per originalità della storia e dell'impostazione narrativa e anzi prende la sua forza proprio dal ripercorrere la strada già intrapresa da qualcun altro (senza però raggiungerne le eccellenze), ma riesce in ogni modo a intrattenere lo spettatore per tutta la sua durata, accompagnandolo in una ambientazione che è sempre piacevole esplorare. Se è vero che da un lato non aggiunge niente di necessario alla saga di Jack Sparrow, dall'altra apre la possibilità di nuovi spiragli narrativi che, ben mescolati con vecchie storie e personaggi, potrebbero permettere al franchise di andare avanti per qualche altro anno.

6.5

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