Recensione Pirati! Briganti da Strapazzo

La Aardman nuovamente all'arrembaggio

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Essere dei pirati: praticamente il sogno di ogni essere umano prima di compiere i dodici anni! Qualcuno se lo porta dietro anche divenuto parecchio più grande, ma quella è vocazione, passione o semplicemente essere nati nel luogo e nell’epoca sbagliati. Ma se scorrazzare per i sette mari è praticamente una cosa improbabile per noi comuni mortali (volutamente non è stato utilizzato il termine impossibile), l’essere degli uomini contemporanei ci permette di vivere le stesse emozioni e avventure comodamente seduti nelle poltroncine vellutate della sala cinematografica vicino casa. Molti i modi per ricostruire questi mondi fantastici, ma quello che sicuramente riporta maggiormente a quel desiderio espresso a gran voce anni e anni fa è sicuramente quello dell’animazione. Tutto è possibile, anche quello che non dovrebbe esserlo. Non stupisce quindi che la Aardman si sia cimentata nella creazione proprio di questo ambiente, pieno di personaggi accattivanti e fondali mozzafiato, combattimenti e amori ambigui. Ma è la Aardman, quindi nulla è come ve lo immaginate: Pirati! Briganti da Strapazzo è però esattamente quello che ti aspetti di vedere dai creatori di Galline in Fuga... un classico, se ridimensioniamo il termine alla nota casa di animazione.

Pirata dell’anno

Capitan Pirata (Hugh Grant) ama la sua vita. Sempre ottimista e pieno di entusiasmo si lancia in strabilianti avventure con la sua ciurma: non c’è pericolo che li spaventi -a meno che non si tratti di 'Pirata Albino'- o inconveniente che li fermi... ovvio, se si tratta della serata del prosciutto magari le cose possono slittare un po’, ma un uomo deve sempre avere delle priorità. Ama la sua nave, il suo equipaggio e la sua Polly, il suo pappagallo (che pappagallo non è) dall’ossatura robusta. Insomma, si potrebbe quasi dire che Capitan Pirata ha davvero tutto quello che un uomo di mare può desiderare. Ma invece, dietro la sua folta e riccioluta barba, si nasconde un uomo che sogna, come ogni anno, di vincere il premio come pirata dell’anno. Peccato che se lo aggiudichi solo il pirata che presenta il bottino più grande e, di solito, non è mai lui! Quando incontra un giovane Charles Darwin (David Tennant) le sue speranze sembrano però aumentare vertiginosamente: da quanto racconta lo scienziato, infatti, Polly non è per niente un pappagallo, ma un rarissimo esemplare di Dodo. Quale occasione migliore per portarlo a Londra, davanti a tutti gli scienziati più importanti della società, e vincere così un prestigioso premio? Agli occhi di Capitan Pirata questa sembra l’occasione perfetta per presentarsi al concorso di pirata dell’anno con un bottino che mai nessuno è riuscito a conquistarsi. Ma Londra non è solo la città della scienza, è anche il posto in cui regna la Regina Vittoria (Imelda Staunton), famosa in tutto il mondo per essere la più grande nemica dei pirati.

Divertenti, ma con stile

Aardman è da sempre una garanzia di un certo tipo di cinema: una storia divertente abitata da personaggi costantemente sopra le righe, un’animazione che predilige la stop-motion e caratterizzata da espressivi occhi grandi, un modo di concepire l’intrattenimento cinematografico come un composto gioco di ironia narrativa ed esuberanza visiva.

Raramente ci si trova davanti a un prodotto che si allontani da queste caratteristiche e, se Il Figlio di Babbo Natale aveva fatto temere nei mesi scorsi un passaggio alla computer grafica, Pirati! Briganti da Strapazzo si presenta sugli schermi cinematografici con tutto il classicismo del loro particolare modo di fare cinema. Tutto parte da una storia di Gideon Defoe che, in verità, aveva solo creato questa stramba e irresistibile ciurma. Capitan Pirata, Pirata con la Sciarpa, Pirata Albino... il solo fatto che questi personaggi non abbiano un nome proprio ma si distinguano per il loro tratto distintivo più immediato, li rende già solo per questo squisitamente veri e divertenti. Sono pirati, è vero, ma ben lontani dalle descrizioni favolistiche che la narrativa ci ha messo davanti nel corso degli anni: i personaggi di Defoe sono i pirati che saremmo diventati noi stessi se avessimo realizzato quel desiderio espresso da bambini. Entusiasti, ottimisti, impacciati, ma sempre disponibilissimi a partire all’arrembaggio. Sono loro la vera anima del film che, per tutta la sua durata, si dipana tra strambi comportamenti e situazioni delicatamente umoristiche. Il regista Peter Lord, infatti, decide di non abbassare la guardia e non cedere ai tipici cliché emozionali dell’animazione contemporanea. Il risultato è una pellicola che va assaporata, metabolizzata quei millesimi di secondo più del consueto per godersi tutte le sfumature. Ciò non le impedisce di essere divertente sotto ogni suo aspetto, seppur in maniera composta e autoreferenziale.

Briganti da Strapazzo Pirati! Briganti da strapazzo è il classico progetto che ci si aspetta da una produzione Aardman, nonostante per la prima volta nella sua storia mescoli l’animazione stop-motion con quella CGI. Il risultato è una pellicola dall’impatto reale, ricca di volumi e ombre, riflessi di luce digitale e ombre tridimensionali, rese più marcate dalla composizione shot-by-shot che dalle riprese stereoscopiche. Semplice e autoironico, il film tratta con assoluta naturalezza situazioni e comportamenti al limite dell’assurdo, mostrandoli come assolutamente verosimili e genuinamente divertenti. Un bel modo di rafforzare un’idea di cinema ben consolidata, lontana dai virtuosismi di studi d’animazione come Pixar, ma piacevolmente differente.

7

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