Recensione Piedone d'Egitto

Riscopriamo insieme il quarto e conclusivo capitolo delle avventure del commissario Rizzo, questa volta impegnato in Egitto ad indagare sulla scomparsa di uno stravagante scienziato.

recensione Piedone d'Egitto
Articolo a cura di

Tutto ha una fine e anche per il commissario Rizzo cala il sipario. Siamo nel 1980 e per il burbero poliziotto interpretato da Bud Spencer ecco uscire l'ultimo episodio della quadrilogia, diretto come i precedenti da Steno. Così come tutti i capitoli successivi al primo la conclusione è nuovamente ambientata all'estero, come già esemplifica il chiarificatore titolo Piedone d'Egitto. Con alcuni ritorni storici come quello di Enzo Cannavale e del piccolo bambino di colore Bodo, già comparso nel precedente Piedone l'Africano, il film può contare su due new entry d'eccellenza come Cinzia Monreale (...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà e Buio Omega) e Robert Loggia (Mangum P.I., Scarface), senza dimenticare una nutrita partecipazione di interpreti mediorientali in ruoli secondari. Il racconto ha inizio quando Rizzo comincia a indagare sulla scomparsa di uno strambo scienziato, autore di una rivoluzionaria scoperta che potrebbe cambiare per sempre le logiche del mercato petrolifero. Gli indizi sembrano condurre ad un uomo alle dipendenze del ricco affarista Edward Burns, la cui nipote Cristina è stata recentemente rapita e prontamente liberata dall'intervento di Piedone. Gli sviluppi del caso condurranno il commissario (accompagnato sempre dal fido brigadiere Caputo e dal piccolo Bodo) nelle terre egiziane, dove dovrà vederselà anche con una tribù del deserto facente capo al nobile Hassan.

L'ultima avventura

Non deve stupire il fatto che Piedone d'Egitto metta la parola fine alle avventure del personaggio. Questo ultimo episodio risente infatti di una stanchezza narrativa che, nonostante gli sforzi per sfruttare al meglio l'ennesima ambientazione esotica, finisce ben presto per stancare, solo in parte risollevata da una mezzora finale discretamente "movimentata". La prevedibilità, già in parte comparsa nel secondo e terzo tassello della saga, qui raggiunge infatti picchi elevati, e il classico canovaccio finisce per regalare poche sorprese. Gli elementi chiave della saga sono riproposti senza troppa inventiva, e alcuni espedienti (come il ritorno di Bodo, questa volta doppiato con un perfetto accento napoletano) risultano quantomeno forzati in una sceneggiatura che, pur distaccandosi dalle solite indagini sulla droga (che rimane comunque il fattore scatenante del caso), palesa tutti i suoi limiti. Ed è un peccato perchè alcune sequenze, come il combattimento tra Bud Spencer e il nano funambolo o la fuga a nuoto da un branco di coccodrilli, mantengono le dosi di avventurosa simpatia a cui eravamo abituati. Con l'ennesimo "sguardo" turistico, in questo caso con protagoniste la Sfinge e le piramidi, e le sane scazzottate come da regola, la visione rimane comunque piacevole ma la mancanza di originalità è sotto gli occhi di tutti.

Piedone d'Egitto Piedone d'Egitto, quarto e ultimo capitolo della tetralogia del commissario Rizzo, vede Bud Spencer alle prese con le indagini sulla scomparsa di un bizzarro inventore, in un intrigo internazionale tra le piramidi e il deserto. Ma la formula, che grazie ai suoi punti cardine si mantiene ancora discretamente divertente, è vittima di una spossatezza narrativa che in più occasioni palesa i suoi limiti. E, vista comunque l'ancor oggi banale piacevolezza della visione, forse è stato un bene che Steno abbia messo qui la parola fine alle avventure del personaggio.

6

Che voto dai a: Piedone d'Egitto

Media Voto Utenti
Voti totali: 2
6
nd