Pianeta rosso, la recensione dello sci-fi con Val Kilmer e Carrie-Anne Moss

Sei astronauti vengono inviati su Marte per verificarne la possibile colonizzazione in Pianeta rosso, sci-fi con Val Kilmer e Carrie-Anne Moss.

recensione Pianeta rosso, la recensione dello sci-fi con Val Kilmer e Carrie-Anne Moss
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La colonizzazione di Marte, oltre ad essere diventata potenzialmente realistica (almeno nei piani dell'imprenditore Elon Musk, convinto di realizzarla entro i prossimi decenni), ha da sempre affascinato il mondo del cinema, con decine di produzioni a tema di diverso livello qualitativo. Dal punto di vista commerciale invece i flop sono stati in numero più contenuto e Pianeta Rosso, uscito all'alba del nuovo millennio, è in questa sfortunata lista. Costato 80 milioni di dollari, il film del regista pubblicitario Antony Hoffman, cui questo rimarrà il primo e unico lavoro per il grande schermo, ne ha incassati meno della metà nonostante la presenza di un cast di richiamo, che vede nei ruoli principali Val Kilmer e una Carrie-Anne Moss post Trinity, oltre a una sceneggiatura sicuramente imperfetta ma non priva di interessanti spunti di genere. Sceneggiatura ambientata in un prossimo futuro, per l'esattezza nel 2057: in seguito al deterioramento delle condizioni climatiche della Terra, l'umanità è alla ricerca di una nuova casa. Da qualche anno la NASA ha inviato su Marte delle sonde contenenti alghe in grado di produrre ossigeno, in modo da rendere vivibile l'atmosfera per una prossima colonizzazione di massa. Quando però i sensori che inviano i dati al nostro pianeta ne segnalano una progressiva ed inspiegabile diminuzione, l'ente spaziale decide di mandare sul posto un equipaggio umano che, dopo sei mesi di viaggio, arriverà infine a destinazione incappando in non pochi imprevisti...

"Fuck this planet"

E' il voice-over del personaggio di Carrie-Anne Moss, unica presenza femminile, ad aprire la visione di Pianeta rosso, e ad introdurci nel background di questo prossimo futuro, presentando al contempo gli altri cinque colleghi astronauti. Un inizio facile ma che si rivela efficace quanto basta per acclimatare lo spettatore in questo contesto sci-fi che, dopo la prima parte ambientata a bordo dell'astronave, atta anche a spiegare i rapporti umani vigenti tra il gruppo di protagonisti, vede l'azione spostarsi nei pressi di Marte: è in questo momento che il film perde volutamente le sue ambizioni etiche ed introspettive di partenza per catapultarci in un piacevole tourbillon da b-movie d'alto budget, con un'azione tesa e incalzante a permeare i momenti più concitati del racconto. Racconto in cui non mancano forzature, soprattutto nella gestione interpersonale dei Nostri che risulta a tratti improbabile, ma che ha le capacità di rivelarsi avvincente e spettacolare al punto giusto facendo proprio leva suoi suoi stereotipi e sulle marcate caratterizzazioni del gruppo. Gli ottanta milioni di dollari spesi si vedono tutti negli ottimi effetti speciali, curati sia per ciò che riguarda i passaggi ambientati nello spazio (di grande effetto stilistico il salvataggio finale) sia per ciò che concerne la gestione di AMEE, robot militare che dopo aver subito un guasto diventa il vero e proprio villain non umano della storia. Anche il comparto paesaggistico "usato" per ricreare Marte, con le riprese effettuate tra Giordania e Australia, regala scorci suggestivi, avvalorando il piacere visivo dell'operazione, e la colonna sonora d'impatto accompagna i momenti più emotivamente intensi con il giusto tempismo. Il cast, che può contare sulla presenza di un cavallo di razza quale Terence Stamp in un ruolo minore, si avvantaggia inoltre dell'alchimia tra la Moss e Val Kilmer, cosa che non si può dire nell'interazione tra quest'ultimo e Tom Sizemore: i costanti litigi tra i due sul set hanno palesemente turbato il rapporto, fondamentale, tra i rispettivi personaggi.

Pianeta rosso In un prossimo futuro Marte si rivela quale ultima speranza per il genere umano. Sei astronauti inviati sul posto trovano però sgradite sorprese trovandosi a lottare per la sopravvivenza in una vera e propria corsa contro il tempo. Pianeta rosso non è certo un capolavoro ma è stato eccessivamente bistrattato rispetto all'effettiva qualità, proponendosi come un solido b-movie ad alto budget che, pur non mancando di imperfezioni e forzature in fase di scrittura, sa avvincere in una messa in scena spettacolare e tensiva in cui non ci si annoia mai.

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