Korea Film Fest

Recensione Pain

Tra dramma e commedia, una toccante love-story

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Nam-soo (Sang-woo Kwone) soffre di una rara malattia per la quale non è in grado di provare di dolore fisico. Sfruttando queste sue capacità, lavora come esattore di debiti per dei boss locali, ma non usa mai la violenza nel suo lavoro. Durante uno dei suoi ingaggi deve riscuotere dei soldi alla bella Dong-hyun (Ryeo-won Jeong), malata di emofilia e piena di debiti. Dopo l'iniziale ostilità, tra i due nasce un reciproco rapporto d'affetto, che culmina nell'amore. Ma il destino è in agguato...Kwak Kyung-taek, autore dell'osannato Friend, si dedica al melodramma con una storia che già dal titolo (Pain = dolore) mette subito in chiaro la sua essenza. Per raccontarci questa love-story a tinte cupe, si affida alla sceneggiatura di Kang Pool, autore del manwha dal quale è stato tratto Late Blossom, recente vincitore del Florence Korea Film Festival.

"Piangerai per me?"

Due personaggi ottimamente caratterizzati, una narrazione genuina e avvincente e un'assicurata dose di emozioni. Pain non lesina sul dramma, spesso insistito come nel toccante finale, ma lo fa con una semplicità e una scorrevolezza in grado di appassionare sin dai primi minuti, complici i vari tocchi di tenera comicità che pervadono la prima parte del film.

Seguendo la via classica del melodramma coreano, dopo il raggiungimento di un'apparente felicità, l'evolversi degli eventi si complica inesorabilmente, riportando la storia su tematiche più profonde e dal sapore di tragedia. Kwak Kyung-taek non ha paura di colpir duro lo spettatore, mostrando come le linee del fato si abbattano inesorabilmente su chiunque, senza pietà alcuna. L'incontro tra Nam-soo e Dong-hyun è quello tra due anime afflitte, tormentate da un passato triste e solitario, che rende i due caratteri, apparentemente opposti, perfettamente complementari, in grado di poter ricominciare una nuova vita insieme. Credibili, nelle due sfaccettate interpretazioni, i protagonisti: Sang-woo Kwone si cala implacabilmente nei panni di un personaggio taciturno e coriaceo, pronto a lottare per la donna che ama; Ryeo-won Jeong (già splendida interprete dello straordinario Castaway on the Moon) riesce a giostrare la doppia anima da "Sassy Girl" e ragazza spaventata dalla malattia con un mirabile equilibrio. Lo stile asciutto e la regia pulita confezionano una pellicola onesta, viva e pulsante, in grado di raggiungere il cuore senza alcun artifizio di sorta.

Pain Dolore e felicità convivono in questo melodramma abile nel dividersi tra comicità e tragedia con un equilibrio invidiabile. Due protagonisti in stato di grazia, e una sceneggiatura in grado di emozionare a più riprese, confezionano un film genuino e toccante che racconta di amore e malattia senza mai scadere nel patetismo.

7

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