Recensione Padroni di Casa

Edoardo Gabriellini e le conseguenze del 'randagismo' paesano.

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Da impacciato protagonista di Ovosodo (film del 1997 di Paolo Virzì) Edoardo Gabbriellini ha compiuto un notevole percorso artistico che ha affiancato al ruolo di attore quello ancor più sfaccettato di regista. Dopo l'esordio alla regia nel 2003 con B.B. e il cormorano, Gabbriellini torna oggi dietro la macchina da presa per realizzare Padroni di casa, film profondamente e da tempo voluto che mette in scena un ottimo cast di attori più che rodati (Valerio Mastandrea, Elio Germano, Valeria Bruni Tedeschi) insieme all'intramontabile volto del Gianni Morandi nazionale. Si tratta di un film ibrido che mischia i toni della commedia esistenziale a quelli classici del thriller a tinte forti. Un film in un certo senso piuttosto sorprendente e che rappresenta senza dubbio quel tocco di originalità che oggi manca al cinema italiano coevo, ma che si perde soprattutto nella transizione da un genere all'altro e negli elementi narrativi di raccordo. Alla sua seconda prova Gabbriellini (con)vince dunque per l'audace propensione a un cinema nuovo che ha, però, ancora bisogno di un suo tempo di rodaggio. Da sottolineare il sempre funzionale apporto degli oramai lanciatissimi Germano e Mastandrea che si misurano qui con le incomprensioni di due fratelli (almeno apparentemente) agli antipodi.

Tra lupi rabbiosi

Cosimo (Valerio Mastandrea) ed Elia (Elio Germano) lavorano a Roma come piastrellisti per una ditta che li ha incaricati di recarsi sull'Appennino tosco-emiliano per ripavimentare la terrazza del celebre cantante Fausto Mieli (Gianni Morandi), da tempo lontano dalle scene per via della grave malattia che ha colpito irreversibilmente la moglie Moira (Valeria Bruni Tedeschi).

Giunti in quel luogo magico accoccolato nella natura, i due fratelli si scontreranno sin da subito con la inospitale gente del luogo. In particolare, il gruppetto di impuniti cacciatori di lupi (in contrasto anche con Mieli che invece è testimonial e dunque a difesa della fauna del luogo) sembra accogliere con particolare insofferenza quei due forestieri che non appartengono al ‘branco' locale. Proprio alla stregua dei lupi cui danno la caccia, gli abitanti del luogo si mostreranno dunque sin da subito rabbiosi e inavvicinabili. Nel frattempo, Fausto Mieli sta preparando il suo attesissimo ritorno in scena, con un mega concerto che dovrebbe tenersi di lì a giorni. E se le disattenzioni di Elia rallenteranno i lavori di piastrellamento costringendo i due a trattenersi più a lungo del previsto, l'ostilità del luogo non darà loro tregua fino alla loro definitiva dipartita.

Un'opera che convince a metà

Interessante sin dal titolo (e dalla locandina) il concetto alla base del film che associa all'isolamento e alla mentalità chiusa di un paesino di montagna il tipico comportamento del branco, pronto ad azzannare rabbioso chiunque si presenti come un pericolo per l'equilibrio del luogo. Così, i paesani armati di fucile diventano padroni indiscussi della scena, tanto da riservare a uomini e lupi lo stesso tipo di ‘accoglienza'. Funzionale soprattutto nel delineare i contrasti (tra i due protagonisti e in relazione al paese) il film di Gabbriellini si perde invece nelle storie collaterali, dove molti rapporti vengono solo accennati e mai chiariti fino in fondo. Ed è proprio questa frammentarietà degli elementi secondari (ma non troppo) a rendere poco fluido il passaggio tra la prima parte introduttiva e il brusco cambio di registro del finale. Non tutto torna come dovrebbe e, nella fase di passaggio dalla commedia al thriller, il regista perde di vista alcuni degli elementi (fin lì) fondanti del film, rimescolandoli e rovesciandoli in un finale decisamente a sorpresa. Un iter inusuale e originale, apprezzabile dal punto di vista stilistico ma poco funzionale dal punto di vista narrativo, che lascia aleggiare su di sé una sorta di nebula drammaturgica.

Padroni di Casa Due fratelli caratterialmente agli antipodi alla prese con il ‘randagismo’ paesano e un cantante in rotta con la moglie malata sono gli elementi chiave di Padroni di casa, opera seconda dell'attore-regista Edoardo Gabbriellini. La commedia vira sui toni del dramma in quest’opera seconda di Edoardo Gabbriellini che convince per l’idea ma non del tutto per la realizzazione, a tratti troppo inverosimile.

6

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