Recensione Outing - Fidanzati per sbaglio

Vaporidis e Bosca piccoli grandi omo

recensione Outing - Fidanzati per sbaglio
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Il Nicolas Vaporidis del dittico Notte prima degli esami è Federico, playboy di periferia spiantato, bugiardo di professione, senza obiettivi e con un fratello piccolo a carico interpretato da Lorenzo"Una famiglia perfetta"Zurzolo; mentre l'Andrea Bosca di Si può fare (2008) e Magnifica presenza (2012) è Riccardo, talento del design che vive a Milano e che, anziché svolgere l'attività di stilista, per la quale sarebbe portato, lavora come commesso.
Diversi, quindi, sia professionalmente che umanamente, sono entrambi pugliesi e vedono aprirsi uno spiraglio per il loro futuro nel momento in cui il primo, venuto a conoscenza della possibilità di ottenere un finanziamento della Regione a sostegno delle attività imprenditoriali nel campo della moda, convince il secondo - fidanzato con Lucia alias Claudia Potenza - a tornare in Puglia per fargli realizzare il suo sogno: aprire un ateliér di moda.
Peccato, però, che il bando sia riservato alle sole coppie di fatto e che ai due, quindi, decisi a portare a termine il loro intento, non rimanga altro da fare che fingersi omosessuali; trovandosi nel mezzo di un equivoco che li trascina in un crescendo di situazioni rocambolesche destinate a coinvolgere anche diverse personalità del quotidiano Puglia oggi.

Due pugliesi... diversi

Infatti, abbiamo la giornalista d'assalto Carlotta, molto poco incline ai compromessi e cui concede anima e corpo Giulia Michelini, la sua nuova caporedattrice Maria Luisa alias Camilla Ferranti, raccomandata e priva di capacità, e il direttore Roberto, gay non dichiarato con le fattezze di Massimo Ghini.
Tutti al servizio dei circa novanta minuti di visione che, introdotti da una citazione del filosofo Platone e da un'altra molto meno elegante e più grottesca appartenente al calciatore Antonio Cassano, costituiscono l'opera seconda di Matteo Vicino, vincitore del premio per la miglior regia presso il Milano International Film Festival grazie al drammatico Young Europe (2012).
Circa novanta minuti di visione che, ovviamente, puntano in maniera principale sulla performance fintamente omo dei due protagonisti, entrambi esilaranti e destinati, come c'era da aspettarsi, a essere coinvolti in non poche situazioni imbarazzanti.
Perché, mentre la Michelini snocciola nei propri dialoghi Orwell e Ilaria Alpi e ci si chiede sia se l'Italia sia il paese dove solo il matrimonio ti offre una minima protezione, sia se è meglio tentare e perdere che scendere a compromessi e vincere, è soprattutto grazie a loro due che è possibile sorridere in più di una occasione.
A non convincere pienamente, però, è proprio la regia dell'insieme, piuttosto schizofrenica e disomogenea, oltre che tempestata in maniera eccessiva di canzoni (con Tiziano Ferro nel mucchio), tanto da rischiare di conferire al tutto un certo sapore che sfiora l'amatorialità.
Quindi, un'operazione non da sconsigliare e che può meritare uno sguardo, ma con qualche riserva... fino all'immancabile lieto fine che, dalle nostre parti, è ormai possibile vedere solo sullo schermo.

Outing - Fidanzati per sbaglio L’Italia è il paese che fornisce finte opportunità ai giovani e al quale l’unica cosa che interessa è non realizzare i loro sogni? Ci risponde Matteo Vicino tramite questa sua seconda fatica registica per il grande schermo che, caratterizzata da un cast decisamente ricco, individua in due bravi Nicolas Vaporidis e Andrea Bosca deliziosamente finto-gay il suo maggiore punto di forza. Del resto, in generale, non è certo la direzione degli attori a rappresentare il lato non convincente dell’insieme, in grado di strappare diverse risate, ma che finisce per essere penalizzato da una indecisa regia capace in più occasioni di spingere lo spettatore a distogliersi e a non seguire concentrato la circa ora e mezza di visione.

5.5

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