Recensione Operazione vacanze

Per Jerry Calà è ancora... sapore di mare

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I fan del cinema horror anni Ottanta lo chiamano affettuosamente Clyde Anderson, pseudonimo anglofono che utilizzò per realizzare stracult del calibro di After death (Oltre la morte) (1988) e La casa 5 (1990), lungometraggio ovviamente estraneo alla serie iniziata da Sam Raimi nel 1981.
Ma, da Palermo Milano solo andata (1995) a Le ultime 56 ore (2010), passando per i televisivi Operazione Odissea (1999) e La banda (2000), è sicuramente nell'ambito delle storie d'azione che il romano classe 1951 Claudio Fragasso - sempre supportato dalla compagna sceneggiatrice Rossella Drudi - ha avuto modo di far conoscere maggiormente il proprio nome, legato anche all'oscuro Pierino Stecchino (1992) interpretato da Alvaro Vitali e, a quanto pare, firmato come Claudio Sansevero.
Unica commedia della sua trentennale carriera, cui va ad aggiungersi questa seconda che, sia per quanto riguarda il titolo, sia per il fatto che ne sia protagonista Jerry Calà, si lascia tranquillamente intendere quale derivato per il grande schermo di Professione vacanze (1987), serie televisiva di Vittorio De Sisti in cui l'ex componente dei Gatti di Vicolo Miracoli incarnò Enrico Borghini, squattrinato destinato a diventare il direttore di un villaggio turistico in profonda crisi.

Professione vacanze-25 anni dopo

E, insieme alla già citata Drudi e al Gino Capone che ha sceneggiato tutti i suoi lavori da regista, è lo stesso Calà a curare lo script della pellicola, nella quale veste i panni di Bebo Conforti, noto cantante di piano bar che, trovatosi a dover fuggire dal feroce boss Fefé Lucania alias Francesco Pannofino, convinto che sia il responsabile della gravidanza della figlia Monica, con le fattezze di Benedetta Valanzano, approfitta di un incidente del vecchio amico Lello Spada, interpretato da Rocco Ciarmoli, per prenderne a sua insaputa il posto come capo della struttura vacanziera in cui era atteso.
Struttura vacanziera che vede presto arrivare il capo animatore Spino (il nome è tutto un programma), con il volto di Massimo Ceccherini, l'ex guardia giurata Nando, ovvero Enzo Salvi, che non ha il coraggio di dire a moglie e figli che ha perso il lavoro, e il dottor Picozza, cui concede anima e corpo Maurizio Mattioli, interessato ad avere una notte di sesso con una misteriosa donna dai connotati di Valeria Marini.

Fragasso da spiaggia

Un campionario di personaggi più o meno noti dello star system nostrano cui vanno ad aggiungersi Umberto Smaila nel ruolo del proprietario dell'albergo, il figlio Rudy in quello del cameriere che ha messo incinta Monica, Dana Ferrara e il grasso Antonio Fiorillo impegnati a portare in scena una coppia di tedeschi molto particolare.
Ma, sorvolando su una recitazione spesso non distante da quella che caratterizza tanti cortometraggi amatoriali, appare immediatamente chiaro che il desiderio di avere tanti nomi in cartellone finisca per penalizzarne molti, ridotti a poco più che comparse rispetto ad altri (si pensi solo all'insignificante presenza della single interpretata dalla Anna Rita Del Piano di Che bella giornata).
E si tratta soltanto della prima pecca di circa novanta minuti che, nel tentativo di conferire un pizzico di appena intuibile nostalgia all'intreccio, non mancano neppure di tirare in ballo riferimenti al passato cinematografico del protagonista di Vado a vivere da solo (1982); dalla citazione verbale dello stabilimento La capannina a Forte dei marmi, dove si svolgeva Sapore di mare (1983), alla battuta sullo "schiantatope", derivata da Vacanze in America (1984).
Battuta qui sfruttata male, come buona parte di quelle presenti nel film, che finisce per appoggiarsi unicamente su immancabile manciata di tette al vento e comicità degna del peggior avanspettacolo; tra insistite flatulenze e travestimenti femminili, con tanto di omaggio alle Sorelle Bandiera (il trio che cantava Fatti più in là negli anni Ottanta).
Mentre Mattioli sembra essere l'unico capace di sfoderare qualche "uscita" divertente e il punto più basso dell'operazione, senza alcun dubbio, arriva nel momento in cui si toccano le inadeguate corde del filone demenziale con la lotta tra Calà e un polipo evidentemente di gomma (!!!).

Operazione vacanze Jerry Calà canta al piano bar St. Tropez twist di Peppino Di Capri, Sono tremendo di Rocky Roberts e Quella carezza della sera dei New Trolls, oltre a sfornare affermazioni del calibro di “Io sono single per professione, lo giuro su Little Tony”. Ma i tempi in cui incarnava il Billo di Vacanze di Natale o il Luca di Sapore di mare cominciano a essere troppo lontani, tanto da non renderlo più credibile nei panni dell’inguaribile sciupafemmine pronto a trovarsi al centro di scenette basate sul tradimento o sui sospetti di tradimento. Aggiungiamo, poi, che l’unico che sembra funzionare è Maurizio Mattioli, nel “mucchio selvaggio” di comici coinvolti in maniera abbastanza inutile (a partire da Massimo Ceccherini), e risulta ancora più chiaro che la seconda escursione nella commedia per Claudio Fragasso, a vent’anni dall’invisibile Pierino Stecchino, non riesce a lasciare il segno. Tra crisi in agguato e battute spesso affidate ad attori inadatti, quello che prende forma potrebbe pure trasformarsi in un cult del trash, ma, soprattutto, ci spinge a pensare di preferire l’autore de Le ultime 56 ore quando è alle prese con l’action-movie.

4

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