Roma 2014

Recensione Operazione paura

Il sottovalutato capolavoro di Mario Bava, ora in versione restaurata

recensione Operazione paura
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Il medico legale Paul Eswai viene inviato in un paesino sperduto per eseguire l'autopsia sul cadavere di una donna morta in circostanze misteriose. Il commissario di polizia mandato per indagare si imbatte nell'omertà degli abitanti, e lo stesso Paul viene minacciato in più occasioni. Paul comincia a fare ricerche per conto suo quando anche lo stesso ispettore scompare nel nulla, trovandosi a scoprire la terribile verità di una maledizione che regna sul villaggio e che ha a che fare con la morte di una bambina, appartenente ad una nobile famiglia, avvenuta vent'anni prima.

Una tappa fondamentale nella carriera di Mario Bava e del cinema horror italiano. Operazione paura (la cui versione restaurata è stata presentata all'ultimo Festival del Cinema di Roma) è un'opera seminale per gli amanti del genere, in un racconto gotico che si ispira ai classici della Hammer ma che vive di una personalità dirompente, merito soprattutto dell'ispirata regia e di sequenze visivamente geniali utilizzate tramite gli ingegnosi trucchi tipici di Bava. Nonostante il titolo che, per accaparrarsi forse più ampie fette di pubblico, scimmiottava quelli dei gialli contemporanei, il risultato al botteghino fu praticamente nullo (colpa anche del fallimento della casa di produzione) e soltanto il tempo ha potuto dare il giusto rilievo al reale valore del film.

Operazione paura

Basterebbe notare l'evidente omaggio di Kubrick in Shining, con la sequenza delle due gemelle che sembra ben più che palesemente ispirata alla bambina "fantasma" di Operazione paura, con tanto di palla che rimbalza, per comprendere quante scene madri siano racchiuse nella visione. Oppure la corsa del personaggio di Giacomo Rossi-Stuart che si ritrova a ripercorrere a perdifiato e apparentemente all'infinito la stessa stanza, incrociando nella folle corsa un'altra versione di se stesso. E ancora le splendide inquadrature della scala a chiocciola, con ben più di un'ispirazione al classico di Siodmak. Gotico nel senso più puro del termine, il film di Bava riesce a raggelare in più occasioni (memorabile l'apparizione inaspettata della piccola in mezzo alle bambole) trovando il fascino nei punti cardine del genere, ibridandoli però con una componente thriller ispirata che ben si adatta al contesto, permettendo al racconto di fluire veloce e passionale nei suoi ottanta minuti di durata. Inquadrature di grande fascino, avvantaggiate dalla innata perizia effettistica e dalla grande abilità fotografica del regista, grazie a cui gli oggetti su schermo hanno la stessa importanza degli interpreti e si rivelano fondamentali e chiarificatori in più occasioni. Con un'atmosfera "pop" che ben si confà al mistero che traina la storia, ricca di una sotterranea inquietudine che esplode nell'intensa mezzora finale, Operazione paura è invecchiato benissimo e ancor oggi, a quasi cinquant'anni dalla sua uscita, riesce a stupire ed ammaliare con encomiabile semplicità.

Operazione paura Classico dell'horror italiano, tra gotico e thriller, Operazione paura è un film ricchissimo e ispiratore di molti titoli e registi futuri, con almeno tre sequenze che hanno fatto la storia del genere. Un racconto all'apparenza "già visto" è elevato dall'inventiva registica ed effettistica del suo autore, che non lascia nulla al caso e regala gustosi spaventi. Agli stessi livelli qualitativi de La maschera del demonio, uno dei capolavori dell'autore da recuperare per chiunque si ritenga amante del filone.

8.5

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