Recensione October Baby

Una bella protagonista per un film pro-life che ha fatto molto parlare di sé

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Hannah (Rachel Hendrix) è una diciannovenne apparentemente come tante: forse anche più bella e intelligente della media. In realtà, però, la ragazza ha problemi di salute ricorrenti fin dall'infanzia. Una sera, durante una pièce teatrale che la vede protagonista, Hannah perde i sensi. In seguito ad un check-up medico particolarmente accurato, la giovane scopre una destabilizzante verità: i suoi malanni derivano dal fatto di esser nata prematura, di soli 6 mesi. Ancor più sconvolgente è lo scoprire di esser stata, in realtà, adottata, dopo che la madre naturale l'ha abbandonata dopo un tentato (e fallito) aborto. In crisi, Hannah parte per un viaggio alla scoperta della sua identità, aiutata dall'amico e confidente Jason ( Jason Burkey )...

Dopo aver fatto molto parlare di sé negli States, dov'è uscito a ottobre dell'anno scorso con notevole successo, October Baby viene proiettato per la prima volta in Italia al Fiuggi Family Festival 2012, palcoscenico ideale per un film con tematiche così incentrate sulla famiglia, i giovani, i grandi temi sociali.

Il film è stato un piccolo caso in America: distrutto dalla critica, è stato invece molto apprezzato dal pubblico, in particolare quello delle famiglie conservatrici americane. Prodotto con una marcata attenzione alle tematiche e all'approccio cristiano-evangelico sulla questione, il punto di vista della produzione è piuttosto evidente, e il contesto pro-life è innegabile. Il dialogo conseguente alla visione della pellicola risulta infine piuttosto scarno, con visioni ben definite e, per certi versi, fin troppo buoniste, mostrando l'orrore dietro alle (piuttosto rare) nascite post-aborto fallito, e la potenza del perdono, in virtù della sempreverde massima “ odia il peccato, non il peccatore ”.
Pur di far convergere le (prevedibili) tesi che si vogliono dimostrare, si procede dunque ad una ancor più prevedibile messa in scena del soggetto, che finisce per presentare davvero nulla di nuovo, se non per l'eccezione particolarmente drammatica del caso di Hannah . Personaggi che, tuttavia, appare tutt'altro che handicappata rispetto ad altri casi simili famosi realmente esistiti: al di là degli attacchi epilettici e d'asma (presenti, all'atto pratico, solo nell'incipit del film) Hannah risalta come giovane donna volitiva, tenace, discretamente assennata e, inoltre, bella, cosa che di certo non guasta. Fa probabilmente parte del messaggio del film, che tra le altre cose vuole incoraggiare i ragazzi in condizioni simili: sta di fatto, però, che la Hendrix risulta, comunque, piuttosto appetibile per tutto il pubblico, maschile, femminile e familiare, ispirando le simpatie di tutti con quell'aria da brava ragazza. Brava anche da un punto di vista attoriale, c'è da dire: il bel musetto (ibrido tra le Anna Paquin e la Liv Tyler di un tempo) non è l'unico asso nella manica di questa giovane attrice, che sicuramente speriamo di rivedere presto.

October Baby Tanto rumore per nulla? Viste tematiche e confezione, il cinema pare sprecato per un film che appare così “televisivo” per impianto e stile; eppure, nonostante la trapunta evidentemente corta in certi frangenti, e gli inevitabili (emozionanti, noiosi, stucchevoli, a seconda dei casi e dei gusti) momenti strappalacrime, il film mantiene una certa dignità formale, andando a configurarsi come film per tutta la famiglia ben recitato e girato con diligenza (ma con totale assenza di estro) e propugnatore, sicuramente, di valori importanti e positivi.

5.5

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