Recensione Nothing Lasts Forever

Il film "ritrovato" del 1984 con Bill Murray e Dan Akroyd

recensione Nothing Lasts Forever
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Adam, un giovane aspirante artista, decide di recarsi a New York solo per scoprire che la città è divenuta una sorta di stato totalitario a causa della presa del potere da parte delle autorità portuali. Il ragazzo trova lavoro come guardiano notturno dell'Holland Tunnel, fino a quando non viene condotto da una strana setta di individui, apparentemente senzatetto, nelle profondità della Grande Mela. Qui Adam scopre di essere per loro come un Messia, e di avere una missione: andare sulla Luna per incontrare Eloy, una splendida ragazza di origini orientali, con la quale insieme all'amore troverà anche l'ispirazione per la sua carriera.

Si riteneva perduto, senza edizioni VHS o dvd, fino a qualche giorno fa, quando è rispuntato integralmente su youtube (salvo esser rimosso dopo poco tempo per richiesta di Warner Bros, detentore dei diritti). Stiamo parlando di Nothing lasts forever, film del 1984 diretto da una delle menti del Saturday Night Live, Tim Schiller, che non a caso vedeva in parti secondarie la presenza di due delle star di quel programma come Bill Murray e Dan Akroyd. Mai uscito nelle sale, neanche statunitensi, vi è da sperare, visto il clamore suscitato dalla breve apparizione su internet, che ne venga al più presto messa in cantiere un'edizione home video, in modo da consolare tutti coloro che non hanno fatto in tempo a vederlo. Nel frattempo vediamo di stuzzicare la vostra fantasia con una recensione ad hoc.

Niente dura per sempre

Una commedia surreale e fuori dal tempo quella di Schiller, che sembra sospesa tra due ere cinematografiche. Se infatti la presenza di solidi e affermati mattatori del S.N.L. offre un'anima contemporanea, è comunque presente in più occasioni un piacevole sapore nostalgico che riporta addirittura indietro ai classici hollywoodiani degli anni '30 e '40. Un'opera tanto originale quanto ingenua che però non risente affatto dei suoi limiti ma anzi li sfrutta a suo vantaggio in una costruzione narrativa non sempre organica ma capace in ogni caso di divertire in più occasioni nei suoi 80 minuti scarsi di durata. Anche lo sfruttamento di diversi filmati di repertorio ammanta l'operazione di un gusto retrò, sottolineato maggiormente dalla scelta di alternare il bianco e nero (predominante per la maggior parte del minutaggio) al colore, mezzo che permette una migliore immedesimazione nella componente filo-onirica che circonda questa strana storia. Storia che comunque parla sempre e comunque di un tema universale come quello dell'amore, qui assunto come veicolo per l'autodeterminazione del proprio destino. Tra citazioni di Luis Bunuel e Fritz Lang il cinefilo più esperto avrà pane per i suoi denti, mentre lo spettatore medio può comunque gustarsi la trasfigurazione di un mondo pseudo-futurista e notare le non troppo sottili critiche ad un certo modo di intendere l'arte. Il cast, che vive perlopiù di camei, se la cava più che dignitosamente e nei panni del giovane protagonista troviamo lo Zach Galligan arruolato lo stesso anno da Joe Dante per il primo episodio di Gremlins.

Nothing Lasts Forever Risorto dal limbo del tempo, Nothing lasts forever è un'operazione curiosa che si fa guardare piacevolmente, nonostante diversi limiti ed una sceneggiatura non sempre omogenea. Un racconto surreale che arriva a trattare, forse un po' superficialmente (e volutamente) temi importanti, che può avvalersi di un cast in buona forma perlopiù proveniente dai lidi del Saturday Night Live.

6.5

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