Recensione Nonno Scatenato

Robert De Niro e Zac Efron, in Nonno Scatenato, partono in un viaggio on the road alla volta di Daytona Beach, tra umorismo grottesco e riconciliazioni familiari all'insegna del 'carpe diem' più scontato.

recensione Nonno Scatenato
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

La vita del giovane Jason Kelly sembra andare a gonfie vele, con una promettente carriera nello studio legale del futuro suocero (di cui sta per diventare socio) e un matrimonio da favola in programma. Ma la dipartita della nonna, da tempo malata, sovverte gli equilibri familiari e permette al nostro di ricongiungersi con il nonno Dick, a cui era molto legato durante l'infanzia ma con cui il rapporto si è intiepidito col passare degli anni. E mentre Jason è un ometto posato e giudizioso, Dick sembra deciso a scrollarsi di dosso la vecchiaia godendosi gli anni della pensione in ogni modo possibile. Sarà un viaggio on the road, direzione Daytona, a permettere ai due di (ri)scoprirsi e di offrirsi seconde possibilità, reciproche ma anche nei confronti di una vita che potrebbe offrire qualcosa di più di quello che sembra già scritto...

In viaggio con nonno

Sebbene la sceneggiatura di Nonno scatenato sia a firma di John M. Philips, la mano di Dan Mazer -poco noto come regista ma storico co-autore di personaggi interpretati da Sacha Baron Cohen come Ali G e Bruno- si nota tutta, e non solo alla regia. L'idea è quella, classicissima, della commedia on the road a sfondo familiare, dai vari Vacation a Una notte da leoni, passando per un super classico italiano come In viaggio con papà, con il quale, curiosamente, la pellicola condivide alcuni elementi, ma diremmo che si tratta solo di una curiosa coincidenza (calcolando anche l'abisso qualitativo che intercorre tra le due pellicole). Fatto sta che, dal punto di vista della sceneggiatura, il lavoro fatto è piuttosto banale e ridondante, con davvero pochi spunti originali e un umorismo triviale che lascia il tempo che trova, concedendosi il lusso di essere spesso politicamente scorretto ma mai davvero graffiante, anzi lasciandosi andare alla deriva in modo sentimentalmente inappropriato. Il problema alla basa, comunque, è che la vicenda non decolla e sembra sorreggersi unicamente sulla verve degli interpreti. E non bastano certo un'affiatata e credibile coppia di protagonisti (Zac Efron e Robert De Niro) e qualche spalla malamente sfruttata (Danny Glover e Aubrey Plaza su tutti) a convincere lo spettatore che quello che sta vedendo è un film, tutto sommato, godibile, tra umorismo stantio, situazioni improbabili e montaggio raffazzonato.

Nonno Scatenato Nonno Scatenato è un elogio piuttosto fiacco del "carpe diem" più banale: nonostante De Niro ed Efron lavorino piuttosto bene in coppia e siano ben assortiti e credibili come nonno e nipote, il film fa acqua da tutte le parti, con una confezione tecnica di basso profilo e una qualità delle battute in copione anche peggiore. Il mix fra umorismo pecoreccio e misogino e una ostentata e fuori luogo continua patina sentimentale poi disorienta e rende il tutto un ibrido mal pensato e mal strutturato. Periodicamente (e sempre più spesso), tra un masterpiece e l'altro a cui partecipa, il grande Robert se ne esce con una partecipazione a qualche commediola di dubbio gusto, e viene da chiedersi perché; probabilmente, semplicemente perché si diverte. Ma questa volta, forse, era decisamente il caso di evitare.

4

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