Shinya Tsukamoto

Recensione Nightmare Detective 2

Ritorna il Detective dell'Incubo di Shinya Tsukamoto

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"Ho concepito l'idea del film sin dalla mia adolescenza, poiché ero spaventato dalla paura di dormire e di fare gli incubi". Shinya Tsukamoto.Kyōichi Kagenuma (Ryuhei Matsuda) conosciuto come il Detective dell'Incubo per la capacità di entrare nei sogni altrui, è tormentato dal suo potere che sta inesorabilmente indebolendo il suo fisico e la sua mente. Inoltre viene spesso assalito dal doloroso ricordo della morte della madre, perita per malattia quando lui era solo un bambino. Un giorno riceve una richiesta d'aiuto da parte di Yukie (Yui Miura), una studentessa, perseguitata in sogno insieme ad altre due amiche dalla presenza di Kikugawa, una loro ex-compagna scomparsa in circostanze misteriose. In un primo tempo Kyoichi rifiuta il caso, ma quando scopre che la figura di Kikugawa ha delle strane attinenze con quella di sua madre, decide di indagare...Ritorna Nightmare Detective, l'affascinante e controverso personaggio creato da Shinya Tsukamoto, in un secondo capitolo capace di regalare ancora brividi e riuscendo anche a levigare i difetti del primo episodio, strizzando maggiormente l'occhio ai j-horror classici ma essendo comunque contaminato della cifra stilistica del maestro nipponico.

Un viaggio nell'incubo

Una carica visionaria che indaga nei meandri onirici con uno sguardo cupo e fascinoso, memore in diversi passaggi del miglior cinema lynchiano. La seconda avventura del Detective dell'Incubo si avvale di geniali intuizioni visive, che riescono a creare una costante inquietudine concedendo meno spazio al terrore più cieco e disturbante in favore di un'atmosfera quasi mistica e ricca di spunti di riflessione. Un nuovo, sinuoso viaggio nelle paure inspiegabili, nel cieco terrore che ci assale durante gli incubi, catturato con una lucidità impressionante, pronto a esplodere in scene madri di grande suggestione che diversificano Nightmare Detective 2 dal suo predecessore. mostrandoci anche lati oscuri finora ancora poco esplorati da Tsukamoto. In questo caso ci si concentra maggiormente sulla figura del protagonista, collegando alla linea narrativa principale una serie di flashback e di tormenti personali che ben presto si intersecano in un susseguirsi di colpi di scena, intensi, per poi convolare in un finale chirurgicamente perfetto. Non mancano i colpi di scena e la narrazione regala diverse sorprese, sempre sospesa in quel limbo tra sogno e realtà che permette al regista di giocare sadicamente con lo spettatore, sempre incerto sulla reale dimensione degli avvenimenti. Pervaso di un simbolismo potente, laddove gli incubi diventano il mezzo per raccontare disagi interiori e repressioni sociali, il film trova un insospettato punto di forza in Ryuhei Matsuda, la cui performance, a dispetto del capitolo precedente, si rivela completamente riuscita, consentendo finalmente alla caratterizzazione del personaggio di esplodere con dirompente malinconia.

Nightmare Detective 2 Caso più unico che raro, un sequel si rivela migliore dell'originale. Il secondo capitolo di Nightmare Detective, debitore verso buona parte dei classici j-horror, ma ammantato di una forte, e intensa, personalità, si rivela ricco di fascino e visivamente appagante, ricordando in più occasioni il miglior David Lynch. Complice un'ottima prova di un più, attorialmente, maturo, Ryuhei Matsuda, questa volta il Detective dell'Incubo diviene personaggio interessante e appassionante.

7.5

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