Roma 2014

Recensione My Italian Secret

Oren Jacoby racconta un inedito Gino Bartali e altre coraggiose storie di eroi dimenticati della resistenza italiana

recensione My Italian Secret
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Durante la seconda guerra mondiale la deportazione degli ebrei assunse proporzioni enormi. Eppure salta all'occhio un dato, e cioè che mentre l'80% degli ebrei europei non italiani fu deportato e ucciso, l'80% circa degli ebrei italiani riuscì in qualche modo a sfuggire al giogo nazista. Questo avvenne grazie a un cospicuo numero di connazionali che si adoperarono come poterono per aiutare gli ebrei a nascondersi e/o ad assumere false identità. Di questa 'Army of Schlinders from Italy' (titolo dell'articolo che è poi anche la fonte di ispirazione di questo film dal titolo My Italian Secret - Gli eroi dimenticati), fecero parte nomi illustri come il celebre ciclista Gino Bartali (impegnato a sfruttare i suoi allenamenti in bici per trasportare documentazioni preziose ad Assisi), l'esimio medico e primario del Fatebenefratelli di Roma Giovanni Borromeo (che inventò l'inesistente morbo di K per permettere agli ebrei di nascondersi in un padiglione isolato che non fu mai perquisito dai tedeschi per paura di contagi), o ancora la Marchesa Gallo (che rischiò la propria vita per accogliere e nascondere la famiglia Servadio perseguitata dai nazisti). Storie di uomini e donne che si distinsero dunque in un mare di orrore avendo ben in mente il pensiero del Talmud secondo cui "Chi salva una vita, salva il mondo intero". Un concetto che il grande sportivo Gino Bartali (vincitore del Tour de France nel 1938) fece suo fino alla fine, pedalando sempre nella direzione di una solidarietà silente, nascosta, nella convinzione di compiere solo il suo dovere di uomo; un dovere che in seguito Bartali espresse limpidamente con la straordinaria frase:"Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all'anima, non alla giacca".

Illuminanti storie di giusti(zia)

My Italian Secret sostanzialmente segue e raccorda attraverso il filo delle testimonianze e delle ricostruzioni queste numerose storie di estrema solidarietà e complicità umane, mostrando l'animo buono e profondamente responsabile che permise a ben 10.000 ebrei di scampare alla follia nazista. Una resistenza tutta italiana fatta di coraggio, determinazione e profonda coscienza umana. Traslando e ribaltando il concetto dell'ultimo mirabile lavoro di Claude Lanzmann sul tema della Shoah (L'ultimo degli ingiusti), My Italian Secret traccia invece il sentiero di quegli eroi dimenticati, di quei giusti spesso dispersi nei meandri di un'ingiustizia molto più grande di loro e della loro grande prova di umanità. Il regista americano Oren Jacoby firma dunque questa raccolta di storie di piccoli grandi eroi italiani rendendo omaggio al nostro paese e alla forza di un gesto che riafferma l'importanza della memoria, soprattutto quando è una memoria che in mezzo all'orrore riaccende un barlume di speranza attraverso la luce dei valori. Anche se non particolarmente convincente dal punto di vista cinematografico perché piuttosto canonico e lineare nell'uso di una struttura ibrida che mischia le testimonianze dei protagonisti delle storie narrate a un filo narrativo di ricostruzioni del passato, il film di Jacoby (che transiterà come Evento Speciale alla nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma) rappresenta solo uno dei numerosi tasselli necessari per tenere viva la memoria su certe pagine di storia che non solo rappresentano momenti estremamente bui dell'umanità ma che insieme tentano di superare il limite molto alto del loro essere resoconto di un dramma storico di enorme portata; perché come dirà anche uno dei testimoni protagonisti del film, riallacciandosi all'annosa questione dell'ir-rapresentabilità della Shoah: "È inutile raccontare certe cose se non le hai vissute".

My Italian Secret Presentato come Evento Speciale alla nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, My Italian Secret del regista americano Oren Jacoby racconta con uno stile documentaristico le molte storie di italiani coraggiosi che - durante la Seconda Guerra Mondiale - si adoperarono per salvare migliaia di ebrei da una fine (altrimenti) certa. L’importante segnale del coraggio e della solidarietà umana che a volte riescono (inaspettatamente) a fare la differenza e a riabilitare una natura umana molto più spesso violenta e feroce.

6

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