Recensione Mourning Grave

Al Florence Korea Film Festival l'horror malinconico di Oh In-chun, caratterizzato da un emozionante e sincero tocco di romanticismo che fa da sfondo a una storia di rancore e vendetta

recensione Mourning Grave
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Il film è stato proiettato in prima visione italiana venerdì 27 marzo alla tredicesima edizione del Florence Korea Film Fest. Che l'horror orientale, dopo i recenti fasti passati, sia da qualche anno ben più che inflazionato non è certo una novità. E allora per stupire nuovamente il pubblico bisogna muoversi su altre strade, contaminando il genere con altri per cercare qualche sprazzo di originalità: impresa tentata da Mourning Grave, film del regista sud-coreano In-chun Oh, qui al suo esordio sul lungometraggio dopo una manciata di promettenti corti. Con una coppia di giovani interpeti, già sulla breccia dell'onda in patria, come Kang Ha-neul e la bella Kim So-eun, il cineasta ha optato per una commistione tra horror e commedia romantica che, pur non senza imperfezioni, ha il merito di "staccare" in parte dal solito tram-tram del filone. La storia infatti vede In-su, uno studente appena rientrato dagli Stati Uniti, fare ritorno a casa dello zio in Corea. Con il parente il ragazzo condivide una dote particolare: entrambi infatti sono in grado di vedere e parlare con gli spiriti dei trapassati. Arrivato in una nuova scuola, dove è sin da subito preso di mira dai bulli, In-su si "imbatte" nel fantasma di una ragazza sua coetanea, morta da poco in circostanze che neanche ella riesce a ricordare, con la quale stringe un rapporto di sincera amicizia. Nel frattempo alcuni studenti della sua classe cominciano a morire in circostanze misteriose, forse "puniti" da uno spettro ancora pieno di rancore per i torti subiti in vita.

L'amore oltre la morte

Chi è ben avvezzo al genere troverà pochi sussulti nella parte prettamente orrorifica: le situazioni da "spavento" seguono infatti tutti gli stilemi del "post Ringu", con una certa banalità registica che comunque non disdegna qualche momento di sana tensione. Laddove Mourning Grave invece regala delle sorprese è nella sua componente prettamente emozionale, riuscendo in più passaggi a commuovere con una certa facilità e lasciando un malinconico sapore dolce-amaro nella parte finale, per altro solcata da una buon gestione dei colpi di scena. La trama offre modo al regista di indagare anche tematiche di attualità della società contemporanea, di natura veramente globale: il grave cancro del bullismo infatti qui viene rappresentato con durezza e alla fine è proprio qui che si fondano le radici della vendetta messa in atto dal fantasma "killer" che infesta la scuola. Quindi, pur senza dimenticare un tono leggero in alcuni passaggi (incarnato soprattutto dalla buffa figura dello zio, sorta di "esorcista" in pensione), a dominare i novanta minuti di visione sono gli istinti romantici di quest'impossibile, platonica, love-story tra In-su e il fantasma della giovane ragazza, che si rivelano toccanti e genuini e fanno chiudere un occhio su una componente di genere sin troppo "ligia" agli stereotipi.

Mourning Grave Un emozionante e sincero tocco di romanticismo fa da sfondo a questa storia horror di rancore e vendetta, che non trascura piaghe sociali come quella del bullismo. Mourning Grave non eccelle nella sua componente orrorifica (qualche momento di discreta tensione fa comunque capolino) ma si fa apprezzare per un sapore malinconico che porta in alcuni tratti ad una sincera commozione.

6.5

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