Miss Sloane Recensione: Jessica Chastain fra lobby e politica criminale

Jessica Chastain diventa uno squalo lobbista di Hollywood in tailleur, stiletti e rossetti color sangue, disposta a tutto per raggiungere i suoi obiettivi.

recensione Miss Sloane Recensione: Jessica Chastain fra lobby e politica criminale
Articolo a cura di
Alessandra De Tommasi Alessandra De Tommasi ha avuto il colpo di fulmine per la scrittura quando ha ricevuto in regalo una macchina da scrivere gialla giocattolo, ma funzionante, alla tenera età di 4 anni. L'argomento preferito? I telefilm, a cui ha dedicato (oltre a svariate notti insonni) la tesi di laurea e il saggio per diventare giornalista professionista. In due parole: serial addicted! Se volete, potete seguirla su Twitter!

Fascino glaciale e determinazione spietata: lo squalo in tailleur, stiletti e rossetti color sangue interpretato da Jessica Chastain non fa prigioni né si preoccupa delle vittime. Tutti sono sacrificabili nella sua professione di lobbista di Hollywood al centro del thriller Miss Sloane, presentato in anteprima al Dubai International Film Festival e in sala dal 7 settembre. Lei è Elizabeth, la signorina del titolo, e usa gli uomini (ma anche le donne, non fa differenze di genere) come pedine per un gioco politico a cui lo scacco matto arriva prima o poi a suo vantaggio. In un'ipotetica classifica delle professioni più nobili probabilmente la sua si posizionerebbe ai gradini più bassi, perché l'etica non brilla certo tra i fattori presi in considerazione per eccellere nel campo. Alla stregua di una mercenaria, si ritrova al centro di un'indagine del Senato per presunte scorrettezze durante il cambio di fazione nell'ambito della regolamentazione delle armi.

Politica criminale

Non importa che tu approvi un arsenale militare in casa o invece propenda per la legittima difesa con una pistola in borsetta, l'idea che questi soggetti privi di scrupoli e ideali siano in grado di manipolare i palazzi del potere per il proprio tornaconto disgusta un po' tutti. Eppure è impossibile non subire lo charme di Jessica-Elizabeth, sempre impeccabile persino sull'orlo di una crisi di nervi o quando bistratta il gigolò di turno (sì, stavolta l'uomo-oggetto esiste davvero e viene pagato profumatamente). Che sia l'appeal mefistofelico di una regina del sotterfugio e del compromesso a farcelo pensare poco importa, i suoi metodi machiavellici funzionano (o almeno così sembra) e producono risultati, anche se sul grande schermo arrivano a sfiorare il fantasy nella loro estrema manifestazione.

Due maghi in azione

Sotto la solida regia di John Madden (Shakespeare in Love) prende vita la coraggiosa - anche se non perfetta - sceneggiatura di Jonathan Perera (al suo debutto) che racconta i lobbisti presentandoceli nella versione accattivante della Chastain non certo per distrarci ma per dimostrare probabilmente che persino il Male in persona ha bisogno di presentarsi sotto le mentite spoglie più sexy in circolazione. E ci riesce: l'innata repulsione che ci animerebbe nei confronti della categoria, un improbabile mix tra il gerarca di un regime totalitario e uno schiavista, viene in parte mitigato dalla raffinatezza minimal della protagonista, per poi essere amplificato un attimo dopo dal suo carattere impossibile.

Non solo miss Sloane non dorme ma non ha neppure il tempo per uno speed date o un'app di incontri: troppe energie sprecate, meglio ordinare un aitante giovanotto da un'agenzia di escort. E questa scelta la dice lunga su quanto ogni suo bisogno fisiologico venga sacrificato sull'altare del lavoro. Di famiglia, figli o amici non se ne parla nemmeno... persino un collega leale può essere mandato al macello se il ruolo di agnello sacrificale aiuta la causa, qualunque essa sia. Non si tratta di ambizione o di ossessione: miss Sloane vive il lavoro come una missione con un unico scopo, vincere. Cosa perda dopo ogni sfida, però, non è dato saperlo del tutto e proprio questo mistero, pericolosissimo e quindi intrigante, sfugge alla vista non appena vi posiamo gli occhi e fa la fortuna del film.

Miss Sloane La lotta delle lobby è più simile a quella di Caino e Abele che a quella di Davide e Golia. E Jessica Chastain, abilissima guerriera, riesce nell’impresa impossibile di suscitare interesse verso una delle categorie professionali più corrotte e meno affidabili del pianeta. Anche se in chiave un po’ soap (ma non proprio alla Scandal, per capirci), alla fine stuzzica la curiosità dello spettatore perché - diciamolo - non si può resisterle.

7

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