Mine arriva in Blu-ray: la recensione e l'intervista ai registi del film

In occasione dell'uscita in DVD e Blu-ray del film con Armie Hammer, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro si raccontano in un'intervista fiume.

recensione Mine arriva in Blu-ray: la recensione e l'intervista ai registi del film
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Mattia Bianchini Mattia Bianchini Per un aspirante regista i film sono un libro di testo più potente di qualsiasi scuola. Aggiungeteci quell'amore che rende la passione un'ossessione e il passo per diventare un divoratore famelico di cinema è breve. Non chiedetegli di scegliere un periodo, una categoria o un genere cinematografico e nemmeno di porre un freno alla fantasia e all'immaginazione. Mettersi in gioco nel confronto e nella condivisione rimane un' esperienze imprescindibile nell'arte, il vero modo per continuare a crescere senza limiti di tempo e di età.

Il loro film d'esordio è arrivato come una vera e propria bomba sul cinema italiano, scardinando vecchi schemi e pregiudizi che ultimamente hanno ingabbiato il nostro movimento e dimostrando che si può fare cinema anche con un' idea audace ed originale. Fabio Guaglione e Fabio Resinaro sono due figli degli anni '80, due amici dai tempi del liceo, cresciuti a pane e Spielberg, che dopo la folgorante visione di Matrix degli (ex) fratelli Wachowski, hanno preso coscienza di quanto questo strano gioco chiamato Cinema potesse diventare davvero qualcosa di grande nelle loro vite. Sin da subito, dai primi cortometraggi autoprodotti, era chiaro che nascondevano un certo talento e un proprio mondo da esplorare e nel corso del tempo sono cresciuti sempre più fino all'exploit di Mine, che ha segnato sicuramente una tappa importante nella loro carriera, ma che non sarà certamente un punto d'arrivo. Li abbiamo incontrati per un'intervista fiume in occasione dell'uscita italiana del DVD e del Blu-ray di Mine, che da oggi 8 febbraio sarà finalmente disponibile per tutto il pubblico con edizioni curatissime, ricche di sorprese e di approfondimenti. Ma ora parola direttamente ai "Fabios" e se ancora non lo aveste fatto, prima di leggere tutto quello che hanno da dire, il nostro consiglio è di correre a vedere il film.


Fabio & Fabio, cosa significa per voi avere finalmente tra le mani quel Blu-ray?

Guaglione: grazie a te. Vuol dire tanto, tantissimo... è un po' il coronamento di un sogno e soprattutto è il frutto di tanto lavoro, tanta passione e tanta dedizione.

La passione traspare sicuramente anche dal risultato finale, ma raccontatemi quello che non si vede, quanto è stata lunga e dura portare Mine sulla schermo?

Resinaro: molto, è stato un cammino davvero impegnativo e laborioso durato più di tre anni, costellato di difficoltà, dal punto di vista produttivo, di mezzi e di organizzazione oltre che di creazione artistica legata allo sviluppo di una storia così particolare.

Qui ce n'è davvero tanta di carne al fuoco. Ma partiamo dall'inizio, da dove nasce un'idea come la vostra e come l'avete sviluppata?

Guaglione: In realtà nasce da un grande progetto Hollywoodiano naufragato. Dopo il nostro ultimo cortometraggio, Afterville, avevamo ottenuto l'attenzione da parte dell'industria americana. Eravamo in procinto di chiudere un film ad altissimo budget che proprio nelle fasi conclusive non è andato in porto. In quel momento abbiamo capito che forse ci serviva qualcosa di più piccolo ed è stato in quel momento che per la prima volta abbiamo parlato al produttore, Peter Safran, dell'idea di un uomo fermo su una mina e lui è sembrato da subito entusiasta e ci ha così incentivato a sviluppare quell'idea.
Resinaro: E' stato un po' come raccontare metaforicamente il nostro periodo. Anche noi eravamo un po' fermi, quasi bloccati nel deserto minato della produzione, soprattutto italiana ed avevamo bisogno di fare un passo. Mine è stato il nostro passo, anche se il film è partito davvero quando ci siamo resi conto che in realtà sotto quel piede non ci sarebbe dovuta essere nessuna mina. E' lì che tutto ha iniziato a prendere forma e ad avere un senso molto più profondo.
Guaglione: è verissimo. Quello che volevamo fare e che in realtà crediamo debba fare il cinema è raccontare qualcosa di metaforico e stratificato in un modo originale, interessante ed affascinante, contaminando i generi e cercando delle soluzioni visive più potenti possibili. In fin dei conti Mine è il racconto di una realtà collassata.

Ma a proposito di cinema, quali sono i vostri modelli di riferimento, quelli che vi hanno formato e quelli a cui magari siete debitori per Mine? Per esempio mi piace pensare al vostro deserto quasi come una sorta di pianeta Solaris di Tarkovskij.

Resinaro: Questo ci fa molto piacere perchè certamente Tarkovskij è un maestro assoluto dal quale non si può prescindere, anche in Stalker per esempio il deserto ha un ruolo simbolico importante. Certamente è difficilissimo fare un nome, però siamo cresciuti col cinema di genere e popolare americano degli '70 e '80 da Carpenter a Spielberg, che in più di qualche sequenza in Mine non abbiamo potuto fare a meno di omaggiare, perché è qualcosa di talmente interiorizzato che ormai è diventato nostro, soprattutto per un certo modo di muovere la macchina da presa.
Guaglione: Si, io non potrei pensare ad un cinema senza Spielberg e Leone, quando penso ad un inquadratura sono loro che ho in testa, quella sensazione di composizione perfetta senza che sia mai un virtuosismo autoreferenziale o fine a se stesso. Poi certamente Matrix è stato un punto di svolta nelle nostre vite, ma negli ultimi anni abbiamo amato moltissimo anche film come Gravity, Drive o The Master, per citarne alcuni; insomma non abbiamo un modello preciso, ma ci piace quel cinema in grado di unire una qualità tecnica altissima ad una certa autorialità, senza tralasciare il lato commerciale o dell'intrattenimento. In fondo però, volevamo che Mine, al di là delle apparenze e delle influenze, fosse un viaggio introspettivo dentro mine-una-scena-del-film-con-il-protagonista-armie-hammerse stessi, per noi era un po' mettere in scena il viaggio dell'eroe, con tutte le figure tipiche che lo contraddistinguono, con la classica divisione in tre atti, ma senza dover necessariamente rispondere alle regole di un singolo genere. Infatti la prima parte potrebbe sembrare un war movie di stampo classico, poi però arriva la sorpresa e il film cambia completamente direzione diventando un survival movie e poi ancora si trasforma in un dramma psicologico, fino all'ultimo atto che è un vero e proprio sci-fi.


E' davvero bello vedervi parlare così del vostro film, ma fatemi rompere la poesia e tornare un po' cinico con i piedi a terra. Come avete fatto a convincere il produttore e a fargli capire ed accettare tutto questo?

(Ridono)
Resinaro: Sai che non siamo del tutto sicuri che l'abbia capito fino in fondo quello che volevamo fare?! In qualche modo però ci siamo riusciti.
(Ridono)
Guaglione: In realtà è stata la cosa più difficile. Durante le riprese volevano farci girare altri due, tre finali alternativi.

E voi cosa avete risposto?

Guaglione: Abbiamo detto, No. E' stata davvero l'unica volta in cui siamo stati ferrei, perchè abbiamo discusso tantissimo tra di noi sull'importanza di quel finale e di quella scelta e per noi qualcosa di diverso non avrebbe avuto senso e se avessimo girato anche qualcos'altro non avremmo avuto la minima chance di imporci.
Resinaro: Si quello era fondamentale per noi, così come la scelta di non disseminare i vari flaschback dall'inizio del racconto, anche perchè in fin dei conti più che flashback potrebbero essere considerati quasi dei déjà vu del futuro. Non volevamo fosse il classico film in cui tutto appare chiaro da subito e si crea distacco nei confronti del personaggio. Noi volevamo vivere e far vivere la sua esperienza; il mosaico prende forma piano piano nella sua testa e così deve avvenire nella testa dello spettatore, man mano che si scende dentro se stessi. Dovevamo essere bravi noi a stupire e sorprendere con scelte non convenzionali, a modulare la tensione, a trovare la giusta dose di ironia e di suggestione anche in una condizione così estrema. Speriamo di avercela fatta.

Ce l'avete fatta senza alcun dubbio, ve lo assicuro e la posa del cavaliere mi rimarrà impressa come una delle immagini più potenti di tutto questo anno cinematografico. Ma riguardo alle discussioni a cui facevate riferimento, come gestite il vostro rapporto artistico di coppia sul set e fuori?

Guaglione: In realtà abbiamo trovato il nostro equilibrio, che è il nostro e funziona per noi. Sul set io mi occupo prevalentemente della direzione degli attori, mentre Fabio (Resinaro) si interessa più della parte tecnica e fotografica stando lui stesso in camera.
Resinaro: poi fuori dal set, litighiamo (ridono).. ma almeno siamo sicuri che quando arriviamo a prendere una decisione è quella giusta o quella che realmente vogliamo, perché è il frutto di ore ed ore di ragionamenti e discussioni. Questo ci fa essere fermamente convinti di quello che andremo a fare. Diciamo che siamo l'uno la coscienza dell'altro... una specie di salva stupidagini reciproco.

Molto interessante ed anche intelligente come discorso. Volevo farvi una domanda su un altro aspetto che mi ha molto colpito e che risulta determinante nella riuscita complessiva della film: la colonna sonora. Come ci avete lavorato?

Guaglione: Ah questo è un aspetto che ci sta particolarmente a cuore e di cui siamo orgogliosi. Andrea Bonini, anche lui nostro amico dai tempi del liceo, è il nostro musicista e lo è stato per tutti i nostri i lavori, compreso Mine.
Resianaro: Lui è un talento vero.
Guaglione: Assolutamente. Abbiamo cercato di creare dei temi musicali per ogni personaggio o per ogni situazione particolare a seconda dello stato emotivo che volevamo suscitasse e poi nel corso del film questi temi ritornano e si fondono a in relazione al momento. Siamo stati anche in Macedonia e insieme all'orchestratore Luca Balboni abbiamo lavorato direttamente con un orchestra e poi elobaorato tutto in post produzione. Una cavalcata lunghissima ma davvero stimolante.

E invece cosa mi dite dell'altra grande arma di Mine, Armie Hammer? Come vi siete trovati con lui e come ci siete arrivati?

Guaglione: E' stato sempre grazie al nostro produttore che gli ha fatto leggere la sceneggiatura e lui sin da subito ne è rimasto affascinato. Inizialmente eravamo titubanti perché non l'avevamo mai visto in un ruolo simile, non sapevamo se potesse avere realmente tutte le caratteristiche che credevamo fossero necessarie per interpretare Mike, ma ci ha completamente sbalorditi.
Resisnaro: E' stata decisamente una sfida, così come il fatto di avere una troupe nuova interamente spagnola, ma alla fine ci siamo trovati addirittura meglio di quello che avremmo potuto immaginare. Tornado ad Armie, è anche grazie a lui se siamo riusciti a portare a casa il film in cinque settimane perchè ad ogni ciak era sempre centratissimo e perfettamente in parte. Un grande attore, con cui è stato un gran piacere lavorare.

Ad oggi cosa cambiereste del vostro film e di cosa non siete pienamente soddisfatti?

Resinaro: In realtà siamo contenti e soddisfatti di tutto, più che altro perché non abbiamo nessun tipo di rimpianto; abbiamo fatto il massimo che potevamo fare in quel momento e con i mezzi che avevamo a disposizione.
Guaglione: Forse l'unica cosa che che convince meno di tutto il film è proprio la parte iniziale che in alcuni tratti potrebbe sembrare un po' b-movie. Probabilmente lì, ad oggi, saremmo stati più attenti a calibrare meglio qualcosa a livello musicale e di enfasi, ma nel complesso anche quella parte è estremamente funzionale per quello che volevamo fare. Alla fine rendersi conto delle piccole cose è un modo per migliorare in futuro.

Prima dei saluti, parliamo del Blu-ray di Mine. Sono rimasto molto colpito dall'incredibile qualità audio e video che siete riusciti a conservare e soprattutto da tutti gli extra che avete inserito. Come avete lavorato in questo senso?

Resinaro: Sì, è una cosa a cui tenevamo particolarmente, abbiamo curato personalmente tutta la parte degli extra dell'edizione home video di Mine, grazie anche alla grande disponibilità della Eagle Pictures siamo riusciti ad inserire tutto quello che volevamo nel Blu-ray del film. Devo dire che siamo molto orgogliosi del risultato finale.
Guaglione: Ci sono un edizione DVD ed una Blu-ray, momentaneamente solo con l'audio in italiano, perchè poi a Maggio uscirà anche la versione Steel Book con la possibilità della lingua originale. Nel DVD sono presenti 40 minuti di extra, mentre nel Blu-ray 110 minuti, che comprendono le scene tagliate, alcune scene estese, uno speciale sugli effetti digitali e sull'impatto che hanno avuto in Mine, un raffronto tra lo storyboard e quello che è effettivamente il film finale, un approfondimento sul viaggio dell'eroe ed uno sulla figura di Mike ed infine, come ciliegina sulla torta, abbiamo pensato di omaggiare i nostri spettatori con qualcosa di fisico, che fosse materiale: quindi abbiamo scelto una card, La carta dei tarocchi di Mine: L'immobile, disegnata per l'occasione da Maurizio Temporin. Siamo felici del risultato e speriamo che possa esserlo anche il pubblico.

Una piccola anticipazione o qualche piccolo indizio sul vostro futuro professionale?

Resinaro: In realtà stiamo scrivendo qualche sceneggiatura che poi abbiamo intenzione di produrre affidando la regia ad altri ragazzi, e poi abbiamo un'idea per noi che stiamo sviluppando, vedremo se sarà quella giusta.

Ancora fantascienza?

Resinaro: Ah quindi abbiamo deciso che Mine è fantascienza? (ridono)

Beh si, voglio pensare che lo sia ed è la fantascienza che più mi piace.

Guaglione: Giusto, anche a noi piace pensare così e allora speriamo di poter continuare a giocare ancora con i generi.

Ok, messaggio ricevuto, noi saremo lì ad aspettare i vostri prossimi giochi!

Mine L'edizione Bluray di Mine, curata personalmente dai due registi, oltre ad un'altissima qualità audio e video, offre 110 minuti di contenuti speciali, ricchi di extra, sorprese ed approfondimenti originali. La mancanza della traccia audio originale, sarà poi colmata dall'edizione Steel Book in uscita il mese di Maggio.

8

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