Recensione Mercenarie

Expendables al femminile nel nuovo mockmuster Asylum

recensione Mercenarie
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Che la Asylum cerchi da sempre di cavalcare il successo dei blockbuster realizzando titoli a basso costo sulla stessa tematica / personaggio non è certo una novità. In questo caso però la spudorata e furba casa di distribuzione americana ha giocato d'anticipo, realizzando per prima una versione di Expendables al femminile (ricordiamo che è stato annunciato da Millennium Films il prossimo Expendabelles) intitolato già in originale semplicemente Mercenaries. Il film, uscito direct to video la scorsa estate negli States, arriva ora anche in dvd per il mercato nostrano. Diretto dall'esperto di z-movie di lunga data (suoi tra gli altri Mega Shark vs. Crocosaurus e Almighty Thor) Christopher Ray, Mercenarie annovera un cast di vecchie e nuove "glorie" di genere come Zoe Bell (Kill Bill), Kristanna Loken (Terminator 3), Vivica A. Fox (Batman e Robin), Nicole Bilderback (Ragazze nel pallone) e Cynthia Rothrock (Codice marziale), oltre alla presenza scult di una vecchia conoscenza della tv / gossip italiana come Brigitte Nielsen (i cui ruoli più famosi sul grande schermo rimangono quelli negli anni '80 con l'ex marito Stallone in Cobra e Rocky IV).

"Siamo donne, oltre alle gambe c'è di più..."

In Mercenarie la figlia del presidente degli Stati Uniti viene rapita durante un viaggio in Kazakhstan. A capo dei sequestratori vi è la spietata Ulrika, donna senza scrupoli che gestisce il mercato della prostituzione e che ora, in cambio della vita della ragazza, chiede come riscatto un colpo di stato nel paese che metta lei e i suoi uomini al comando. La CIA decide di creare un'unità di recupero insospettabile, formata da sole donne, ma le uniche addestrate e dotate di abilità fuori dal comune sono tutte galeotte. Liberate dalle loro prigioni e ricattate affinché accettino la missione, le quattro (ora ex) carcerate dovranno unire le loro forze per completare l'incarico e sopravvivere.

Expenda(2)balls

Brutto oltre ogni immaginazione, Mercenarie riesce nella difficilissima impresa di far sembrare Sharknado un capolavoro al confronto. Su una storia risibile che ricicla (male) tutti gli stereotipi del filone, Christopher Ray dirige con un pilota automatico in evidente stato di guasto una serie di sequenze senza capo né coda, sfruttando inoltre delle inutili cartelle fumettistiche (memori dei cinecomics, ma realizzate in maniera pessima) a nascondere la povertà registica che gli impedisce di passare da una scena all'altra in maniera naturale. Se la sceneggiatura, firmata dall'anonimo Edward DeRuiter, non è una colpa certo imputabile a Ray, lo sono invece le sconclusionate scene d'azione che, tra rallenty improbabili ed evoluzioni coreografiche di bassissimo livello, sembrano uscire dalle peggiori fiction nostrane. Il bassissimo budget produttivo è inoltre visibile nella spartane ambientazioni (una spoglia località semi-desertica, un villaggio di pietra, un carcere di quattro stanze) e nella tragica gestione degli effetti speciali, con tanto di scena "epica" nella quale la cinquantunenne Nielsen salta in corsa su un aereo al decollo, palesemente realizzato male al computer. L'ironia, anche involontaria, che avrebbe potuto almeno alleggerire la visione non fa mai capolino, abbandonata in favore di qualche patetico e fuori luogo istinto pseudo drammatico, e nemmeno il potenziale erotismo di partenza timbra il biglietto: d'altronde in un gruppo di eroine bruttine e/o stagionate, esclusa la sempre bellissima Kristanna Loken, vi era ben poco materiale dermatologico per procedere in tal senso.

Mercenarie Non si ride, non vi sono istinti pruriginosi, non ci si affeziona alle protagoniste impegnate in sequenze action che di action nulla hanno. Mercenarie rimane forse, ad oggi, il punto più basso mai toccato dalla Asylum, impresa non certo semplice visto la lunghissima sfilza di z-movie prodotti dalla casa americana. Difficile inserirlo anche tra gli (s)cult, tanto il film è anonimo e noioso ed è assai complicato reggere i novanta minuti scarsi di visione.

3

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