Korea Film Fest 2013

Recensione Masquerade

L'11edizione del Florence KoreaFilmFest apre con un'appassionante dramma storico

recensione Masquerade
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17° secolo, dinastia Choseon. Il re Gwanghae sospetta che vi sia un complotto, ordito da alcuni dei membri più potenti della sua corte, atto ad eliminarlo. Il regnante affida perciò al suo fido braccio destro il compito di trovare un sosia che possa sostituirlo sul trono. La scelta ricade su Ha-seon, un simpatico buffone e attore da taverna, che accetta -in cambio di una ricompensa- di sostituire momentaneamente il suo sovrano. Ma quando Gwanghae rimane in fin di vita, avvelenato da un avversario politico ancora sconosciuto, i suoi uomini più fidati scelgono di nascondere la malattia del loro re e di allenare Ha-seon ad interpretare la sua parte finché questi non ritorni in salute. Ha-seon, dopo un iniziale spaesamento, si fa benvolere da tutti, suscitando però dei dubbi sulla sua reale identità, e complicando le cose finendo per provare un tenero affetto per la regina, da tempo in rapporti contrastati col marito. E quando si troverà dinanzi a intrighi e complotti che potrebbero mettere a repentaglio, oltre che il suo ruolo, anche l'incolumità del suo popolo, il buffone deciderà di comportarsi veramente da re e lottare contro le ingiustizie, mettendo a rischio la sua stessa vita...

Consacrazioni

L'11esima edizione del Korea Florence Film Festival, rassegna dedicata alla promozione della cultura e della scena cinematografica coreana, apre le danze il 16 marzo con l'anteprima italiana di Masquerade, enorme successo di pubblico in patria (terzo incasso di tutti i tempi), diretto dallo stesso Choo Chang-Min che uscì trionfatore con il commovente Late Blossom alla scorsa edizione del festival fiorentino. Un vero e proprio kolossal storico ambientato nel 17° secolo che vede quale protagonista assoluto una vera e propria star del cinema coreano e internazionale, Byung-hun Lee, apprezzato sia nei cult movie del regista Jee-woon Kim come Il Buono, il Matto, il Cattivo e I saw the devil, sia nei due capitoli dei G.I. Joe nei panni di Storm Shadow.

Il re e il buffone

Masquerade è un dramma storico di prim'ordine, ricco di passioni e intrighi, epica e ironia. Oltre due ore incalzanti nelle quali è facile affezionarsi alla figura di Ha-seon, l'uomo giusto al posto sbagliato, e provare verso di lui una sincera e pulsante empatia. Dopo un film "piccolo" ma ricco di emozioni come Late Blossom, una vera e propria consacrazione per Choo Chang-Min, qui capace di destreggiarsi con sorprendente abilità nel kolossal in costume, genere da sempre in voga nella cinematografia nazionale e che ha offerto negli ultimi anni pellicole di rilievo come The king and the clown e Portrait of a beauty. Dal punto di vista tecnico la pellicola eccelle pressoché in ogni campo: costumi e scenografie di altissimo livello rendono la visione un vero e proprio piacere per gli occhi, aumentato ancor di più dall'oculata scelta delle inquadrature, e la colonna sonora che accompagna le oltre due ore di film solletica più volte le corde emozionali. In Masquerade infatti regna costantemente un sottofondo epico, che trova il suo apice nei decisivi minuti finali, che ben combacia con la tensione drammatica e una tenera ironia, mai fuori luogo e saggiamente integrata al contesto. Ottima anche la caratterizzazione dei personaggi, in primis dal protagonista (eccellente Byung-hun Lee in un doppio ruolo dai non facili risvolti) ma che delinea con profondità anche le figure secondarie. Il percorso che intraprende Ha-seon, dapprima inadatto al proprio gravoso compito ma ben presto deciso a farsi carico delle sorti del paese combattendo i soprusi e affezionandosi con sentimento disinteressato alla figura della regina e a quella di una giovane serva, è ben narrato e pone la questione su chi meriti davvero l'appellativo di sovrano, giusto e benevolo con il proprio popolo.

Masquerade Un dramma storico intenso e appassionante, che eccelle per costumi e scenografie, colonna sonora e interpretazioni, inaugura l'11esima edizione del Florence Korea Film Festival. Un'apertura col botto, che mostra come il regista Choo Chang-Min, già vincitore della scorsa edizione della kermesse, si trovi perfettamente a proprio agio anche con kolossal in costume dal bugget elevato. Byung-hun Lee, star nazionale già sbarcata ad Hollywood (i due capitoli di G.I. Joe e l'imminente Red 2), offre forse la prova migliore della sua carriera in un doppio ruolo ricco di significato.

8

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