Recensione Looper

Bruce Willis vs Joseph Gordon-Levitt in un interessante action thriller basato sui paradossi temporali

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Il tema del viaggio nel tempo è tra i più affascinanti e prolifici sia in letteratura che al cinema. Se l'incipit per la moderna fiction di genere è, da più di un secolo, The Time Machine di H.G. Wells, davvero sterminata è la produzione in tema del 20esimo e 21esimo secolo, con titoli oramai entrati nella memoria collettiva come Ritorno al futuro, Terminator, Doctor Who, Donnie Darko.
Uno degli elementi più interessanti in proposito è quello del paradosso temporale, su cui si basano molti di questi romanzi e film: in particolare cosa succederebbe se qualcuno, viaggiando nel passato, agisse -più o meno deliberatamente- per modificare il corso degli eventi per come li conosce.
Looper, parto del regista e sceneggiatore statunitense Rian Johnson, qui alla sua terza opera dopo gli indipendenti Brick - Dose mortale e The Brothers Bloom, è un thriller d'azione con originali venature filosofiche, che sfrutta i paradossi insiti nel genere per inculcare domande nello spettatore sui confini dell'etica e della morale, in un futuro che si prospetta tutt'altro che roseo per l'umanità.

Close the loop

Siamo nel 2044, e degrado e recessione sono oramai una realtà ben radicata nel mondo, e in particolare in quello che noi all'inizio del 21esimo secolo consideriamo il mondo “civilizzato”. Mentre i paesi una volta in via di sviluppo sono le attuali superpotenze (Cina in primis) gli Stati Uniti sono un paese federale oramai allo sbando e in cui la criminalità dilaga. In questa società ormai deviata si aggira un ristrettissimo gruppo di killer professionisti denominati looper che, in gran segreto, svolgono omicidi su commissione. Non si tratta, tuttavia, di “normali” assassinii: negli anni 70 di questo nuovo secolo verrà infatti inventato un sistema per viaggiare nel tempo, subito reso illegale e, dunque, subito abusato dalla criminalità. Al looper di turno, nel passato, viene comunicato un luogo e un orario in cui, dal futuro, verrà recapitata la propria vittima: il suo compito è dunque di ucciderla velocemente e sbarazzarsi del corpo. In questo modo le organizzazioni malavitose del futuro possono garantirsi omicidi “puliti” dato che le vittime spariscono letteralmente nel nulla, mentre i looper corrono rischi minimi, garantendosi una vita agiata e poco faticosa nell'inferno che sono diventati gli States. L'unica clausola del contratto a loro sfavore è, inoltre, di poco conto per chi ha poco o nulla da perdere. Difatti, alla fine della “carriera” i looper ricevono una sostanziosa buonuscita e si ritirano a vita privata per trent'anni, con la certezza, però, di finire, ormai vecchi, rapiti, spediti nel passato e uccisi da un altro looper, che potrebbe essere anche il se stesso del passato. È quello che accade a Joe Simmons (Joseph Gordon-Levitt/Bruce Willis) che tuttavia, profondamente diverso dal se stesso di trent'anni prima, ha ora un motivo per restare in vita, il che produrrà una caccia all'uomo di dimensioni mai viste nel sindacato dei looper...

I cleaned you up and put a gun in your hand

Il nome e il volto di Bruce Willis sulla locandina possono trarre in inganno il potenziale pubblico della pellicola, se ci si aspetta azione e spacconate alle Die Hard o I Mercenari. Ma non bisogna dimenticare che Willis ha recitato anche in thriller di tutto rispetto, e che Gordon-Levitt stravede sempre per partecipare al cinema indipendente di cineasti come Johnson, che non si limita mai a scazzottate e sparatorie liberatorie per il semplice gusto dell'esplosione. Difatti, in questa sua prima performance nel circuito “che conta” il regista originario del Maryland racconta una storia sfaccettata, densa d'emozione e di pathos ma che soprattutto riesce a più riprese a far venire il magone allo spettatore, che a più riprese non sa per chi parteggiare. Le parti in causa, difatti, sono molteplici, e ognuno reclama un legittimo diritto a difendersi/cacciare qualcun altro, in un crescendo di rivelazioni che esplode in un finale catartico e assai riuscito, corollario di un percorso nella relatività dell'importanza delle cose che è il senso ultimo del film. Che non si scorda di ribadire, in finale, quanto sia importante l'esperienza formativa nell'infanzia, ma anche in età adulta, e il ruolo fondamentale della donna (madre/compagna) nella vita di un uomo.

Looper Ottimo il cast (nel quale ritroviamo anche Emily Blunt e Jeff Daniels) ma ancor migliore l'approccio realistico e “morale” al concetto dei viaggi nel tempo e alla visione della società mondiale nei prossimi 50-60 anni. Un futuro davvero “futuribile” e lontano da esagerazioni, dove quello che contano sono le azioni dei singoli e il mondo che ruota loro attorno. In certi punti il film si rivela forse un po' grezzo nelle soluzioni sceniche e probabilmente avrebbe giovato di un montaggio più serrato, ma il risultato finale è comunque ampiamente lodevole, in un contesto attuale dove le idee originali da fantascienza “classica” vengono sempre più a mancare. Un consiglio: nella recensione abbiamo cercato di non spoilerare praticamente nulla dei dettagli della trama, e vi consigliamo di arrivare il più ignari possibile dei plot twist alla visione del film, per poterlo godere al meglio.

8

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