Recensione Lol - Pazza del mio migliore amico

Miley Cyrus, Demi Moore e Il tempo delle mele

Articolo a cura di
Alessandra De Tommasi Alessandra De Tommasi ha avuto il colpo di fulmine per la scrittura quando ha ricevuto in regalo una macchina da scrivere gialla giocattolo, ma funzionante, alla tenera età di 4 anni. L'argomento preferito? I telefilm, a cui ha dedicato (oltre a svariate notti insonni) la tesi di laurea e il saggio per diventare giornalista professionista. In due parole: serial addicted! Se volete, potete seguirla su Twitter!

Le foto firmate da Annie Leibovitz sulla cover di “Vanity Fair” (a schiena nuda) hanno segnato l’inizio della fine del mito di “Hannah Montana”. La ragazzina acqua e sapone che si trasforma in rockstar grazie ad una parrucca bionda ha ceduto il passo alla tigre del palcoscenico in salsa teen. Miley Cyrus, insomma, è pronta ad affrancarsi dal passato Disney per voltare pagina. Non ci è riuscita del tutto, ma continua a provarci, come dimostra l’ultimo esperimento cinematografico, LOL - Pazza del mio migliore amico dal 17 agosto nelle sale italiane per Moviemax e presentato in anteprima al 42° Giffoni Film Festival. Remake del successo francese del 2008 firmato dalla stessa regista, Lisa Azuelos, ci propone anche Demi Moore nella fase post-botulino ma pre-divorzio dal toyboy Ashton Kutcher. Questa strana coppia mette in scena le dinamiche di amore e odio tra la figlia adolescente Lola e la madre single Anne. Due universi che si scontrano spesso ma poi si ricongiungono sempre in un abbraccio rappacificatore. La commedia vorrebbe diventare un manifesto generazionale sulla scia de Il tempo delle mele e per farlo trasforma persino la dolce Alice della Twilight Saga, Ashley Greene, in una bad girl da manuale.

CARO DIARIO...

Esiste ancora il diario segreto nell’era di Facebook e dell’iPad? Evidentemente sì, pur restando, come la tradizione vuole, fonte di enormi guai e prova inconfutabile dei misfatti che ogni adolescente compie alle spalle dei genitori. Lola (Miley Cyrus) vuole dimostrare al mondo che non le importa di nulla, quando invece tutto la ferisce, a partire da un fidanzato adulterino e bugiardo, Chad (George Finn). In comune ai due non resta che il migliore amico Kyle (Douglas Booth), che presto si rivela essere per lei qualcosa di più di una spalla su cui piangere e ridere. Nelle insicurezze tipiche di un nuovo batticuore si racchiudono tutti i desideri di trasgressione che Lola mette in atto con ogni stratagemma possibile all’insaputa della madre Anne (Demi Moore). Complice la gita scolastica a Parigi con le sue atmosfere sognanti, la protagonista sperimenta l’ampia gamma delle “prime volte”, tra sensi di colpa e insicurezze mentre la ragazza più sensuale e libertina del liceo, Ashley (Ashley Greene), prova a rubarle la scena con ogni mezzo. Non a caso la chiamano “Post-it”: ogni ragazzo nel raggio di chilometri diventa una sua preda e nessuno riesce davvero a resisterle.
Nel frattempo anche la mamma di Lola vive turbolenze affettive e si barcamena tra rapporti falliti e nuovi amori.

VORREI, MA NON POSSO!

Miley Cyrus rappresenta un modello, nel bene e nel male, a cui le ragazze di tutto il mondo guardano con quel misto di ammirazione e invidia che suscitano i miti adolescenziali. Per questo anche in questo film vorrebbe essere ribelle fino in fondo, ma non può. In fondo glielo impone quella tacita regola per cui una reginetta Disney deve mantenere una “buona condotta” anche fuori scena, a casa o per la strada. Suo malgrado deve restare “nella parte” a tempo pieno e non solo sul set. Inevitabilmente, allora, questo tentativo disperato di piacere a tutti i costi e di essere sempre perfettina si rispecchia anche in ruoli come quello di Lola, in cui si suppone debba tirare fuori gli artigli. Sulla carta questo personaggio doveva ribaltare l’immagine di fanciulla acqua e sapone per donarle un’aria più ruvida e misteriosa. Il tentativo, riuscito solo in parte, resta di tutto rispetto perché le permette di cimentarsi in un copione fuori dai suoi schemi. La regista dimostra molta disinvoltura e gioca con maestria con le dinamiche emotive messe in scena: la pellicola ha cuore e si percepisce subito, anche se manca di quel pizzico di pepe in più che avrebbe forse disturbato il sospirato “happy ending” a favore di un realismo meno scontato. A tratti questa pellicola sembra talmente innocente da sembrare persino poetica.

LOL - Pazza del mio migliore amico L’animo rock di Lola si perde tra i sogni romantici e le fantasie in rosa, che in fondo in fondo una ragazza non smette mai di coltivare anche ben oltre l’adolescenza. Il tentativo, quindi, di portare avanti la bandiera della ribellione inciampa ben presto nel buonismo che attutisce gli spigoli di ogni contrasto madre-figlia o tra migliori amiche. Ogni problema affrontato nel film fluttua nell’aria per poi disperdersi alla velocità della luce, molto prima di poter essere sviluppato, capito e affrontato. Siamo di fronte ad una favola moderna che vorrebbe insegnare una morale ma a volte si perde nel labirinto dei luoghi comuni. Gli intenti sono davvero ottimi e la regista ce la mette tutta per bissare i consensi ottenuti in patria con la pellicola originale. Alla fine, però, anche se il risultato è discreto, si nota soprattutto la fatica di accontentare tutti senza aver corso alcun rischio. Non arriva mai il vero momento di rottura: persino il dramma viene attutito e ovattato, lasciando allo spettatore quel senso di incompiuto tipico di chi ha paura di infrangere veramente gli schemi. Non aspettatevi, quindi, “Juno”, ma prendete Lola per quella che è, con le contraddizioni tipiche dell’età dei cambiamenti.

6.5

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