Recensione Lettere di uno sconosciuto

Zhang Yimou dirige un dramma familiare toccante sulla fine della Rivoluzione Culturale, con protagonista un'intensa Gong Li

recensione Lettere di uno sconosciuto
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Da Vivere! fino al recente, e ancora inedito in Italia, Under the Hawhtorn Tree la Rivoluzione Culturale che sconvolse la Cina nel secolo scorso è un tema molto sentito al regista Zhang Yimou che ora torna col suo ultimo film, Lettere di uno sconosciuto, a trattare questo delicato argomento che ancor oggi fa discutere intellettuali e non al di là della Grande Muraglia. Il cineasta si è sempre diviso tra grandi kolossal (la trilogia wuxia di Hero, La foresta dei pugnali volanti, La città proibita) e produzioni più intimiste come questo suo ultimo lavoro che lo vede tornare a collaborare sia con la sua Musa storica (ed ex-amante) Gong Li che con il bravo Chen Daoming (il re di Qin in Hero), affiancando ai due navigati interpreti una giovane e bella esordiente, Huiwen Zhang, volto fresco del quale sentiremo sicuramente ancora parlare in futuro. Tratta dal romanzo The Criminal Lu Yanshi di Geling Yan la pellicola è stata un grande successo in patria, con un incasso nazionale equivalente a circa 50 milioni di dollari e un notevole apprezzamento da parte di critica e pubblico.

Coming Home

In Lettere di uno sconosciuto Lu Yanshi è un professore ora prigioniero politico costretto a vivere nei campi di lavoro. Dopo molti anni di lontananza da casa e dalla sua famiglia, composta dalla moglie Feng Wanyu (anch'essa insegnante) e dalla figlia ormai adolescente Dandan, l'uomo decide di fuggire dalla sua prigione e tornare a casa. In ogni modo la polizia sta già aspettando che si faccia vivo con le due donne per poterlo arrestare di nuovo. Dandan, arrabbiata col padre mai conosciuto (aveva solo tre anni quando lui venne condannato) poiché la sua posizione di prigioniero politico le ha impedito di ottenere il ruolo di prima ballerina in un'imminente esibizione, denuncia il genitore rivelando alle forze dell'ordine il luogo dove questi si sarebbe incontrato il giorno dopo con la moglie. Dopo altri tre anni di prigionia, Lu torna a casa in concomitanza con la fine della Rivoluzione Culturale solo per scoprire che Feng soffre da qualche tempo di una grave forma di amnesia, che non le permette di riconoscerlo. Per rimanere comunque vicino all'amata l'uomo finge il ruolo di un gentile straniero, sperando che la donna possa tornare a ricordare chi egli sia veramente.

Memorie di una famiglia

Melodramma intenso e toccante, segnato da un finale amarissimo, Lettere di uno sconosciuto è un racconto che scava con profondità le psicologie dei suoi personaggi, riuscendo a evocare sprazzi di grandi umanità in un contesto in totale cambiamento sociale. Ma, a differenza di altre occasioni, il maestro cinese lascia in secondo piano la storia e i mutamenti dovuti alla fine della Rivoluzione Culturale (che viene comunque fortemente criticata nel concetto) per concentrarsi su una storia piccola e riservata. Con un trio di interpreti perfetti, che giocano quasi totalmente in sottrazione ammantando i loro ruoli di un convincente realismo, Zhang Yimou traccia attraverso questo microcosmo una critica netta alla barbaria che ha diviso, a volte per sempre, famiglie e amici in nome di una causa ideologica. Persone "scomode" al regime maoista eliminate fisicamente oppure nei ricordi, come in questa occasione in una metafora pregna di significati ben più ampi che traccia una solida visione dei rapporti umani e familiari. Purtroppo la gestione totalizzante di questo microcosmo penalizza in parte l'andatura del ritmo, che nonostante una prima parte più "vispa" risente in alcuni passaggi di un'eccessiva staticità, comunque non così marcata da penalizzare eccessivamente il forte slancio emozionale, che non dimentica un dolente sguardo ai segni della malattia, qui elemento tristemente funzionale ai significati che gli autori (lo scrittore in primis e in seguito il cineasta) volevano trasmettere.

Lettere di uno sconosciuto In questo melodramma dalle forti tinte emozionali il maestro cinese Zhang Yimou si concentra sulla profondità del dolore e la forza dell'amore che non vuole morire, pur ostacolato dalla crudele beffa della malattia mentale. Con più di una semplice critica ai tragici effetti della Rivoluzione Culturale, Lettere di uno sconosciuto si adagia a tratti in una quieta staticità che non inficia comunque la potenza dei sentimenti che emergono straripanti grazie anche alla raffinata bravura, quasi sempre in sottrazione, del trio di intensi protagonisti.

7

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